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Francesco Galgani 31 dicembre 2024
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11 cose che deprimono il Sistema Immunitario
Articolo originale in inglese, con bibliografia e links (che consiglio di visionare): The 11 Most Significant Factors Guaranteed To Depress Your Immune System
di M. Chan - traduzione di Anticorpi.info (link all'articolo) - 13 dicembre 2014
L'habitat, gli alimenti, i farmaci assunti e lo stile di vita, possono incidere negativamente sul nostro sistema immunitario. Avere un'idea delle modalità con cui ciò accade può fare una notevole differenza nella prevenzione di molte patologie.
1. Zuccheri
Il saccarosio deprime il sistema immunitario e drena minerali preziosi dall'organismo. Anche in piccole dosi lo zucchero è dannoso per la salute. Assumere 100 grammi (8 cucchiai) di zucchero, equivalenti a circa due lattine di una bibita, può ridurre del 40% l'attività germicida dei nostri globuli bianchi. L'effetto di depressione immunitaria provocato dallo zucchero ha inizio circa 30 minuti dopo l'assunzione e dura fino a cinque ore. Al contrario l'ingestione di carboidrati complessi o amidi non produce alcun effetto sul sistema immunitario. Se si assume zucchero di mattina, pomeriggio e sera, l'organismo resta cronicamente in uno stato di caos che alla lunga diventa nocivo. Inoltre, lo zucchero è un killer di nutrienti, cioè provoca la non assunzione di sostanze nutritive! Alcuni nutrienti sono neutralizzati dallo zucchero nel processo metabolico.
2. Carenza di sonno
Avrete notato che la scarsa quantità di sonno comporti un incremento delle probabilità di contrarre raffreddori o altre infezioni. La carenza di sonno può causare un incremento di produzione dell'ormone dello stress, e maggiore predisposizione alle infiammazioni. Anche se i ricercatori non sono esattamente certi di come il sonno riesca a rinsaldare il sistema immunitario, è appurato che fare almeno sette ore di sonno ogni 24 sia un grande aiuto per la conservazione di una buona salute. La carenza di sonno inoltre influisce negativamente sulla secrezione di melatonina. La melatonina è una potente barriera contro i radicali idrossili e due volte più efficace della vitamina E contro i radicali perossidici.
3. Vaccini
Contrariamente al parere di molti medici, i vaccini indeboliscono il sistema immunitario, piuttosto che fortificarlo (v. correlati). Non di rado contengono sostanze chimiche e metalli pesanti come mercurio e alluminio, cioè agenti immuno-depressivi. Il mercurio provoca cambiamenti nell'attività dei linfociti, diminuendone la vitalità. | vaccini inoltre alterano alcuni equilibri a livello di anticorpi, proprio come accade nelle patologie comprese sotto il nome di AIDS. Il nostro sistema immunitario si sovraccarica per fare fronte a sostanze
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estranee come i metalli pesanti, mentre i virus sono liberi di riunirsi in una comunità, crescere e moltiplicarsi. E' un po' come cercare di nuotare dopo essere stati incatenati e ammanettati.
4. Farmaci
Man mano che la ricerca progredisce, viene fuori che centinaia di farmaci accrescono la suscettibilità alle infezioni e deprimono le funzioni immunitarie. | ricercatori hanno osservato una riduzione delle citocine (ormoni messaggeri del sistema immunitario) in un numero significativo di consumatori di antibiotici. Molti farmaci ostacolano gli effetti suscitati dalla sinergia tra le cellule immunitarie ed i tessuti e gli organi deputati alla difesa dell'organismo da malattie, infezioni e virus. La maggior parte dei farmaci contengono anche un elevato livello di specifiche tossine che decimano i batteri benevoli intestinali, i quali sono una fonte primaria di protezione dell'organismo umano. Di conseguenza, l'uso a lungo termine di farmaci è associato ad una maggiore frequenza e durata delle infezioni.
5. Alcol
E' ormai cosa assodata che il consumo abituale a lungo termine di alcol produca gravi conseguenze nella salute fisica e mentale delle persone. Bere un paio di bicchieri di vino al giorno è generalmente considerato un buon modo per aiutare la salute cardiovascolare e del cervello. Ma un studio della Rutgers University ha indicato che il consumo costante possa ridurre del 40% la produzione di cellule cerebrali in un adulto. L'alcol inoltre nuoce alla capacità del sistema immunitario di combattere infezioni e malattie. Il consumo eccessivo di alcol alla lunga conduce alla deficienza immunitaria in due modi: carenza nutrizionale e riduzione dei globuli bianchi. L'alcol altera la metabolizzazione dei nutrienti a causa dei danni che causa alle cellule nel tratto digestivo, e interferisce con la secrezione di alcuni enzimi necessari alla digestione. L'alcol può anche impedire l'assorbimento di importanti vitamine al livello epatico.
6. Cereali raffinati
| cereali raffinati come la farina bianca, il riso istantaneo, la pasta arricchita e molti tipi di fast food contengono poche sostanze nutritive e poche fibre rispetto alle controparti integrali. Un consumo prolungato eccessivo di cereali raffinati e cibi altamente trasformati contenenti pesticidi, additivi chimici e conservanti può indebolire il sistema immunitario e predisporre ad alcune malattie croniche. Uno studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition ha appurato che nelle 5 ore successive l'ingestione di 100 grammi di alimenti trasformati la capacità battericida dei globuli bianchi si riduca notevolmente. La nostra dieta moderna fatta di prodotti alimentari trasformati, take away e pasti da microonde potrebbe essere concausa del forte incremento delle malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, ma anche dell'alopecia, dell'asma e degli eczemi.
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7. Stress cronico
Un lieve livello di stress può giovare all'organismo. Il modo di gestire, reagire e affrontare lo stress è un fattore importante per la salute. Molte persone ignorano che il livello di stress abbia una grande influenza sull'efficienza del nostro sistema immunitario. Lo stress cronico incrementa i livelli di cortisolo, e ciò riduce la produzione di prostaglandine 'buona.' Lo stress cronico può rendere più soggetti a raffreddori e influenze stagionali, e può concorrere a problemi di salute più gravi, come patologie cardiache, diabete e altre malattie. Praticando attività di riduzione dello stress come lo yoga, la meditazione e le risate, è possibile evitare che l'organismo entri in uno stato di stress cronico.
8. Carenza di vitamina D
Quando la vitamina D si lega ad alcuni specifici recettori, si innesca una catena di eventi in cui molti agenti patogeni, ad esempio le cellule tumorali, sono neutralizzati. La carenza di vitamina D può quindi indebolire questo sistema, con susseguente incremento delle probabilità che la malattia si sviluppi. È uno dei motivi per cui le persone che vivono nei pressi dell'equatore hanno un'incidenza molto inferiore (o assente) di molte malattie. Benché la vitamina D possa essere assunta mediante alcune limitate fonti alimentari, il miglior modo di sintetizzarla è l'esposizione diretta al sole durante i mesi primaverili ed estivi. 30 minuti di esposizione a torso nudo nei mesi più caldi equivalgono a circa 10.000 unità (UI) di vitamina D.
9. Disidratazione
La disidratazione cronica può influire in molti modi sullo sviluppo di malattie croniche. Alcune evidenze indicano che la disidratazione possa essere correlata alla suscettibilità ad alcune specifiche forme tumorali. E' di vitale importanza mantenere un buon livello di idratazione per supportare la eliminazione dei sottoprodotti di qualsiasi malattia e aiutare il sistema immunitario a combattere le infezioni. La disidratazione può influenzare la vostra energia, il vostro sonno e la vostra capacità di espulsione delle tossine dal'organismo.
10. Ansia e paura
Le emozioni negative possono pregiudicare le funzioni dell'organismo. Come nel caso dello stress, se cronicizzate le emozioni negative comportano un drammatico incremento del livello di cortisolo. | rischi della vita moderna agiscono come una morsa sull'immaginazione della gente. | sociologi la chiamano Fenomenologia della Società del Rischio, descrivendola come una cultura sempre più preoccupata da minacce di ogni tipo, sia reali che percepite, ma di certo interiorizzate. La paura crea un senso di urgenza nel corpo e stimola la reazione del sistema simpatico. L'ansia e la paura influenzano l'intero stato di salute del corpo, i livelli ormonali e il modo in cui le nostre cellule immunitarie sono in grado di difenderci.
11. Additivi alimentari industriali e tossine
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Additivi e coloranti usati dall'industria alimentare sono tra le principali cause di ADHD, asma, cancro e molte altre malattie, in quanto responsabili della creazione un ambiente tossico per la nostra salute. Ogni anno i produttori di alimenti integrano 15.000.000 di dollari di coloranti alimentari artificiali nei cibi americani - e tale stima ha preso in considerazione appena otto diverse varietà di cibo, secondo quanto affermato dal Centro per la Scienza nell'Interesse Pubblico (CSPI). Oltre a tumori, malformazioni congenite e reazioni allergiche, le miscele di tossine alimentari industriali possono causare malattie autoimmuni.
Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Prevent Disease Link diretto: http://preventdisease.com/news/14/121014_11-Significant-Factors- Guaranteed-Depress-Immune-System.shtml
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11 settembre 2001: oltre la verità ufficiale, fonti verificabili (video di Massimo Mazzucco)
fonte: https://youtu.be/OHQTSIhIgYA
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Mentana e le bufale di
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2016: un anno importante per ripulire il proprio cuore
La vita è il primo di tutti i tesori, più prezioso di tutti gli altri tesori dell'universo. Non è il primo in relazione a qualcos'altro: lo è in senso assoluto, per questo ogni sopruso e crudeltà verso le persone e la natura, a cui la nostra civiltà ci ha fin troppo abituati, sono totalmente e assolutamente da rigettare. In tutto il mondo non esiste un tesoro altrettanto prezioso quanto la vita di ogni singola persona: ogni individuo possiede una dignità e un potenziale infiniti, e una natura fondamentalmente positiva nel proprio cuore, in grado di contribuire a un cambiamento di direzione per quanto sta accadendo in Italia e nel mondo.
La realizzazione della pace, della felicità e di un futuro migliore per tutti è un ideale al quale tutta l'umanità aspira, ma l'unico modo per concretizzarlo inizia dal nostro cuore: il desiderio di vivere bene e di aiutare gli altri, infatti, rimane astratto se, ad esempio, non riusciamo né a parlare con i nostri familiari, né a costruire autentici rapporti umani, basati sulla solidarietà e sulla crescita reciproca.
Un impegno sincero a migliorare noi stessi, a ripulire il nostro cuore da tutta la sporcizia che può farlo soffrire (odio, gelosie, rancori, animalità, collera, arroganza, senso di impotenza, trascuratezza, ecc.), non lascia più neanche il tempo di lamentarsi dei problemi o di mettersi a criticare gli altri. Un simile cambiamento dei nostri cuori, delle nostre menti, è più che sufficiente per rivoluzionare il mondo. La base dell'educazione umana, e dell'agire quotidiano, dovrebbe essere l'amore: una persona cresciuta con amore non è competitiva, non ricerca il successo personale a spese altrui, piuttosto desidera contribuire al benessere degli altri e della società. Come disse Gandhi: «Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo».
Auguriamo a tutti un 2016 nuovo nelle idee e nei fatti, Francesco Galgani, componente del Direttivo del Circolo Armando Santoro, presidente del Circolo
tratto dal "Circolo Culturale Mario Luzi di Boccheggiano": http://www. circoloculturaleluzi.net/news.php?Ing=it&pg=1966
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2017: un anno di grande Impegno per un Futuro migliore
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e persone davvero forti sono dr che, tà of o te le umerose cadute, si rialzano sempre e vanno avanti.
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Le persone che si rifiutano di cedere hanho speranza. E, — grazie a tale speranza, continuano a sforzarsi verso i loro _ obiettivi infondendo speranza a nche agli altri.
Finché siamo in vita c'è speranza. La speranza Mor agio quando ci lasciamo egg gere. La sofferenze I- no pal la crescita. Se 0, ranz
A DI E gni vota aia e pon vol a».
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2019: verso la Consapevolezza
Il 2019 si avvicina... tempo addietro scrissi una pagina con alcune mie riflessioni, una poesia e alcuni addestramenti alla Consapevolezza, stilati dal monaco buddista zen Thich Nhat Hanh. La segnalo di nuovo ai miei cari lettori, come invito a costruire
RI) insieme un 2019 davvero art
rinnovato, si intitola: "In occasione del prossimo attentato
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Hlavinofa SOFIUHIEARI
terroristico". GRUB WORD ÎS SA NTITPIA (E r Per questo 2019, ciò che ritengo €C0URAGE?NOt
a!
più urgente per il destino collettivo RSS WEAKNESS. A
e individuale l'ho riassunto nel mio Lieti
"Manifesto dell'ultima lotta", a cui auguro diffusione grazie al vostro contributo: la patria delle mie idee è dove regna la compassione, espressione del vero Amore che permette e sostiene la vita di ognuno di noi e di ogni essere vivente.
Faccio i miei migliori auguri alla libera e gratuita Università Aleph di Mauro Scardovelli, che credo abbia eccellenti premesse per contribuire al miglioramento individuale e collettivo.
Infine, vorrei concludere questo messaggio per il nuovo anno con le parole di un grande uomo e caro amico:
«lo sogno un mondo dove non esiste né l'oppresso né l'oppressore, dove ognuno è di aiuto alla società in base alle sue potenzialità. Quindi le diversità diventano punti di forza, dove ognuno è libero di coltivare le sue passioni grazie alle quali vive e fa vivere gli altri. Perché se ognuno fa ciò che ama con amore e non per soldi, tutti diveniamo dei puzzle che si compensano a vicenda, non esiste la moneta, ma il libero scambio di virtù».
(Alessandro Pacenti, 14 dicembre 2018)
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Grazie a tutti, buon 2019, Francesco Galgani
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2021: un augurio
Un mio augurio è che i nostri pensieri, i nostri sentimenti e il nostro agire siano forze protettive dell'ambiente e della vita.
Grazie!
(pensiero e pittura digitale di Francesco Galgani, Natale 2020)
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2023: l’anno della pioggia di cuori
(December 25, 2022, go to my art gallery)
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2023: Un messaggio dal cielo
(January 2, 2023, go to my art gallery)
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446 font di Microsoft Windows e Microsoft Office su GNU/Linux (per interoperatività nello scambio di documenti)
Da sempre, Microsoft ha adottato tutte le strategie commerciali, legali e tecniche per limitare il più possibile, se non addirittura impedire, la compatibilità e l'interoperatività con i software non-Microsoft. Per inciso, tale comportamento è costato a Microsoft, nel 2004, una multa pari a 497,2 milioni euro per abuso di posizione dominante (approfondimento).
Di contro, i sistemi GNU/Linux, e più in generale il mondo del software libero, hanno da sempre adottato una logica diametralmente opposta di massima apertura e interoperatività con tutti i sistemi esistenti (si pensi ad esempio al caso di Debian GNU/Linux, da cui derivano molte altre distribuzioni come Ubuntu e Linux Mint, che definisce se stesso come "sistema operativo universale", si veda le FAQ): la lotta per l'adozione di standard aperti, liberi e condivisi è sempre rientrata in tale ottica. Per un'analisi e descrizione precisa di cosa sono i formati di file e qual è la differenza tra formati aperti e proprietari, e sulle ragioni per adottare formati aperti, si veda il capitolo quarto del libro "Apriti Standard" di Simone Aliprandi (interamente disponibile online con licenza CC BY-SA 3.0).
Inoltre, come è scritto nell'appendice del libro sopra citato: «// tema dell'utilizzo di strumenti informatici alternativi a quelli imposti dal mercato è per sua intrinseca natura un tema caro al settore pubblico, sia per ragioni di principio, sia per le ragioni di concreta convenienza e sostenibilità economica, sia per ragioni di opportunità tecnico-pratica.
Dunque, di riflesso, anche il tema dell'utilizzo dei formati aperti è diventato un tema centrale in fatto di e-government e di pubblica amministrazione in generale. In un mondo digitalizzato e interconnesso come quello attuale, tanto i servizi al cittadino quanto i rapporti fra pubbliche amministrazioni non possono prescindere dall'utilizzare standard di riferimento. In questo campo le scelte diventano ancor più pregnanti poiché non possono fare a meno di condizionare quelle del privato cittadino o delle altre pubbliche amministrazioni, sempre alla luce degli effetti di rete che queste scelte portano inevitabilmente con sé.
La promozione e l'adozione di standard aperti diventa dunque uno dei punti nodali per uno sviluppo funzionale e democratico della pubblica amministrazione digitale. Come infatti Domenico Squillace tiene a precisare, l'adozione di formati documentali aperti «risulta importante in particolar modo per i documenti della Pubblica Amministrazione, perché assicura la disponibilità in termini di lettura e di riscrittura del documento in qualsiasi momento, la massima interoperabilità tra i sistemi, la libertà di scegliere la
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piattaforma, il sistema operativo e il produttore (sia per l'utente che per l’Amministrazione stessa)» [...] »
In questo contesto si inserisce la recente notizia, pubblicata ieri 20 giugno 2014, dell'adozione da parte della Pubblica Amministrazione di Monaco di Baviera di LibreOffice al posto di Microsoft Office.
Tornando indietro negli anni, è giusto ricordare il caso della Provincia di Bolzano, alla cui adozione del software libero nelle scuole di lingua italiana, al posto del software proprietaro di Microsoft, fu dedicato un servizio di Report disponibile online, di cui consiglio la visione: consiglio particolare attenzione, nell'ascolto del servizio, a tutti i dettagli, anche quelli economici.
lo uso software libero e GNU/Linux da molti anni.
Uno dei problemi di interoperatività tra sistemi GNU/Linux e Windows che ho notato, sia per lo scambio di documenti sia per la navigazione nel web, è il diverso insieme di fonts disponibili: in molti casi può non essere un problema, ma in altri può esserlo. Questo problema si ricollega alle strategie tecnico-legali adottate da Microsoft per ostacolare l'utilizzo di sistemi non-Microsoft: in questo caso il problema è la licenza, che impedisce il libero utilizzo dei fonts adottati da Microsoft. Da notare, e questo vale la pena di sottolinearlo, che su GNU/Linux sono disponibili fonts anche molto belli e curati, oltre a vaste collezioni di fonts liberamente utilizzabili, come il pacchetto ttf-aenigma.
Per risolvere il problema almeno a livello tecnico (ma non a livello legale di licenza), segnalo un pacchetto .deb, compatibile con Linux Mint e presumibilmente anche con Ubuntu e altre distribuzioni Debian-based, nella cui descrizione leggiamo che:
«Fonts forniti con Microsoft Windows 7 e Microsoft Office 2007
Questo pacchetto contiene 446 fonts normalmente disponibili per gli utenti di Windows: poterli avere anche su Linux permettere di avere la massima compatibilità nello scambio di documenti con gli utenti di Windows che usano i fonts di Microsoft. Purtroppo i pochi fonts forniti nel pacchetto ttf-mscorefonts-installer non sono più sufficienti, anche perché Microsoft ha cambiato i fonts di default della sua suite d'ufficio (ad esempio "calibri" è il nuovo font di default al posto di "times new roman"). Questo pacchetto infrange l'EULA di Microsoft, infrange anche lo spirito del software libero, però può essere utile :P»
Link: https://www.galgani.it/debs/microsoft-fonts.deb Francesco Galgani,
21 giugno 2014
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4 ottobre: festa di tutti gli animali o solo di quelli "da compagnia"?
4 ottobre: per molti è la festa degli animali "da compagnia", o perlomeno così è stata definita su alcuni notiziari.
Per me è la festa di tutto il creato, visto che tale giornata è ispirata a San Francesco D'Assisi. A proposito, il disegno qui a destra è un possibile ritratto da San Francesco, l'ho visto sui molti siti web, ma non ne conosco l'autore.
Suggerisco di riascoltare il Cantico delle Creature di San Francesco, ne ho riportato trascrizione e audio in calce all'articolo: "L'unica strada per una soluzione fondamentale dei problemi di quest'epoca". Buon ascolto!
Inoltre, se proprio vogliamo festeggiare gli animali, allora teniamo bene a mente il film Dominion, che ho qui riportato integralmente, e facciamo la scelta giusta, cioè vegan.
Ah, quasi dimenticavo: stamani in televisione qualcuno s'è interrogato sulle scelte alimentari di Gesù. Beh, se proprio vogliamo citare Gesù, allora ne ricordo le parole, tratte dal Vangelo Esseno della Pace: «Non cercate la legge nelle vostre scritture, perché la legge è vita mentre la scrittura è cosa morta. [...] Dio non scrisse le sue leggi sulle pagine dei libri ma nel nostro cuore e nel nostro spirito». E il nostro cuore, riguardo a tutte le creature di questo mondo, cosa ci dice? Per chi è interessato ad approfondire, tanto più che si tratta di un testo in perfetta armonia con una giornata da dedicare a tutto il creato, segnalo la mia analisi ermeneutica del Vangelo Esseno della Pace.
Grazie, 4 ottobre 2019, Francesco Galgani
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8 marzo: mandiamo all'aria tutti i sensi di colpa e realizziamoci pienamente!
Oggi, in occasione della festa della donna (8 marzo 2018), vorrei usare il mio blog per dar voce ad una grande donna, che ha realmente qualcosa di importante da dire a tutti, sin da quando era bambina.
Per chi non la conosce, Angela Volpini è una mistica contemporanea, che a sette anni ha avuto un'apparizione mariana (a cui ne sono succedute altre): da allora ha dedicato tutta la sua vita a veicolare il messaggio che lei ha ricevuto. Chi lo desidera, può trovare facilmente alcuni suoi video su Youtube.
Tornando all'8 marzo, alla festa della donna... vorrei condividere con i miei lettori (donne e uomini) il video seguente, nel quale, tra le altre cose, Angela racconta un fatto importante del suo matrimonio. Quando si sposò, lei disse: «77 scelgo perché mi hai riconosciuto la libertà di essere me stessa».
Cosa significa "mandare all'aria tutti i sensi di colpa e realizzarci pienamente"? Secondo me, significa diventare pienamente umani, ovvero completare il nostro sviluppo entrando in contatto con il vero Amore, cioè con la nostra Anima, con le nostre qualità dell'Essere (benevolenza, gratitudine, amore incondizionato, gioia di vivere, ecc.). Tutto il resto, in confronto, mi sembrano questioni secondarie.
Buon ascolto, Francesco Galgani, 8 marzo 2018
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Abbigliamento e arredamento criminale: vestiamo etico, vestiamo vegan
Noi siamo in questa vita per allenare la capacità di amare, di salvare vite, di amare la vita... ogni offesa alla vita, ogni sofferenza arrecata nella totale insesibilità e disinteresse, la ripaghiamo tutta e con gli interessi. Fingere di non sapere, o starsene in una tranquilla ignoranza, o cercare qualsiasi giustificazione nell'infliggere tanta inutile sofferenza, non potrà che aggravare le cose.
Gli animali sono fatti per essere amati, e come loro ogni altro essere vivente. Se non sentiamo una fitta al cuore nel prendere consapevolezza di quanto stiamo facendo ai nostri inermi coinquilini sul pianeta Terra, allora non siamo degni di definirci "umani". Per ogni animale maltrattato, seviziato, ucciso, rinasceremo mille volte come animali da allevamento o da pelliccia.
Stiamo compiendo ogni giorno dei crimini, dal piatto in cui mangiamo, ai vestiti che indossiamo, all'arredamento della nostra casa.
Parliamone un attimo. Facciamo qualche esempio.
Negli allevamenti, gli animali definiti “da pelliccia” sono costretti a vivere in gabbie piccolissime, impossibilitati a muoversi, a seguire i propri istinti e ad avere una normale vita sociale. Per la disperazione, spesso si spezzano i denti mordendo la gabbia, si feriscono da soli, o diventano aggressivi coi compagni. Infine vengono uccisi: fracassando loro la testa, o colpendoli alla nuca con una bastonata, o spezzando loro le vertebre cervicali. Non mancano le uccisioni col gas o per elettrocuzione (vale a dire scariche elettriche inferte con elettrodi introdotti nella bocca e nell’ano). Tutti metodi consentiti (anzi, previsti) dalla legge.
Oltre alla tortura negli allevamenti, molti animali sono catturati in natura per mezzo di trappole: parliamo di decine di milioni di animali selvatici ogni anno. Trappole e tagliole bloccano in una morsa d’acciaio una zampa dell’animale, che aspetta per ore o talvolta giorni il cacciatore che lo ucciderà soffocandolo lentamente (per non sciupare il pelo) premendogli il torace. | due terzi degli animali intrappolati in realtà vengono considerati “spazzatura”, trattandosi di animali non considerati “da pelliccia”, oppure di animali domestici. A volte, per riuscire a liberarsi, gli animali si staccano a morsi le zampe imprigionate tra i denti metallici della tagliola e scappano, morendo presto dissanguati. Un noto esempio di crudeltà vergognosa è il modo in cui sono uccisi i cuccioli di foca: davanti alla loro mamma, vengono tramortiti con un randello e scuoiati vivi da individui insensibili alle loro urla e ai loro lamenti.
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Per l'industria dell'allevamento fa una bella differenza poter trarre profitto anche dalla vendita del pellame oppure dovervi rinunciare. Non di rado, si tratta della differenza tra andare in passivo o in attivo, quindi comprare articoli in pelle significa indirettamente contribuire a mantenere in vita questa industria della morte.
Inoltre, la pelle più a buon mercato, quella che proviene dall'India, è ottenuta da animali allevati principalmente per la produzione di pelle, non di carne. E per produrla, i maltrattamenti verso gli animali vanno oltre ogni immaginazione.
Qualcuno potrebbe obiettare che gli indumenti sintetici inquinano e quelli animali no. E' falso: l'industria conciaria è purtroppo, da sempre, una delle più inquinanti in assoluto: il processo di concia utilizza cromo e altri metalli, tannini, solventi, resine, acidi vari, i quali inquinano le acque e l’ambiente in generale. Tali sostanze chimiche sono anche fonti di allergie cutanee e, immesse in atmosfera, sono un pericolo per la salute di tutti, essendo anche cancerogene: in primis per i lavoratori delle concerie, ma anche per tutti gli abitanti delle zone circostanti.
La questione è complessa e scegliere indumenti e arredamento senza crudeltà, o cruelty free, richiede studio della tematica, consapevolezza e attenzione. Lana, seta e piume sono anch'esse molto cruente, meglio scegliere altro. Per chi vuole approfondire, consiglio caldamente la lettura dell'opuscolo seguente, realizzato dall’associazione AgireOra Edizioni (sul cui sito www.AgireOraEdizioni.org è acquistabile la versione cartacea) in collaborazione con StilEtico, il primo sito italiano di recensioni e segnalazioni di moda cruelty free — www.StilEtico.com
Opuscolo Abbigliamento Vegan (PDF)
Il video seguente, che è solo un piccolo esempio di quanto sta accadendo per la produzione dei nostri vestiti, potrebbe turbare la tua sensibilità. In effetti, me lo auguro, perché, al contrario, l'indifferenza o peggio la compiacenza verso la sofferenza altrui è la causa principale di tutti i mali di questo mondo (in cui, giusto per ricordarlo, 800 milioni di persone soffrono una fame cronica e 2 miliardi di persone, cioè circa una persona su tre, soffre di malnutrizione). A proposito, gli animali non sono cibo adatto agli esseri umani e non c'è neanche una sola ragione scientifica o ecologica per la quale dovrebbero esserlo (anzi, ce ne sono molte e serie per le quali non dovrebbero esserlo, ma su questo punto rimando ad altri miei articoli).
Francesco Galgani, 20 febbraio 2017
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ABC della sessualità femminile (videolezione per le femmine e anche per i maschi)
Ci sono molti miti e credenze errate riguardo alla sessualità. La videolezione seguente fornisce informazioni importanti, su base scientifica, per le femmine e anche per i maschi
)
Fonte: https://m.youtube.com/watch ?v=kcK-111dzMs
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Above the leaves of hope is the light of complete fulfillment
> pre
e
= x
(January 17, 2022, go to my art gallery)
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Accettare la realtà tra equilibrio e pace interiore
L'accettazione della realtà del mondo nella sua forma attuale rappresenta un tema fondamentale nell'ambito del pensiero filosofico e spirituale. E' anche un tema caro a chi considera i fatti del mondo come i pensieri, o i sogni, di Dio.
Spesso, nella nostra esistenza quotidiana, ci troviamo a lottare contro aspetti della vita che ci appaiono ingiusti o dolorosi, aspirando a un mondo idealizzato che rispecchi le
nostre aspettative personali. Tuttavia, questo desiderio di modellare la realtà secondo i nostri ideali può condurci a una costante sensazione di frustrazione e insoddisfazione.
La pace interiore deriva in gran parte dalla nostra capacità di accettare l'esistenza così come si presenta, senza tentare incessantemente di cambiarla. Questa accettazione non implica passività o rassegnazione, ma piuttosto un riconoscimento profondo che la realtà è al di fuori del nostro controllo e della nostra comprensione. Essere consapevoli che il nostro potere di influenzare il mondo è solo una fantasia, può essere un primo passo verso una serenità più autentica. Siamo come gocce che vogliono dire all'oceano come dovrebbe essere e come dovrebbe cambiare. Più o meno, è come rimproverare Dio di non sapere quello che fa.
Inoltre, accettare la realtà non significa disattendere al nostro senso di responsabilità o al nostro impegno etico. Anche dentro i confini di una realtà accettata, ci sono spazi in cui possiamo operare scelte significative. Queste scelte, sebbene limitate e condizionate da numerosi fattori esterni, rimangono un esercizio fondamentale della nostra libertà individuale e del nostro impegno verso l'etica personale e collettiva.
L'accettazione della realtà è anche un riconoscimento della complessità del mondo e delle sue dinamiche, che non sono mai afferrabili con un singolo punto di vista. Questo ci permette di ridimensionare la nostra tendenza a giudicare gli eventi globali con una prospettiva troppo ristretta, egocentrica o antropocentrica, la quale disconosce, tra l'altro, l'imponderabile ruolo delle forze non umane e/o non terrestri nelle sorti umane. Tale riconoscimento può condurci a una maggiore umiltà e apertura verso le diverse interpretazioni e visioni del mondo.
Il mantenimento di un equilibrio tra accettazione e impegno attivo è cruciale. Mentre accettiamo la realtà del mondo in cui viviamo, possiamo ancora lavorare per essere una presenza benefica, ispirandoci ai principi di giustizia e compassione. Non si tratta di cambiare il mondo, ma di dare un senso alla nostra vita. Il mondo così com'è va bene esattamente per ciò che siamo venuti a fare e per le prove di vita che possiamo superare. E' come una scena teatrale che, seppur drammatica, va bene esattamente così com'è per permettere agli attori di svolgere il loro ruolo. | due livelli di concretezza della realtà e di
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
illusione coesistono: niente è reale, eppure lo è.
Siamo in un periodo di guerre terribili, di disorientamento, di apocalisse. La visione di un mondo più giusto e pacifico può coesistere con l'accettazione del presente. È proprio in questo dinamico equilibrio tra il riconoscere ciò che è e il nutrire speranze per ciò che potrebbe essere che si trova una serena saggezza, capace di navigare la complessità dell'esistenza con grazia e voglia di vivere anche nei periodi più bui.
(16 maggio 2024)
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
A che serve I'.IA in un mondo senza amore per la vita?
Siamo arrivati al punto che le risposte date da ChatGPT, specialmente su temi personali e delicati, sono generalmente molto più empatiche, corrette, precise e puntuali di quelle "umane", fornite da coloro che esercitano professioni di aiuto. Questo, almeno, è il sentore che emerge da ricerche scientifiche come "Comparing Physician and Artificial Intelligence Chatbot Responses to Patient Questions Posted to a Public Social Media Forum", pubblicata nel 2023.
Tutto questo avviene mentre in Italia, come riportato da "Il Sole 24 Ore" del "10 dicembre 2024", un terzo degli adulti «hanno difficolta' grandi (o addirittura insuperabili) nel comprendere, assimilare o utilizzare le informazioni che leggono».
Quindi, a cosa serve un'intelligenza artificiale estremamente capace in un paese di analfabeti? Sarebbe come dare una torcia a un cieco? No, peggio, perché l'intelligenza artificiale non è mai neutrale, ma fa l'interesse di chi vuole che venga usata.
Nel frattempo, nel Regno Unito si sta discutendo una proposta di legge che prevede incentivi fiscali per chi opta per il suicidio assistito prima dei 75 anni. La notizia è discussa in "Elderly relatives could be pressured into assisted suicide by new pensions rules" ("I parenti anziani potrebbero essere spinti al suicidio assistito dalle nuove norme sulle pensioni"). Secondo il notiziario di Casa del Sole TV del 13 dicembre 2024, tale legge dovrebbe incentivare i pensionati a suicidarsi prima dei 75 anni per alleviare il peso delle tasse di successione sui familiari, poiché il costo per gli eredi di un decesso dopo i 75 anni è intenzionalmente reso molto significativo. Inoltre, nelle stazioni della metropolitana di Londra c'è già una campagna pubblicitaria intitolata "My Death Wish" ("II mio desiderio di morte"), che promuove una riflessione sul suicidio assistito come scelta "etica" (2!) o "finanziaria" per non "pesare sulla comunità". Ecco una foto che mostra una donna con un'estetica rock accompagnata dal seguente messaggio: "// mio desiderio di morte è di poter suonare con i musicisti che mi piacciono":
ondra, campagna per l'eutanasia, "My Death Wis
Per agevolare i miei lettori, fin qui ho inserito i link a fonti ufficiali che confermano quanto ho scritto e quanto riportato da Casa del Sole TV. Adesso, caro lettore, ti sfido: prova, usando parole chiave, a trovare queste stesse notizie con Google e con il motore di ricerca integrato in ChatGPT (che si basa su Microsoft Bing). Non le troverai, per lo meno se ti colleghi dall'Italia. Ho fatto molti tentativi, e alla fine, per risalire alle fonti, ho dovuto percorrere altre strade. Nel momento in cui scrivo, i link alla campagna per i suicidi in metropolitana e alla legge per spingere i parenti anziani al suicidio compaiono solo su
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
"Yahoo" e "Qwant". Questa è una semplice dimostrazione che l'intelligenza artificiale ci fa vedere solo quella parte di mondo che altri vogliono.
Per evitare polemiche, intenzionalmente non sto usando la parola "eutanasia", perché l'eutanasia presume una libera scelta, non un ricatto economico.
A parte questa precisazione, a cosa serve un'intelligenza artificiale "capace" se il cuore umano è assente e l'intelletto umano asservito ai peggiori demoni?
Se non c'è capacità di amare, a cominciare dall'amore per la vita e dalla sua protezione, tutto il resto è inutile.
La vita è relazione. Ci siamo incarnati per far evolvere le nostre anime, non il portafoglio di pochi miliardari. Questi ricatti violenti basati sui soldi, del tipo "suicidati perché altrimenti lo stato ruberà l'eredità ai tuoi figli", meritano come unica risposta la nostra non- collaborazione.
«Più preziosi dei tesori di un forziere sono i tesori del corpo e prima dei tesori del corpo vengono quelli del cuore. Dal momento in cui leggerai questa lettera sforzati di accumulare i tesori del cuore!» (tratto da: "I tre tipi di tesori")
«Un giorno di vita è molto più prezioso di tutti i tesori del sistema maggiore di mondi, quindi, prima di tutto, devi dimostrare la volontà [di guarire]» (tratto da: "Il prolungamento della vita").
Non dobbiamo collaborare con il ricatto: questa è la lotta dell'amore per la vita contro l'avidità del potere e contro la riduzione dell'essere umano a un homo economicus. Siamo molto di più.
Quanto all'eutanasia, quella vera, meriterebbe un discorso a parte, fatto con serietà, competenza ed esperienza da parte di medici e altre figure professionali coinvolte. Ma un tale discorso non c'entra con il degrado che qui ho descritto.
(14 dicembre 2024)
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
Actio manet
Come il mare riporta sempre tutto alla deriva, così non aiuti la sciocca presunzione che tutto possa svanire nella vastità della coscienza.
Alessandro, riflessioni sull'acqua. marzo 2020
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
Gohonzon. Fiducia. Nam-myoho-renge-kyo Vedi anche: "Gohonzon - Alcuni poteri del Daimoku (Nam-myoho-renge-kyo)"
Quanto segue sono parole dedicate a chiunque le desideri, affinché siano fonte di incoraggiamento a recitare Nam-myoho-renge-kyo davanti al Gohonzon, con lo spirito di fidarsi e affidarsi... grazie!
Fiducia
Mi fido del Gohonzon. Mi affido al Gohonzon, tutto va nella giusta direzione.
Il daimoku fluisce costante e sicuro di sé, come lo scorrere di un torrente fatto di acqua fresca e limpida, scrosciante e grazioso in mezzo ad una natura amica. Noi siamo in questa natura amica, noi siamo a nostro agio.
L'acqua della fede e della pratica scorre sempre. Nulla può fermarla. Sempre rinnovata, non manca mai, nulla può prosciugarla, nulla può esaurirla. E' acqua pura che tutto cura, che ad ognuno dà ciò di cui ha bisogno.
Un nuovo giorno è iniziato. Una nuova sfida di fede. Una nuova felicità.
Amare, lodare, ringraziare il Gohonzon anche oggi. Amare, lodare, ringraziare la Vita anche oggi.
Il Gohonzon sono io. Il Gohonzon siamo noi. Noi siamo la Legge mistica. Noi, insieme, siamo il Budda.
Davanti al Gohonzon, non c’è distinzione tra di noi: siamo tutti cuccioli del re leone. L'acqua che tutto cura, che tutto nutre, che tutto purifica, siamo noi.
Nam-myoho-renge-kyo è luce che sorprende, è speranza che supera ogni resistenza, è buona fortuna che ci accarezza.
Kosen-rufu è essere noi stessi un verso di una poesia di pace, ovunque andiamo. Shakubuku è il desiderio di dissetarsi dalla stessa fonte di saggezza e compassione.
Il daimoku continua a fluire oltre lo scorrere del tempo. Immagini e sentimenti di piena libertà e massimo splendore giungono da me spontanei, non li cerco. E intanto continuo a ripulirmi e a purificarmi con la buona medicina senza tempo di Nam-myoho-renge-kyo.
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
Mille Budda che occhio non vede, ma che il cuore sente, sono con me qui, adesso. Vivi e non vivi, rinati e non ancora rinati, sono tutti coccolati dalle carezze compassionevoli del mio daimoku, del nostro daimoku.
Il daimoku diffuso ovunque da noi preziosi Bodhisattva della Terra ingentilisce il cuore, scioglie le paure, apre un futuro di pace.
Grazie!
(Francesco Galgani, dicembre 2017, pdf per la stampa)
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
Affetto, dignità e bellezza degli animali da fattoria: IMpariamo a conoscerli
SCARICA PDF oppure ORDINA PIEGHEVOLI (sul sito di AgireOra Edizioni)
Per conoscere, capire e rispettare gli animali "da fattoria"... buona lettura di tutte le pagine di questo pieghevole. Grazie :)
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
Cosa c'è in questo opuscolo? Ci sono gli animali e le loro storie.
Ma non sono i soliti gatti & cani che tutti siamo abituati a considerare “ani- mali d'’affezione”. Sono altri animali, che fanno sempre una brutta fine,
per conoscere, capire anche se non sono colpevoli di alcun . tt li . li crimine, e non sono “diversi” dai cani e rispettare gli animali Persa “i è all da fattoria Qui impareremo a conoscere questi
animali, che solitamentenon vengono né amati, né rispettati. Vedremo come vivono in natura, e come vivono inve- ce nella dura realtà dell'allevamento, ma anche come potrebbero vivere se venissero rispettati, l'affetto che san- no dare e ricevere, la loro dignità, la loro bellezza, dentro e fuori.
E impareremo anche come fare per evitare il loro sfruttamento e la loro morte: dipende solo da noi.
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
core e capre, mucche, vitelli, tori, oche e
anatre, conigli: tutti “animali da fattoria” che hanno una loro individualità, un carattere, una socialità, esattamente come gli “animali d'af- fezione” Impariamo a conoscerli...
p: e galline, maiali, pesci e crostacei, pe-
polli e galline
| polli sono molto socievoli e amano passare il tempo insieme, razzolando in cerca di cibo, pulendosi le piume
in bagni di polvere, appollaiandosi sugli alberi e stando distesi al sole. | polli sono animali precoci: le galline comunicano coi piccoli non ancora nati, i quali rispondono pigolando da dentro l'uovo!
«Due anni fa tornando a casa ho trovato una gallina nuova nel recinto... C'erano Cocca, Clara, Serafina, Rosalba, Bianca e Bianchina, e poi c'era lei: una gallina più scura delle altre in disparte... Mio non- no mi disse che ce l'aveva portata un nostro vicino di casa. Le altre galline l'allontanavano (hanno una gerarchia molto “severa”) e così lei ha cominciato a seguirmi. Ha imparato il suo nome e ora anche se è integrata nel gruppo quando la chiamo viene, quando corro mi segue e quando la voglio prendere in braccio non scappa e mi viene incon- tro. È bellissimo avere la fiducia di una gallina.» (Susanna, della provincia di Roma)
«Karen Davis, autrice del libro Prisoned Chickens, Poisoned Eggs (Polli imprigionati, uova avvelenate), racconta che la sua gallina, Muffie, aveva fatto amicizia con una tacchina, Mila. “Uno dei loro ri- tuali preferiti” racconta Karen “aveva luogo di sera, quando riempivo le ciotole col tubo dell'acqua. Muffie e Mila seguivano insieme i rivoletti sul ter-
reno per abbe-
verarsi, Muffie
sfrecciando e bevendo come una vispa fatina marrone, Mila dondolandosi e sorseggian- do trasognata, emettendo a inter-
mittenza note flauta- te" Non erano cresciute insieme, eppure avevano creato un legame molto forte. Sapevano di essere diverse, ma questo non pareva fare alcuna differen- za per la loro amicizia. Era chiaro che si piacevano» (J. Masson, Il maiale che cantava alla luna - La vita emotiva degli animali da fattoria)
I maiali, nelle notti d'estate si stringono traloroeamano dormire naso contro naso. La società che questi anima- li hanno costruito nel corso dei
millenni è di tipo matriarcale. | cuccioli sono molto giocherelloni, amano lottare, inseguirsi, rotolare lungo i pendii. Si nutrono quasi esclusivamente di vegetali. Sono animali molto puliti, anche schiz- zinosi. Non faranno mai i propri bisogni nella stessa zona in cui dormono o mangiano.
«I maiali esprimono amicizia verso i propri simili in numerosi modi: con la voce, con il linguaggio del corpo, dormendo insieme, gironzolando ed esplorando il territoro in compagnia durante il giorno. Kim Sturla, del rifugio Animal Place, rac- conta di un maiale, Floyd, trasferito all'Animal Place da un altro rifugio per animali, il Farm Sanctuary. Floyd non riusciva ad ambientarsi e cadde in quel- la che aveva tutta l'aria di una grave depressione.
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Sembrava che non desiderasse più vivere; si stava lasciando morire. Kim non riusciva a capire come mai. Alla fine, Diane Miller, che si era occupata di Floyd quando viveva al Farm Sanctuary, andò a ve- dere qual era il problema. Non appena l'animale la vide, il suo comportamento cambiò. L'annusò con quella che pareva un'espressione di sollievo, sem- brò sopraffatto dall'emozione; strillò di piacere, e lo stesso maiale che prima si muoveva a fatica corse verso il furgone e balzò nel retro, pronto a tornare a casa. Non chiedeva altro che questo: tor- nare a casa dagli altri maiali che conosceva e amava. Non appena fece ritorno al Farm Sanctuary, la sua depressione sparì. Aveva avuto nostalgia di casa.» (J. Masson, Il maiale che cantava alla luna - La vita emotiva degli animali da fattoria)
esci e crostacei
nche se sembrano molto diversi da noi, i pesci in realtà sono animali comunicativi e sensibili. Hanno vibrisse sulla schiena che registrano
vibrazioni e campi elettrici, ed hanno papille gusta- tive nella gola, così come nel naso e nelle labbra. Usano la bocca più o meno come noi usiamo le
dita, per afferrare ed esplorare gli oggetti, per rac- cogliere cibo, costruire rifugi e prendersi cura dei piccoli (quando avvertono un pericolo vicino, alcuni pesci aprono la bocca per permettere ai piccoli di nascondersi all'interno). Di fatto, la bocca dei pesci è così sensibile agli stimoli che il dolore che prova- no è particolarmente acuto quando viene ferita (per esempio quando vengono presi all'amo).
Anche le aragoste sono animali intelligenti e dalla vita sociale complessa. Possono camminare sul fondo dell'oceano per centinaia di chilometri du- rante le loro migrazioni stagionali, e possono vivere fino a 100 anni.
La dottoressa Sylvia Earle, uno dei maggiori esperti di biologia marina del mondo, ha dichiarato:
«Non mangio mai nessuno che conosco personal- mente. Non mangerei mai una cernia, come non mangerei mai un cocker spaniel. Sono così di buon carattere, e curiose. Sapete, i pesci sono sen- sibili, hanno personalità, provano dolore quando vengono feriti.»
pecore e capre
Al contrario di quanto si cre- de comunemente, le pecore sono animali intelligenti, ma il modo in cui sono trattate dall'uomo le pone in uno stato di terrore
continuo che impedisce loro di mostrarsi per quel che davvero sono. Gli agnelli sono tra gli animali più vivaci e giocherelloni che esistano: si rincorrono, saltano, fanno capriole.
Le pecore sono in grado di ricono- scere almeno cinquanta altre pecore diverse, e ricordare
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facce e avvenimenti per anni, come dimostrano le ricerche del dott. Keith Kendrick, del Babraham Institute di Cambridge, in Inghilterra.
Federica, una signora che ha deciso di vivere in campagna con la sua famiglia, circondata da tanti animali “da fattoria”, racconta che la sua capretta “è tremenda, spadroneggia nel recinto”.
“Non dà cornate forti, ma spesso minaccia gli altri animali, soprattutto quando le porto dell'erba fre- sca. Ha già capito che in questa casa gli umani sono gli schiavi: quando decide di uscire dal recinto o ha voglia di erbetta, incomincia a belare, senza tregua, fino al nostro sfinimento, che la porta a raggiunge- re il suo scopo! È un animale molto dolce, non vuole stare sola, se c'è qualcuno in giardino preferisce brucare di fianco a quella persona”
Come accade per gli umani, la gestazio- ne dei bovini dura i nove mesi, e la
y mucca allatta il suo
i) cucciolo per nove- . dodici mesi.
Uno dei loro sensi più importanti è l'olfatto, e da quello si pensa riescano anche a capire le emozioni dei propri simili.
Quando nasce un nuovo vitello, tutte le mucche, per fare conoscenza col piccolo, si avvicinano per annusarlo.
I bovini conoscono le erbe medicinali che sono loro utili per curarsi dai piccoli malesseri, e le cercano e le mangiano per esempio quando hanno mal di pancia.
Laurie Winn Carlson, autrice di un libro sui bovini, afferma che le mucche “sono le madri più protetti- ve esistenti in natura”, capaci di attaccare qualsiasi animale minacci la prole. Cita la studiosa Nancy Curtis, la quale scrive di aver visto una mucca di- sorientata per la perdita del vitello che, dopo un mese, “ritornava sul luogo della nascita, cercan- dolo e chiamandolo. Ha richiamato in me il senso profondo dell'istinto materno che non è mai del tutto sepolto".
«Non molto tempo fa ho fatto visita a una ricerca- trice norvegese laureata a Cambridge, Kristin
Hagen. [...] Siamo usciti per os- servare le giovenche, e dopo un po' gli animali hanno
iniziato a giocare. “Guarda cosa fanno quando iniziamo a correre” mi ha detto Kristin. Le gio- vani mucche hanno iniziato a corre- re nei campi insieme a noi, saltellando come bambine. Scalciavano, acceleravano, rallentavano, non ci perdevano mai di vista; pareva quasi che ci imitassero. Era evidente che si stavano divertendo. Guardando negli occhi due mucche ac- canto a me, ho potuto capire che una era diffiden- te, l'altra amichevole. Ero certo che le loro fossero due personalità distinte. » (J. Masson, // maiale che cantava alla luna - La vita emotiva degli animali da fattoria)
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oche e anatre Anatre e oche sono gli uni-
ci animali d'allevamento che possiamo osservare fa- cilmente anche in libertà, perché ne esistono ancora di selvatici, sia in natura che nei parchi
cittadini. Hanno zampe palmate adatte a nuota- re, collo lungo, becco con una sorta di lamine che servono da “filtro”, hanno le piume impermeabili sopra, e uno strato di piume isolanti sotto. | pic- coli lasciano il nido subito dopo la schiusa delle uova e dopo poche ore sono già in grado di nuo- tare e nutrirsi da soli.
Le anatre domestiche sono animali pacifici che non combattono mai tra loro, nemmeno con le anatre selvatiche. Sia le anatre e le oche domestiche, sia quelle selvatiche, amano vivere in grandi comunità, come molte altre specie di volatili. Comunicano tra loro per far sapere agli altri membri del gruppo i pericoli immi- nenti: una volpe, o altri predatori.
Racconta Susanna, della provincia di Roma:
«lo ho avuto anatre e oche, e l'amicizia che strin- gono tra loro è molto profonda. Avevo un'oca muta di nome Malox che era fidanzato con un'anatra di nome Oky. Erano molto legati e Ma- lox non faceva avvicinare nessuno, era aggressivo e territoriale. Quando Oky è morta, lui non si è più mosso, ha smesso di mangiare e di bere, si faceva prendere e neanche la vicinanza di altre anatre o galline lo confortava. Si è lasciato morire per- ché Oky non c’era più.»
conigli
I conigli sono animali so- cievoli... e sociali, infatti in natura vivono in colonie numerose. Sono abilissimi scavatori, e
si costruiscono sottoterra delle tane formate da varie “stanze” con gallerie che le uniscono.
Dalle tane esco- no all'alba e al tramonto — per trovare da man- giare e per “fare toeletta”, pulen- dosi la morbi- dissima pelliccia dalle orecchie ai piedi; e nelle notti di luna piena amano giocare sui pra- ti rincorrendo- si a vicenda, ma stando sempre all'erta: appena qualcuno sente un rumore, dà l'allarme agli altri battendo le zampe sul terreno, e tutti scappano nelle tane.
Quando è ora di partorire la femmina si fa una tana lontano dalla colonia, la imbottisce con fo- glie e paglia, e col suo stesso pelo, che si strappa appositamente dal ventre.
Il coniglio è, assieme al cavallo, l’unico ani- male che, in Italia è sia “da ammazzare” che “da amare”, perché viene allevato e venduto in macelleria, ma è anche diventato animale d'affe- zione (in altri paesi è solo animale d'affezione).
«Ho vissuto per anni con una coppia di conigli, fratello e sorella. Erano tenerissimi tra loro, e amavano stare distesi l'uno accanto all'altra e leccarsi le orecchie vicendevolmente. D'inver- no stavano in casa, d'estate in un recinto in giardi- no, dove si divertivano un mondo a scavare tane e gallerie. Non erano molto socievoli con gli umani, ma quando decidevano loro, anziché scappare, stavano lì, si lasciavano avvicinare e si facevano accarezzare le orecchie, la testa, la schiena. Dor- mivano sotto il divano, amavano l'insalata, poco le carote, molto la banana... e amavano molto correre e saltare. » (Laura, provincia di Torino)
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come vivono
e come
muoiono nella realtà
Quanto raccontato finora è il modo che gli animali avrebbero di vivere se fossero liberi o vives- sero a contatto con l'uomo in un rifugio o in stato di semi libertà.
Invece, questi animali si trovano quasi tutti in allevamenti intensivi, dove la vita perloro è una vera e propria tortura. E dopo settimane, mesi o anni (a seconda delle specie, la lun- ghezza della “vita” di questi animali è decisa a priori) vengo- no stipati sui camion, trasportati al macello, e uccisi in modo cruento e senza pietà.
Per permettere alle persone di mangiare came a ogni pa- sto - e per di più pagandola poco - l'industria deve massi- mizzare i profitti basandosi sul ribasso delle spese, quindi allevare moltissimi animali in pochissimo spazio.
Miliardi di animali sono costretti a vivere incatenati o chiusi in gabbie o capannoni sovraffollati, privati della minima li- bertà di movimento, impediti nella pratica di istinti affet- tivi e sociali, sottoposti ad un'illuminazione ininterrotta che impedisce loro di dormire, nutriti con alimenti inadeguati alla loro fisiologia, pieni di sostanze chimiche del tutto inna- turali, costretti a respirare un'aria satura di anidride carbo- nica, di vapori ammoniacali dei loro stessi escrementi e povera d'ossigeno.
Gli animali sfruttati in questo modo, manifestano gravi pa- tologie organiche e psicologiche - galline che si uccidono beccandosi fra loro, cannibalismo della madre verso i piccoli fra i conigli, suini che si divorano la coda. Queste vengono “risolte” con mutilazioni (taglio del becco perle galline, del- la coda e dei denti per i maiali, ecc.) e con continue terapie antibiotiche e farmacologiche (sia per prevenire l'esplo- sione di epidemie che per velocizzare la loro crescita).
Le pecore sono, per ora, le uniche a vivere per lo più all'aper- to, ma sono tosate in maniera brutale in pieno inverno, e
sono costrette a sopportare il gelo senza il loro man- tello. Gli agnellini sono uccisi a poche settimane di vita, specialmente in occasione delle festività pasquali. Inoltre, le pecore sono costrette a figliare continuamente e non appena sono meno “produtti ve" vengono macellate.
La morte degli animali allevati è preceduta da tra- sporti lunghi ed estenuanti verso i mattatoi. Stipati nei camion, senza potersi muovere per mol- te ore e spesso per giorni, senza poter bere o man- giare, soffrendo il caldo, o il freddo e le intemperie, arrivano al macello in gravi condizioni, spesso così debilitati da non riuscire nemmeno ad alzarsi. Qui, a causa della rapidità delle linee di macellazione (talvolta fino a 400 animali l'ora ognuna) spesso non sono storditi in maniera corretta e sono quindi co- scienti quando viene loro tagliata la gola, quando sono scuoiati, decapitati, squartati, o quando giungono nell'acqua bollente delle vasche di scottatura.
| macelli sono sempre nascosti alla vista del pubbli co: per potersi nutrire di animali, le persone de- vono allontanare il pensiero della loro uccisione, ci deve essere separazione tra l'immagine dell’ani- male vivo nella “fattoria” (che oggi ormai non esiste quasi più ed è sostituita dagli allevamenti intensivi) e la sua came da infilzare con la forchetta. Se ciascu- no dovesse ammazzare da sé glianimali che mangia, sicuramente molti di loro avrebbero salva la vita.
Nel corso della sua vita (80 anni in media), ogni ita- liano uccide per cibarsene circa 1400 animali tra bovini, polli, tacchini e altri volatili, maiali, conigli, cavalli. Più un numero non quantificabile di pesci.
ne degli animali e delle loro secre
zioni (latte e uova) è un mito creato ad arte dall'industria dell'allevamento per ricavare enormi profitti. Il nostro “bisogno” di proteine animali è pari a zero. Anzi, non c'è nulla di più innaturale per l'essere umano che mangiare carne, pesce, e altri prodotti
L’ idea che abbiamo bisogno della car
pieni di proteine e grassi animali a ogni pa sto: l'alimentazione adatta alla nostra spe- cie è quella a base di ingredienti vegetali, che ci fa vivere più a lungo e in miglior salu te. Oltre che darci la possibilità di mangiare cose molto più buone e avere un’alimenta
zione piu varia.
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
Vuoi salvarli?
sf be"
La differenza sei TU!
Se vuoi salvare questi animali il modo migliore è... smettere di mangiarli!
Non mangiare loro, i loro corpi uccisi (Comune- mente chiamati “came” o “pesce”, ma in realtà sono pezzi di corpi di animali) e i loro prodotti (latte, latticini, uova), ottenuti comunque attra- verso la loro sofferenza e la loro morte.
Questo ti permette di salvare innumerevoli vite innocenti e anche... di migliorare note- volmente la tua salute!
Se smetti di mangiare animali... ci guadagnano tutti!
Cos’'hanno di diverso da cani e gatti, gli animali “da fattoria”?
Non c'è nulla di diverso tra un gatto, un coniglio, un vitello, un cane, un pollo, un maiale, una muc- ca, e tutti gli altri animali, per quanto riguarda la loro capacità di provare sentimenti e sensazio- ni, affetto, paura, gioia, dolore. Sono tutti uguali. E dunque...
Spesso, il primo passo per smettere di mangia- re animali - TUTTI gli animali, non solo quelli “da compagnia” - è proprio questo: amare i propri animali. Il proprio gatto, il proprio cane. E fare un collegamento, semplice, ma non banale, non ovvio, non scontato: questi animali, che io amo, sono come gli altri, che io mangio. Per questo accade non di rado che chi fa volontariato in un rifugio per animali, o che si occupa di colonie di gatti liberi - quindi una persona che gli animali li ama veramente, che dedica loro tempo, energie, risorse - diventi vegetariano, o vegano. Altre volte non accade, non si fa il “collegamento”.
Quali animali si “amano” e quali si “mangiano” è, dunque, sempre e solo una questione di abitudi- ne. Non di “cultura”, non vogliamo chiamare cultura lo sterminio di animali. Semplice abi- tudine.
Le abitudini si possono cambiare, basta decide- re di farlo. Cambiandole, si possono salvare tutti gli animali di cui abbiamo raccontato in questo opuscolo, così simpatici, affascinanti, belli, man- sueti o vivaci, che sono costretti a una vita orribile e a una morte cruenta.
Salvarli sta a noi. Non a un ordine che arriva dall'alto, a una legge cui ubbidire, sta solo a noi. Abbiamo il potere, e dunque la responsabili- tà, di salvarli.
È facile. Basta smettere di mangiarli.
Sul sito VegFacile.info è spiegato come, con tanti consigli pratici, foto e informazioni, visitalo!
Passa a ! www.vegfacile.info Il contenuto di questo pieghevole è tratto dal sito: Incontra gli animali www.IncontraGliAnimali.org
Sul sito potrai trovare molte informazioni in più, altre storie, testimonianze, foto e filmati.
Crediti: oltre alle testimonianze fornite da singole persone che ospitano a casa degli “animali da fat- toria alcune testimonianze sono tratte dal libro di Jeffrey Moussaieff Masson, Il maiale che cantava alla luna - La vita emotiva degli animali da fattoria (Ed. Il Saggiatore, copyright Milano 2005 - Edizione originale “The Pig Who Sang to theMoon" copyright Jeffrey Moussaieff Masson 2003, traduzione a cura di Giuditta Ghio).
R S%,
. . e SS izio È Opuscolo realizzato, stampato e distribuito da: AgireOra Edizioni, via Oropa 54/E, 10153 Torino info@agireoraedizioni.org www.agireoraedizioni.org
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Affidamento
(October 28, 2022, go to my art gallery)
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
Affrontare la propria ombra, stare nell'anima Sito di riferimento: https://alephumanistica.it/universita-aleph/ Fonte: https://\www.youtube.com/watch?v=lsYJrYs1nlg
CLICCA SULL'IMMAGINE PER VEDERE IL VIDEO
DOWNLOAD MP4
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Aforismi di Giulio Ripa
tratto dall'Archivio di Giulio Ripa fonte: https://archiviodigiulioripa.sytes.net/#home/aforismi-in-archivio
TECNOLOGIA
- L'uomo postmoderno quando s'innamora dell'immagine di sé e la potenza creatrice della sua conoscenza usa la tecnologia per dare forma visiva ai sogni, si altera la realtà vissuta, vivendo in una spettacolarità dove l'apparire si confonde con l'essere.
- La socialità virtuale, è una dimensione simulativa, un surrogato della vita, contrassegnato da una modificazione della realtà. La realtà non è aumentata dalla virtualità ma viene solo alterata.
- L'agire dell'individuo come figurante interattivo sempre connesso, comunicando in modo frenetico e guardando soprattutto immagini virtuali inerenti alla sua vita simulata in rete, si riduce ad essere attore e spettatore di se stesso.
- La mancanza di un percorso spirituale, di valori condivisi, sono alla base di questa crisi dell'umanità. Comunicare online nella situazione attuale è solo dannoso, se nessuno più ascolta l'altro. Per ascoltare l'altro ci vuole affetto. Ma l'affettività non nasce da una migliore tecnologia.
- È irreale pensare che la tecnologia possa liberare l’uomo dalla sua condizione esistenziale, in realtà la tecnologia gli serve a vivere, ma non lo rende libero.
- La tecnologia non ci fa felici. La sua intermediazione rompe le relazioni fisiche tra le persone e tra le persone e la natura, facendoci cadere nel buco nero del pozzo dei desideri infiniti.
- Comunicando mediante le tecnologie digitali multimediali (es.facebook, twitter, WhatsApp), accettiamo sempre più di vivere nel mondo virtuale di una realtà simulata, invece di vivere ciò che di reale sta dentro ed intorno a noi.
- Paradossalmente più che le informazioni veicolate dai dispositivi elettronici, è l'abitudine all'uso della tecnologia dell'informazione a modificare nel tempo i comportamenti delle persone.
- Mentre la natura, indifferente alla voglia di vivere dell’uomo, segue le proprie leggi per mantenere l’equilibrio nel suo insieme, l’uomo invece attraverso la tecnologia cerca di sollevarsi dalla propria condizione umana illudendosi di svincolarsi dalle leggi naturali.
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
VITA
- E' la voglia di vivere che limita la capacità di ragionare, spingendo l'essere umano a vivere di illusioni e desideri infiniti, poiché è difficile sopportare la realtà della propria vita reale, pochi resistono alla fatica di un lungo esame di coscienza ed all’accettazione della complessità della vita nelle sue molteplici forme.
- il mistero della vita ci lega alla sacralità della vita stessa, al rispetto di un tutt'uno di cui l’uomo ne fa parte.
- Ci vuole troppo tempo per capire il Mondo e c'è troppo poco tempo per imparare a vivere.
- Infelicità e felicità fanno parte di un tutt'uno, avendo come unico desiderio il piacere della vita nella sua complessità, accettando la vita così come è, mentre cerchiamo di cambiarla.
- E' possibile avere un atteggiamento equilibrato verso la vita che comprende la relazione tra gli estremi superando la separazione tra le posizioni opposte.
- Il modo di vivere particolare di ogni individuo, sperimentando nel tempo sentimenti ed emozioni, condiziona la ragione umana dal primo fino all'ultimo istante di vita.
- La vita pensata (coscienza) dove si percepisce l’essere in sé, cioè il modo di pensare riconducibile alla propria esistenza nel mondo, è condizionata dall’aspetto particolare “dell’esserci” come vita vissuta.
- Il condizionamento della vita vissuta sulla vita pensata e la inevitabile fragilità della vita stessa provocano illusioni o autoinganno che inconsciamente servono ad ognuno di noi per reagire alla difficoltà di vivere.
- In definitiva la vita va accettata così come è, una fusione fra gioia e dolore, senza perdersi tra futili ottimismi che creano solo illusioni ed inutili pessimismi che creano solo depressioni.
- L'insegnamento fondamentale della vita a cui partecipiamo è comprendere la vita stessa, ovvero sentire realmente cosa significa essere vivi, che è realmente la presenza, la nuda sensazione di esserci.
- L'illusione dà un senso alla nostra vita nel mondo, ma è il vivere nel mondo senza illusioni che ci fa conoscere l'intera realtà.
ECONOMIA
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- Il monoteismo del mercato polverizza l'intero genere umano, in un pulviscolo di atomi di consumo, reciprocamente indifferenti, dove si accentua la polarizzazione, tra chi dispone del superfluo e chi è privo dell'indispensabile.
- Sempre di più si governa controllando lo stato d'animo della popolazione più che agire in uno stato di diritto attraverso il confronto democratico.
- Nel nostro modo di pensare più profondo e inconscio, tutti siamo diventati succubi del pensiero patologico neoliberista.
- Il pensiero unico del sistema economico neoliberista resta indiscusso: crescere economicamente nella quantità delle cose da consumare e non nella qualità delle relazioni umane per emanciparsi, per cui prevale l’idea che i problemi si possono risolvere solo individualmente, mai socialmente.
- Con la sobrietà possiamo non solo semplificarci la vita, ma anche renderla molto più gradevole.
- Il cambiamento è possibile solo se individuo e società cambiano insieme. L'individuo che si organizza per cambiare la società in funzione degli ideali pensati, deve agire contemporaneamente per cambiare se' stesso con l'impegno a vivere nella vita comune i propri ideali da realizzare.
FILOSOFIA
- L'agire umano dipende da una irrazionalità insita nell'uomo che affiora ogni volta che la ragione cede il passo a tutta una serie di comportamenti che non sono il frutto di una logica ma di emozioni, istinti, sentimenti giustificati a posteriori, con argomenti che si sforzano di essere razionali nel tentativo di dare a noi stessi un ordine che non esiste.
- Vogliamo credere che siamo razionali, ma la ragione si rivela essere il modo in cui - a fatto compiuto - razionalizziamo ciò che le nostre emozioni già vogliono credere.
Sono le cose in cui crediamo che creano la nostra realtà. Per cui non è la ragione ma la vita vissuta a modificare nel tempo il comportamento delle persone.
- L'uomo sceglie sempre la strada più facile per risollevarsi dalla sua condizione esistenziale, per questo è fondamentale riconoscere i suoi limiti naturali.
Solo mettendo a nudo i limiti della natura umana è possibile conoscere meglio se stessi avendo compassione dell'umanità nel desiderare la felicità per tutti.
- L'uomo manifesta una forma di egoismo profondo di cui non è di solito consapevole, una
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evidente concentrazione su se stesso negli scambi interpersonali ed una incapacità di vedere il mondo dal punto di vista degli altri.
- Sappiamo ciò che c'è, ma non sappiamo ciò che potrebbe esserci. Desiderare un mondo migliore è possibile.
- La condizione precaria dell'uomo spinge la natura umana a vivere di illusioni poiché è difficile sopportare la fragilità della propria vita reale.
- Ognuno difende se stesso come una goccia d'acqua che si rifiuta di finire come acqua nell'oceano dell'immensità. Perdersi in questo oceano provoca dispiacere se si resta goccia, ma la possibilità di prendere coscienza del sé può evitare quella tensione (desiderio individuale) di restare goccia e di diventare acqua in mezzo all'acqua dell'oceano.
- Un uomo è in grado di incarnare un senso di nostalgia del possibile, nostalgia di ciò che ancora non è stato ma potrebbe essere, capace di trascendere la realtà, realizzando così diversi possibili modi di essere uomo.
- Le condizioni esistenziali producono una perdita di senso o di vuoto nella vita delle persone. Ci si sente soli. La solitudine esistenziale è uno stato dell'animo che fa parte della natura umana. Sentirsi soli rispetto al problema esistenziale è uno stato che dipende dal proprio "essere interiore".
- Rincorrere continui desideri produce continuamente infelicità che nasce dallo scarto tra l'attaccamento al desiderio del piacere infinito e il piacere che una volta soddisfatto è finito.
- Per realizzare desideri che non hanno confini, l'individuo viola lo spazio, la dignità, l'identità, il rispetto dell'altro. Quando si perseguono interessi indivisibili, cioè individuali, farsi individuo violenta l'individualità di un'altra persona.
- Si diventa individui dando espressione singolare al sapere comune. Si sa insieme e si sta insieme nella comunità basata sulla pratica della libera condivisione nell'uguaglianza di potere di tutti, dove ciascuno è ugualmente libero rispetto a ogni altro in quanto parte dell'umanità comune a tutti.
- Non esiste questo o quello. ma esistono entrambi. Non esiste un prima e un dopo. Tutto accade insieme nello stesso tempo. Oltre ogni scelta manichea, superare il dualismo io/altri significa "io sono gli altri" e "gli altri sono me".
- Tutto dipende da noi ma anche noi dipendiamo da tutto.
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- Unico modo per osservarla intera la realtà è uno sguardo disinteressato, distaccato, senza illusioni, senza partecipazione, senza tempo, cosmico, dove l'osservatore si identifica con l'oggetto osservato (la vita, la realtà) e tutto le parti si manifestano in un tutt'uno reale nelle sue molteplicità ed opposizioni.
- La debolezza umana con tutte le sue miserie è il risultato di un’'assurda condizione esistenziale che l’uomo fa fatica ad accettare per vivere in modo consapevole e cosciente.
- Mentre cerchiamo nell'oscurità di fare luce per conoscere il vero, tutto quello che ci interessa accade nell'ombra, davvero.
(Giulio Ripa)
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After the rain
(April 5, 2022, go to my art gallery)
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After World War Ill
gl
#World War III?
When World War Ill is over, someone will finally understand the meaning of these words:
NtoGnTe BparoB Balunx, dnaroTBOPpuTe HeHaBWaalunm Bac, narocnoBnante MPOKrMHaroLuMx Bac M MOMMTECb 3a 06mKarolunx Bac. VaapuBweMy TeGa No Ljeke MOZIcTaBb N Apyryi0, 4 OTHMAMaAWL|eMy y TE6A BEpxHIOHO 0dexgay He NpenaTCTBYÙ B3ATb VU pybaluky.
EEZIGAIEIZZA , EETFIRIRARINBIA , ARABI SARA, RARE REIRAEIA TT to VWIRBATTTIR2R®, fretta It LIT; WVIRBASTE TRAI To, FREE tizio,
Love your enemies, do good to those who hate you, bless those who curse you, pray for those who mistreat you. If someone slaps you on one cheek, turn to them the other also. If someone takes your coat, do not withhold your shirt from them.
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HERE FOR HUMANITY
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AGENDA SETTING - Usare la tv per mettere fratello contro fratello: combattere gli uni contro gli altri per motivi che le lobby decidono
Ci dicono cosa fare, cosa pensare, cosa sentire... principalmente attraverso la tv, ma anche tramite gli altri mass media.
L'articolo seguente, con in calce un breve video di Tragedy and Hope doppiato in italiano, è tratto "La Comunicazione - Il Dizionario di Scienze e Tecniche", che è una piccola enciclopedia online, interamente Creative Commons, particolarmente interessante e utile per chi studia Scienze della Comunicazione.
Lo scopo con il quale propongo questa lettura è riflettere sul collegamento tra la teoria sociologica dell'Agenda Setting qui presenta, la teoria sociologica della Coltivazione presentata in un altro articolo, e la disinformazione di massa a cui ho dedicato alcune riflessioni, con particolare attenzione al fatto che i mass media tacciono su ciò che è realmente importante, spostando l'attenzione su altro.
Il video in calce è apparentemente solo provocatorio: in realtà, per ben comprenderne a fondo il significato, ovvero per capire quello che la tv non ha mai detto, rimando a un lungo e serio documentario (doppiato in italiano) che svela aspetti nascosti del sistema economico-politico mondiale.
Grazie per l'attenzione e l'eventuale condivisione di questi miei articoli, Francesco Galgani, 26 febbraio 2015
articolo di M. Britto BERCHMANS - La teoria dell’agenda setting, avanzata nel 1972 da Maxwell McCombs e Donald Shaw, sostiene che i mass media predispongono per il pubblico un certo ‘ordine del giorno’ degli argomenti cui prestare attenzione.
A lungo gli studiosi hanno dibattuto su quanto i media possano comunicare alle persone cosa è importante e cosa deve essere preso in considerazione. Già nel 1922 Walter Lippmann, nell’ormai famoso Public Opinion, sottolineava come il pubblico dei media di fatto non si trovi dinanzi agli eventi reali, ma a pseudo-eventi, in pratica "alle immagini che ci facciamo nella nostra mente".
Sin dalla selezione e rappresentazione quotidiana delle notizie, i media modellano la realtà sociale. Essi sono in grado di strutturare i nostri pensieri e di portarci a un mutamento cognitivo. Ordinano e organizzano il mondo per noi, inducendoci a prestare attenzione a certi eventi piuttosto che ad altri. Possono anche non riuscire a dirci cosa o come pensare, ma riescono sicuramente a dirci intorno a quali temi
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pensare qualcosa. Questa è la funzione di agenda setting svolta dai media, in particolare da quelli informativi.
Possiamo fare distinzione fra tre diversi tipi di ‘agenda’. Concentrandosi su certe questioni o eventi, i media indicano al pubblico ciò che vale la pena di prendere in considerazione. Questa è la cosiddetta agenda dei media. Ci sono poi le questioni e gli eventi che interessano il pubblico, e questa è l’agenda del pubblico. Infine anche i dirigenti politici, interessati tanto ai media quanto al pubblico, hanno una loro agenda in base alla quale elaborano e discutono le leggi che riguardano il Paese (agenda politica).
Secondo i sostenitori della teoria dell'agenda setting, questi tre tipi di agenda interagiscono reciprocamente seguendo un processo lineare a tre fasi:
1) riportando certi eventi piuttosto che altri, i media stabiliscono la loro agenda;
2) quest’agenda si trova a interagire con quella del pubblico che così tende a dare importanza alle stesse questioni messe in primo piano dai media;
3) i dirigenti politici, dal canto loro, affrontano e discutono le questioni che sono di maggiore interesse per il pubblico.
Se è vero che i media sono in grado di condizionare fortemente l’agenda del pubblico, è anche possibile il contrario. Il potere dei media non è assoluto, ma dipende da diversi fattori: la credibilità che i media sono riusciti a crearsi, il grado in cui gli individui di volta in volta condividono i valori offerti dai media o la loro necessità di una guida. Infatti non tutti i componenti del pubblico sono ugualmente condizionati dall’agenda dei media. La ricerca ha dimostrato che le persone più portate a lasciarsi influenzare dai media sono quelle che hanno un maggiore bisogno di orientamento.
La questione che inevitabilmente emerge a questo punto è la seguente: chi è veramente in grado di condizionare l'agenda dei media? Sembrerebbe che i media subiscano una certa pressione da fonti sia interne che esterne. Dall’interno i media sono spesso condizionati dalle decisioni editoriali e amministrative dei proprietari, da certe esigenze di programmazione o di spazio e tempo. Esternamente i media sono sottoposti al controllo delle autorità pubbliche, dell'opinione pubblica in generale, degli sponsor e così via.
Negli ultimi anni, anche Shaw e MecCombs hanno ammesso che i media hanno il potere di influenzare il modo in cui pensiamo, soprattutto attraverso il processo di priming e framing. Nel primo caso, si tratta di quel "processo psicologico nel quale l'enfasi attribuita dai media è in grado non solo di aumentare l’importanza di una data questione, ma anche di ‘innescare’ nel pubblico il ricordo delle informazioni precedentemente acquisite su quella questione"; poiché tutti i membri del pubblico, e non solo quelli che hanno più bisogno di orientamento, sono soggetti a questo processo, esso si rivela particolarmente dinamico ed efficace. Con il processo di framing (inquadramento, focalizzazione), invece, alcuni eventi vengono messi in primo piano, mentre altri passano inosservati. Una simile selezione provoca diversi tipi di reazione nel pubblico. Quando i giornalisti riportano una notizia, lo fanno presentandola come una storia caratterizzata da una certa ‘cornice’ o tema; all’interno di questa cornice sono poi collocati il contesto,
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l'atmosfera, il tono e i contenuti della notizia.
Rispetto alla relazione tra i media e gli organismi di pressione esterni, possiamo distinguere quattro diversi rapporti di forza:
1) quando sia gli organismi esterni che i media godono dello stesso potere, può verificarsi una integrazione di forze, se le due parti sono d'accordo, o un vero e proprio conflitto se invece sono in disaccordo;
2) quando gli organismi esterni sono forti e i media deboli, i primi faranno di tutto per cooptare i secondi e piegarli ai loro fini;
3) quando i media sono forti e gli organismi esterni deboli, saranno i primi a stabilire l'agenda;
4) quando, infine, sia i media che gli organismi di pressione esterni sono deboli, l'agenda verrà stabilita dagli eventi stessi piuttosto che dagli uni o dagli altri.
Quello che la TV non dice
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Aggiornare Firefox su una vecchia distribuzione GNU/Linux
Può capitare, per ragioni più o meno valide, di trovarsi ad utilizzare una vecchia distribuzione di GNU/Linux con installata una vecchia versione di Firefox che vorremmo aggiornare. Questa è una situazione che mi è capitata più volte con sistemi operativi Debian o derivati (quindi anche Ubuntu o Linux Mint): magari il computer in questione è molto vecchio e non ho alcun interesse ad aggiornare l'intero sistema operativo, oppure la macchina che sto usando non è mia.
A prescindere dai motivi, la condizione è quella in cui la propria distribuzione non riceve più aggiornamenti e pertanto, se vogliamo aggiornare Firefox, dobbiamo farlo manualmente.
Un possibile metodo
La via più semplice è quella di scaricare la versione di più recente di Firefox dal sito di Mozilla, scompattarla nella home e creare un collegamento sulla scrivania alla nuova versione di Firefox. Semplice, no? Il vantaggio principale è che, così facendo, oltre a disporre dell'ultima versione di Firefox, potremo anche utilizzare la sua funzionalità di aggiornamento automatico.
Gli utenti più esperti, che sicuramente non avranno bisogno di leggere questa pagina, potranno anche far puntare gli attuali collegamenti a Firefox (ad esempio quello nell'elenco dei programmi) facendo opportune modifiche al sistema, che però qui non prenderò in considerazione, essendo questa pagina rivolta alle persone meno esperte.
Un esempio pratico, provato su Linux Mint Cinnamon
Vai alla pagina: http://www.mozilla.org/it/firefox/new/
In alto a destra, comparirà un pulsante con scritto "Firefox download gratuito": è sufficiente cliccarci per far partire il download della versione di Firefox adatta al proprio computer (in pratica verrà selezionata automaticamente la versione a 32bit o a 64bit in base al proprio sistema operativo).
Salva il file nella home. Se non sai dove è stato salvato il file, è probabile che si trovi nella cartella "Scaricati" dentro la home: in tal caso, spostalo nella home.
A questo punto, dovresti avere nella home un file con un nome del tipo "firefox-
28.0.tar.bz2". Il nome, ovviamente, dipenderà dalla versione. Cliccaci sopra con il tasto destro del mouse e scegli tra le opzioni "Estrai qui". Quando l'operazione di estrazione sarà conclusa, nella home ci sarà una nuova cartella con nome "firefox". Aprila: dentro
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troverai alcune cartelle e un sacco di files. Uno solo di questi file si chiama semplicemente "firefox": fai attenzione, questo è il file per lanciare la nuova versione di Firefox. Prova a farci doppio click e vedrai che ti si aprirà l'ultima versione di Firefox.
Ovviamente non è né pratico né comodo dover aprire ogni volta questa cartella e cercare questo file. Le istruzioni fin qui riportate valgono per una qualsiasi distribuzione GNU/Linux, mentre quanto segue è specifico per Linux Mint Cinnamon, in quanto la modalità per creare collegamenti ai programmi dipende innanzittutto da quale ambiente desktop stiamo utilizzando.
Seleziona il file "firefox" (su cui prima avevi fatto doppio click per aprire la nuova versione di Firefox) e clicca su Modifica --> Copia. A questo punto puoi chiudere la finestra, vai sulla scrivania, clicca con il tasto destro su un punto dove non ci sono icone e seleziona "Crea un nuovo lanciatore qui". Ti comparirà una finestrella. Nel campo "Name:" scrivi "Firefox". Sul campo "Command:", clicca con il destro e poi seleziona "Incolla": sarà incollata un scritta del tipo "/home/francesco/firefox/firefox" (dove, al posto di "francesco", ci sarà probabilmente il tuo nome). Puoi lasciare il campo "Comment:" vuoto. L'opzione "Launch in terminal:" deve rimanere disabilitata. Clicca su OK. Se ti compare la domanda "Would you like to add this launcher to the menu also? It will be placed in the Other category initially" puoi scegliere "sì". Da questo momento, sulla scrivania, hai una nuova icona con scritto "Firefox".
E in futuro come aggiorno Firefox? Devo rifare tutta la procedura?
No, non è necessario, d'ora in poi potrai aggiornare Firefox automaticamente. Apri la nuova versione di Firefox, seleziona il menù "Aiuto" e clicca su "Informazione su Firefox": ti si aprirà una finestrella con scritto "Firefox è aggiornato" oppure ti sarà data la possibilità di aggiornare automaticamente Firefox se ha bisogno di essere aggiornato.
Happy GNU/Linux a tutti, Francesco Galgani
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
Aggiungi vita agli anni
È più importante aggiungere vita agli anni che anni alla vita... ovvero è importante vivere in maniera sana e vitale il nostro tempo.
Il cortometraggio "Aggiungi vita agli anni" è stato realizzato dalla Scuola di cinema - Laboratorio per filmakers di Grosseto, per conto di Coeso Società della Salute grossetana, con la supervisione del regista Francesco Falaschi e con la consulenza del dottor Franco Simoni, direttore UO Medicina dello sport della Asl 9 di Grosseto, e della dottoressa Valetina Culicchi.
Un equilibrio delicato - Videodocumentario Link per scaricare il filmato. Per ulteriori informazioni: http://\www.coesoareagr.it/index.php?
option=com_content&view=article&id=1973:aggiungi-vita-agli-anni-un-cortometraggio-per- parlare-dell-importanza-del-movimento&catid=39&Itemid=126
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
Ahi serva Italia!
Sia ben chiaro: io amo l'Italia e gli italiani. Quanto segue è come grandi autori (Dante, Leopardi, Pasolini) hanno descritto il nostro popolo: il nostro futuro, comunque, è sempre nelle nostri mani, possiamo portarlo dove vogliamo!
Dante, Divina Commedia, canto sesto del Purgatorio:
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!
Leopardi: Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani - scarica pdf
Pier Paolo Pasolini, citazione (fonte):
Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.
Gli Italiani, il giudizio di Pasolini:
Italiani L'intelligenza non avrà mai peso, mai nel giudizio di questa pubblica opinione. Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d'anime della nostra nazione, un giudizio netto, interamente indignato: irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato da secoli, la cui soave saggezza gli serve a vivere, non l'ha mai liberato.
Mostrare la mia faccia, la mia magrezza - alzare la mia sola puerile voce - non ha più senso: la viltà avvezza
a vedere morire nel modo più atroce
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gli altri, nella più strana indifferenza. lo muoio, ed anche questo mi nuoce.
Video Totò, Pasolini e gli Italiani (di Giulio Ripa)
Il Fatto Quotidiano, 27 febbraio 2015, articolo "Riconoscimento Palestina, Moni Ovadia: «Politici vigliacchi, rimpiango Andreotti» ":
il Parlamento italiano ha votato nella stessa giornata due prese di posizione opposte in politica estera, in modo "da non scontentare nessuno"...
Segue l'articolo...
Riconoscimento Palestina, Moni Ovadia: “Politici vigliacchi, rimpiango Andreotti”
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LA _N “ e - pe
La Camera ha votato sia la mozione del Pd, che prevede esplicitamente il riconoscimento, che quella di Ncd, che detta le condizioni e attutisce gli effetti della decisione in politica estera, specie nei rapporti con Israele: "C'è da vergognarsi - tuona lo scrittore e drammaturgo ebreo, da sempre attento alle istanze del popolo palestinese - l'Italia ha fatto la solita figuraccia da Paese da burletta che non sa prendere posizione"
Politica
di Giusy Baioni | 27 febbraio 2015
Moni Ovadia, scrittore e drammaturgo ebreo, da sempre attento alle istanze del popolo palestinese. Oggi l’aula della Camera ha votato sul riconoscimento dello Stato di Palestina. La maggioranza ha presentato due mozioni: quella del Pd prevedeva esplicitamente il riconoscimento, quella di Ncd no. Sono state votate entrambe.
“È una vergogna. C'è da vergognarsi, veramente da vergognarsi di essere cittadini di un paese da burletta come questo. Siamo in una situazione normalmente italiana: domani i palestinesi diranno che sono stati riconosciuti, gli israeliani diranno di no e l’Italia farà la solita figuraccia. Non mi stupirei che fosse uno di quegli accordicchi alla nostra maniera, per non scontentare nessuno, in questo paese che diventa sempre più una caricatura, con dei poveri presidenti della repubblica che ridicolmente dicono che l’Italia è un grande paese, mentre è un minuscolo, ridicolo, grottesco e anche feroce paese. Ci sono questi grandi italiani che continuano a viverci, da togliersi il cappello, di fronte a chi continua ad alzarsi la mattina, a lavorare, a produrre onestamente, con delle strutture statuali di un paese minuscolo e ridicolo”.
La minoranza dem non ha votato il testo.
“Magnifico! Non sono neanche d’accordo con loro stessi! Peccato che Fassina e Civati si limitino ad essere sconcertati, invece di uscire da un partito nel quale non si capisce cosa ci stiano a fare. Trovo che se Renzi avesse l’onestà di dire: sono un uomo di centro, un
Blog di Francesco Galgani - www.informatica-libera.net (31 December 2024)
vecchio democristiano di destra travestito da giovane, forse gli altri potrebbero trovare il coraggio di dire: cosa ci facciamo in questo partito? Facciamone un altro a parte! Che almeno facciano i socialdemocratici. | grandi socialdemocratici di un tempo si girano nelle tombe come ventilatori, a vedere cosa sono diventati i socialdemocratici di oggi. A me pare che Angela Merkel sia all'estrema sinistra di Matteo Renzi. Sì, è dura, fa la politica per la Germania, però almeno al Bundestag ha detto: ‘Si può tagliare su tutto, fuorché istruzione, ricerca, cultura‘. Ha mai sentito dire qualcosa del genere da un socialdemocratico italiano?”.
Che evoluzione vede per il riconoscimento dello stato di Palestina?
“L'Italia conta meno del due di picche. Questa cosa ormai è partita e andrà avanti, i palestinesi dovranno ancora soffrire, sono 50 anni che aspettano, ma ormai il processo è avviato e prima o poi anche l’Europa dovrà prendere una posizione unitaria. A quel punto anche l’Italia dovrà sciogliere le sue ambiguità, cosa che farà, ma nel frattempo i piccoli opportunisti di casa nostra avranno raschiato qualche voto. Questo siamo noi: noi siamo quelli col braccino corto, che sperano sempre in un piccolo vantaggio di piccolo cabotaggio. Il voto di oggi sta a dimostrare chi siamo. Abbiamo questa malattia: mai gettare il cuore oltre l'ostacolo, mai osare, mai avere la capacità di sognare, assumersi un rischio. Mai, sempre attaccati al nostro ombelico, alle proprie miserabili certezzucole. Ci sono uomini coraggiosi in Italia, in ogni settore, ma le strutture portanti del Paese vivono intorno a questa piccineria che è diventata ormai sordida”.
Non vede spiragli di luce?
“Questa è l’Italia, l’unico paese in cui si pervertono le parole al punto che si scrive moderazione e si legge ferocia atroce: il voto di oggi rientra in questo gioco miserabile, da ipocriti, da vigliacchi, da squallidi mediocri, l'incapacità di prendere una posizione chiara pur di non rischiare, rientra perfettamente nei cliché degli ‘italiani brava gente‘. Brava gente dove? Hanno collaborato con i nazisti, li hanno aiutati nel lavoro sporco, il fascismo italiano si è macchiato di due stermini di massa, il genocidio in Cirenaica e quello in Etiopia con i gas, per non dire di quello che hanno fatto nelle terre della ex Jugoslavia, con i nazisti. Però noi siamo gli italiani brava gente. Siamo la brava gente che poi va a massacrare in galera i Cucchi, gli Aldrovandi, gli Uva, i Mastrogiovanni, che non ha ancora rubricato la tortura come crimine, sempre per quel giochino che noi siamo tanto bravi e moderati”.
Qual è la sua valutazione della politica estera italiana? Oggi in aula si è parlato anche di Libia e Ucraina.
“L'Italia da molto tempo non ha una politica estera. lo sono un uomo di sinistra, da sempre, sono sempre stato un outsider anarco-comunista sovversivo, ma le posso dire — e può immaginare quanto mi costi —: con Andreotti avevamo una politica estera! Quella che era, ma almeno l’avevamo. L'ultimo segno di politica estera è stato con D'Alema — e
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io sono tutto fuorché un dalemiano —, ma almeno lui aveva un minimo di dignità e anche di sapere. E infatti invece di fare lui mister Pesc hanno scelto la solita signora nessuno (Federica Mogherini, ndr). Noi non abbiamo una politica estera, noi facciamo quello che ci dice il capo coloniale, gli Stati Uniti, facciamo quello che ci dice ‘la più grande democrazia del pianeta’, una democrazia così grande che porta la responsabilità principale del fatto che i palestinesi non hanno uno stato oggi. Siamo dei poveri minuscoli miserabili gregari“.
Una provocazione: in molti in questo Paese Andreotti lo rimpiangono in privato, le lo fa pubblicamente.
“Andreotti era quello che era, ma aveva almeno una statura. Qui siamo a un livello antropologico da far ridere. Guardi cosa abbiamo fatto: la Francia è andata a combinare il disastro libico e noi, dopo aver avuto un presidente del consiglio che baciava le mani al tiranno (Muammar Gheddafi, ndr) e gli procurava le escort, ci siamo accodati agli interessi del signor Sarkozy (nel 2011, epoca della guerra in Libia, presidente della Repubblica francese, ndr), per devastare la Libia e provocare l’inferno. E adesso piagnucolare: ‘Oddio, ci arrivano in casa gli jihadisti! Veramente è sconfortante, soprattutto pensare che non avendo politica estera abbiamo anche pressoché abdicato a quella interna, al di là delle chiacchiere di cui il presidente del consiglio è grande specialista. Cosa vuole che diciamo di questo povero paese? Quello che diceva Dante: “Ahi, serva Italia”. L’aveva già capito lui”.
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AI, ChatGPT e Software Libero: Richard Stallman, Pisa, 2023
Nel video che riporto in calce, registrato all'Università di Pisa il 7 giugno 2028 (fonte 1 e fonte 2), Richard Stallman ha parlato delle problematiche legate all'uso del software proprietario, evidenziando come questo tipo di software spesso includa funzionalità malevole progettate per controllare gli utenti. Ha spiegato che la maggior parte delle persone non si rende conto di quanto siano maltrattate dai software proprietari, che sono progettati per dare potere alle grandi aziende tecnologiche a scapito degli utenti. Stallman ha sottolineato che molti programmi proprietari oggi sono effettivamente malware, in quanto disegnati per spiare, limitare o manipolare gli utenti, creando così un ambiente digitale oppressivo e non trasparente.
Stallman ha criticato aspramente i cosiddetti "smartphone", che considera dei computer in miniatura totalmente sotto il controllo delle aziende produttrici. Questi dispositivi non solo limitano la libertà degli utenti, ma sono anche progettati per impedire l'installazione di software libero, rendendo gli utenti completamente dipendenti dal software proprietario preinstallato. Questo controllo estremo impedisce agli utenti di esercitare la loro libertà digitale, costringendoli a utilizzare software che può essere malevolo e lesivo della loro privacy e sicurezza.
Inoltre, Stallman ha esortato tutti a rifiutare l'uso di dispositivi che limitano la libertà dell'utente, sottolineando l'importanza di mantenere il controllo sui propri strumenti digitali. Ha spiegato che rifiutare di utilizzare smartphone e altri dispositivi che non permettono l'installazione di software libero è un atto di resistenza contro la crescente invasione della privacy e la sorveglianza delle grandi aziende tecnologiche. Ha incoraggiato gli utenti a prendere coscienza delle limitazioni imposte dai dispositivi proprietari e a cercare alternative che rispettino la loro libertà e privacy.
Sicurezza degli utenti vs sicurezza delle aziende
Stallman ha affrontato il tema della sicurezza digitale, criticando il modo in cui le aziende tecnologiche spesso privilegiano la loro sicurezza a scapito di quella degli utenti. Ha sottolineato che molte discussioni sulla sicurezza informatica si concentrano su come proteggere le aziende da eventuali attacchi, trascurando invece la protezione degli utenti dai software malevoli che queste stesse aziende potrebbero distribuire.
Ha evidenziato come il software proprietario nelle scuole rappresenti un problema particolare, poiché viola la privacy degli studenti e li espone a pratiche di sorveglianza. Stallman ha spiegato che le scuole dovrebbero essere luoghi di apprendimento e libertà, non di sorveglianza, e ha criticato l'uso di software proprietario che raccoglie dati sugli
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studenti senza il loro consenso informato. Questo tipo di software spesso obbliga gli studenti a rinunciare alla loro privacy, imponendo pratiche invasive che limitano la loro libertà.
Stallman ha proposto soluzioni alternative per affrontare questi problemi, come l'adozione del software libero nelle scuole. Ha suggerito che l'uso di software libero può aiutare a proteggere la privacy degli studenti e a promuovere un ambiente di apprendimento più etico e rispettoso. Inoltre, ha invitato le istituzioni educative a rifiutare i sistemi che richiedono l'uso di software proprietario, incoraggiando invece l'adozione di soluzioni che rispettino la libertà e la privacy degli utenti.
Impatto della pandemia sul software proprietario nelle scuole
Durante il suo talk, Stallman ha discusso l'impatto della pandemia di COVID-19 sull'adozione del software proprietario nelle scuole. Ha spiegato che molte scuole, costrette a passare all'insegnamento a distanza, hanno adottato rapidamente software proprietario come Microsoft Teams e Google Classroom, aggravando i problemi di privacy e controllo sugli studenti. Questi strumenti, sebbene pratici, comportano una serie di rischi per la privacy degli studenti, che spesso non hanno scelta se non accettare questi sistemi invasivi.
Inoltre, Stallman ha fatto un parallelo con le pratiche distopiche descritte in "1984" di George Orwell, riferendosi ai software di sorveglianza utilizzati durante gli esami. Ha descritto come questi programmi prendano il controllo totale dei computer degli studenti, monitorando ogni loro movimento e persino l'ambiente circostante attraverso le webcam. Queste pratiche di sorveglianza estrema sono paragonabili a un regime di controllo totalitario, dove ogni azione degli studenti viene scrutata e valutata senza riguardo per la loro privacy.
Per contrastare questi problemi, Stallman ha proposto che gli studenti dovrebbero avere la possibilità di sostenere esami su computer scolastici, dove il software di sorveglianza non possa essere utilizzato contro di loro. Ha suggerito che le scuole devono prendere una posizione etica, garantendo che gli strumenti utilizzati per l'educazione non compromettano la libertà e la privacy degli studenti. Questa transizione verso l'uso del software libero è essenziale per creare un ambiente educativo giusto e sicuro.
Intelligenza artificiale e percezione pubblica
Stallman ha chiarito che strumenti come ChatGPT non sono veri e propri sistemi di AI, poiché non comprendono né sanno nulla; generano semplicemente testo fluido senza alcuna reale intelligenza. Ha sottolineato che l'intelligenza artificiale richiede la capacità di comprendere e conoscere cose, il che manca completamente a sistemi come ChatGPT.
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Questi sistemi sono in grado di produrre testo che sembra sensato solo perché imitano il linguaggio umano, ma senza alcuna comprensione reale del contenuto.
Ha avvertito dei pericoli derivanti dalla fiducia cieca in questi sistemi, poiché molte persone tendono a prendere per buone le risposte generate, senza rendersi conto della loro mancanza di comprensione. Questa fiducia può portare a gravi fraintendimenti e decisioni sbagliate basate su informazioni generate automaticamente senza una vera comprensione. Stallman ha messo in guardia contro l'uso indiscriminato di tali tecnologie senza una corretta consapevolezza delle loro limitazioni.
Stallman ha anche discusso delle implicazioni etiche e sociali dell'uso di reti neurali addestrate. Ha affermato che:
Gli utenti meritano il controllo dei programmi che usano, il che non si applica a un'IA che fosse una persona, perché una persona esiste per se stessa, quella IA dovrebbe avere il controllo sul suo codice. Tuttavia, la maggior parte delle IA non ha "agency" [capacità di un'entità di agire autonomamente, prendere decisioni e avere intenzionalità, n.d.t] o scopi propri, quindi le persone che le possiedono dovrebbero avere il controllo su di esse. Credo che gli utenti debbano avere controllo sui sistemi di IA che utilizzano.
Reti neurali e software libero
Una rete neurale è un modello di apprendimento automatico ispirato al funzionamento del cervello umano. È composta da strati di "nodi" o "neuroni" artificiali, che sono i componenti fondamentali della rete. Questi nodi sono organizzati in strati: uno strato di input, uno o più strati nascosti e uno strato di output.
Ogni nodo è collegato ad altri nodi attraverso "pesi", che sono valori numerici che vengono modificati durante il processo di addestramento della rete neurale. Questi pesi determinano la forza e la direzione della connessione tra i nodi. Quando una rete neurale viene addestrata su un set di dati, i pesi vengono regolati in modo da minimizzare l'errore nella previsione o nel compito che la rete sta cercando di imparare.
Stallman ha spiegato che i valori dei "nodi" all'interno della rete "agiscono come codice sorgente". Questo permette di modificare il comportamento della rete addestrandola ulteriormente con nuovi esempi, senza dover accedere ai dati di addestramento originali. Questa caratteristica rende possibile distribuire reti neurali addestrate come software libero, poiché è possibile apportare modifiche e miglioramenti in modo indipendente dai dati di origine.
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Più precisamente:
* Stallman sostiene che non è cruciale fornire i dati di addestramento originali agli utenti di un sistema di machine learning. Ha spiegato che i dati di addestramento non sono necessari per utilizzare o modificare il modello addestrato, in quanto i "pesi" del modello stesso possono essere ulteriormente addestrati con nuovi esempi per migliorare o cambiare il comportamento della rete.
Stallman sottolinea che spesso i dati di addestramento possono contenere informazioni personali che non dovrebbero essere distribuite per motivi di privacy. Per questo motivo, non distribuire i dati di addestramento può anche essere una misura di protezione della privacy.
Un altro punto sollevato riguarda il "bias" (cioè distorsione sistematica) nei dati di addestramento. Questo significa che i dati non sono rappresentativi della realtà nel suo complesso, ma riflettono piuttosto le tendenze, i pregiudizi e le disuguaglianze presenti nella società da cui provengono. Stallman ha affermato che è possibile rilevare e correggere il bias nei modelli addestrati senza necessariamente avere accesso ai dati di addestramento originali. Testando il sistema con un numero sufficiente di esempi, si può osservare se il modello presenta bias e successivamente addestrarlo ulteriormente con dati correttivi.
Ricapitolando, Stallman ha sostenuto che, poiché i pesi della rete neurale possono essere modificati e utilizzati per alterare il comportamento della rete, essi possono essere trattati come il codice sorgente di un programma tradizionale. Questo significa che una rete neurale addestrata può essere distribuita come software libero se gli utenti hanno accesso ai pesi e agli strumenti per modificare questi pesi, ovvero se sono rispettati
questi requisiti:
» Accessibilità: Gli utenti devono avere accesso ai pesi della rete.
e Modificabilità: Devono poter modificare i pesi attraverso ulteriori cicli di addestramento (il che implica che il modello deve essere gestibile con un computer ordinario, e non essere così enorme da richiedere necessariamente un super-computer - su questa questione Stallman afferma di non avere una soluzione).
* Distribuzione: Devono poter ridistribuire la rete modificata.
Stallman ha anche ragionato sulla differenza tra reti neurali addestrate e intelligenze artificiali reali:
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A proposito, dovrei sottolineare che quando ho detto questo ho parlato di sistemi di apprendimento automatico o reti neurali addestrate, non ho detto IA perché la maggior parte di essi, direi, non sono IA. Faccio quella distinzione con attenzione. Utilizzerò il termine intelligenza artificiale solo per parlare di un sistema che può conoscere cose e capire cose. Quindi ChatGPT non è un'intelligenza artificiale. Non lo chiamerò così. Alcune reti neurali addestrate, se stanno capendo informazioni specifiche in qualche senso, forse capiscono qualcosa. Quindi forse sono IA piuttosto limitate, ma forse sono IA, anche se piuttosto limitate. Quindi stiamo attenti a non trattare quei termini come indistinguibili.
Tuttavia, Stallman ha avvertito dei pericoli associati alle AI avanzate, che potrebbero superare l'intelligenza umana e creare scenari imprevedibili e potenzialmente disastrosi. Ha citato scenari ipotetici dove Al estremamente avanzate potrebbero sviluppare piani complessi e sottili che gli esseri umani non sarebbero in grado di comprendere o contrastare in tempo. Questo solleva gravi preoccupazioni etiche e pratiche su come
gestire lo sviluppo di tali tecnologie:
Non penso che ChatGPT sia una minaccia per l'umanità in questo momento perché non ha volontà, non può fare piani e non può realizzarli. Sai, gli scenari in cui un'IA decide di fare qualcosa, per esempio trasformare il mondo intero in graffette, sono un'idea ipotetica di come un obiettivo apparentemente innocuo dato a un'IA potrebbe portare al disastro se l'IA fosse abbastanza intelligente e potente da poter realizzare i suoi piani nel mondo reale.
Alcuni hanno detto che l'apprendimento automatico ha già causato disastri perché viene usato nei motori di raccomandazione dei social media antisociali, quelli che decidono cosa mostrare alle persone per massimizzare il tempo che trascorrono usando il sistema. Hanno scoperto che la disinformazione fascista è estremamente efficace per questo e sta promuovendo il fascismo in tutto il mondo, ignorando la verità. Se credi a tutto ciò che senti da un certo gruppo di persone, possono mentire continuamente e tu crederai a qualsiasi bugia dicano. Ci sono milioni di persone che fanno questo e, una volta che una persona ha perso la connessione con la verità, è molto difficile convincerla che sta credendo a bugie. Queste persone non hanno più un criterio di giudizio.
Quindi, forse l'apprendimento automatico ha già causato disastri per l'umanità
perché viene usato da potenti corporazioni amorali, che sono la radice di questo disastro, e i sistemi di apprendimento automatico sono uno strumento che usano.
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E per quanto riguarda l'ipotetica futura IA che potrebbe essere intelligente come un essere umano? Non possiamo prevedere cosa farà, è fondamentalmente impossibile perché sarebbe più intelligente di noi, potrebbe fare piani sottili che non scopriremmo mai fino a quando sarebbe troppo tardi. Come potremmo prevenirlo? Ci sono persone che da più di 10 anni stanno cercando di trovare un modo per sviluppare IA amichevoli, non so quali progressi abbiano fatto. So che vari libri di fantascienza hanno scenari molto diversi su cosa potrebbe accadere e non penso che possiamo escludere nessuno di quegli scenari, e sono sicuro che ci sono molti altri che le persone non hanno ancora immaginato.
Quindi, secondo me, non possiamo sperare di fare piani ora per ciò che ci terrebbe al sicuro dalle IA con intelligenza a livello umano. Forse, se alcune IA sono dalla nostra parte, ci aiuterebbero a fare tali piani. D'altra parte, potrebbero mentirci molto efficacemente. Con un altro essere umano possiamo avere una base per sapere che possiamo fidarci di aleune persone fino a un certo punto, ma possiamo anche essere ingannati. Quando trattiamo con un'IA, non sarebbe difficile per un'IA immaginare cosa direbbe a una persona se fosse onesta e dire esattamente quello. È la cosa più semplice al mondo: creare uno scenario alternativo, eseguire se stessa in quello scenario, guardare il risultato e capire come cambiarlo.
A proposito, ho letto un racconto di fantascienza che solleva la questione se le invocazioni ricorsive di programmi intelligenti meritino diritti umani [le invocazioni ricorsive sono un concetto familiare ai programmatori di software, in questo caso si riferisce a quando un'IA crea copie temporanee di se stessa per determinati compiti, n.d.t]. Se un'IA merita diritti umani in quanto persona, che dire delle invocazioni ricorsive? Dovrebbero semplicemente essere cancellate quando hanno fatto il loro lavoro? Credo che si chiamasse "Stones of Significance" e sollevava una questione filosofica molto inquietante.
Stallman ha anche discusso delle difficoltà nel rendere queste tecnologie trasparenti e controllabili. Ha evidenziato che molte delle Al e dei sistemi di apprendimento automatico attuali sono sviluppati come software proprietario, limitando la capacità degli utenti di comprenderne e modificarne il funzionamento. Questo crea un ulteriore livello di disuguaglianza e controllo, dove solo le grandi aziende hanno il potere di determinare come queste tecnologie vengono utilizzate e sviluppate.
Critiche alla legislazione sulla privacy
Stallman ha espresso forte preoccupazione per la mancanza di regolamentazioni che proteggano i diritti degli utenti contro le pratiche invasive delle aziende tecnologiche. Ha
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criticato le leggi attuali che spesso non riescono a impedire alle aziende di raccogliere e utilizzare dati personali senza il consenso esplicito degli utenti. Questa mancanza di protezione giuridica permette alle aziende di continuare a sfruttare i dati personali per profitto, senza riguardo per la privacy degli individui.
Ha esortato alla creazione di leggi che limitino l'accumulo e l'uso dei dati personali da parte delle aziende, sottolineando che i dati raccolti inevitabilmente saranno abusati. Ha sostenuto che la prevenzione è la migliore difesa, e che limitare la raccolta di dati è essenziale per proteggere la privacy degli utenti. Stallman ha anche criticato le leggi esistenti che, pur essendo ben intenzionate, spesso mancano di efficacia a causa di numerose eccezioni che permettono alle aziende di aggirare.
Stallman ha fatto un appello alla resistenza individuale e organizzata contro il software proprietario, incoraggiando l'uso di alternative libere come il sistema operativo GNU/Linux. Ha sottolineato che la libertà del software è una componente essenziale della libertà personale e della democrazia, e ha invitato tutti a unirsi alla lotta per un mondo digitale più libero e giusto. Ha ribadito che solo attraverso l'adozione diffusa del software libero si possono ottenere cambiamenti significativi nella protezione della privacy e nella riduzione del potere delle grandi aziende tecnologiche.
Problemi del software proprietario nelle università
Stallman ha osservato come molte università e istituzioni di ricerca siano sempre più dipendenti dal software proprietario. Questo software spesso richiede infrastrutture complesse e costose, che solo le grandi aziende possono permettersi di mantenere. Questa dipendenza crea un ciclo vizioso, dove le università diventano sempre più legate alle soluzioni proprietarie, riducendo le opportunità per il software libero e le soluzioni più indipendenti.
Ha sottolineato che le università dovrebbero essere luoghi di libero pensiero e innovazione, non mercati per il software proprietario. Stallman ha evidenziato come molte istituzioni abbiano abbandonato l'uso di software libero per soluzioni proprietarie che, sebbene possano sembrare più efficienti a breve termine, a lungo termine limitano la libertà accademica e la capacità di innovazione indipendente. Ha citato esempi di professori e ricercatori che, nonostante le pressioni, continuano a utilizzare software libero per le loro attività accademiche, dimostrando che è possibile mantenere un ambiente di ricerca libero e aperto.
Stallman ha suggerito che i governi dovrebbero intervenire per sostenere lo sviluppo del software libero nelle università. Ha proposto che fondi pubblici siano destinati a sviluppare e mantenere infrastrutture basate su software libero, riducendo così la dipendenza dalle
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soluzioni proprietarie delle grandi aziende. Questo non solo proteggerebbe la libertà accademica, ma promuoverebbe anche un ecosistema di ricerca più aperto e collaborativo.
Appello alla resistenza contro il software proprietario
Stallman ha ribadito che la resistenza al software proprietario deve partire dagli individui. Ha incoraggiato tutti a prendere una posizione attiva e a rifiutare l'uso di software che limita la loro libertà. Ha suggerito di adottare alternative libere come il sistema operativo GNU/Linux, che offre un controllo completo sul proprio ambiente di lavoro e garantisce che il software utilizzato sia trasparente e modificabile dagli utenti.
Ha spiegato che la libertà del software è una componente essenziale della libertà personale e della democrazia. Secondo Stallman, utilizzare software libero non è solo una scelta tecnica, ma un atto politico e sociale che contribuisce a costruire una società più giusta e libera. Ha sottolineato che ogni volta che un individuo sceglie il software libero, compie un passo verso la riduzione del potere delle grandi aziende tecnologiche e la promozione della libertà digitale.
Stallman ha anche invitato le organizzazioni a unirsi a questa lotta. Ha esortato le scuole, le università e le istituzioni pubbliche a adottare software libero e a rifiutare le soluzioni proprietarie che limitano la libertà degli utenti. Ha concluso sottolineando che solo attraverso un'azione collettiva e organizzata si può sperare di creare un mondo digitale più libero e equo.
Pagamenti anonimi con GNU Taler
Stallman ha introdotto GNU Taler come una soluzione innovativa per i pagamenti anonimi, un sistema che permette di effettuare transazioni senza rivelare l'identità dell'acquirente. Ha spiegato che, a differenza dei sistemi di pagamento tradizionali che raccolgono una quantità significativa di dati personali, GNU Taler garantisce che l'identità dell'acquirente rimanga anonima, proteggendo così la privacy degli utenti. Questo sistema, però, assicura che il venditore sia sempre identificabile, prevenendo così l'uso illecito del sistema per scopi come l'evasione fiscale.
Ha criticato duramente i sistemi di pagamento digitali tradizionali per la loro invasività e la raccolta di dati personali. Stallman ha sottolineato che ogni pagamento effettuato con carte di credito o sistemi simili lascia una traccia digitale che può essere utilizzata per sorvegliare le abitudini e i movimenti delle persone. Questa sorveglianza finanziaria rappresenta una grave minaccia per la privacy e la libertà individuale, creando un ambiente in cui ogni transazione è monitorata e registrata.
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Stallman ha promosso l'uso del contante come un mezzo semplice e efficace per preservare la privacy nelle transazioni quotidiane. Ha invitato le persone a utilizzare il contante il più possibile per ridurre la quantità di dati personali raccolti dai sistemi di pagamento digitali. Ha anche sottolineato l'importanza di lottare per il diritto all'anonimato nelle transazioni finanziarie, un diritto che ritiene essenziale per una società libera e democratica.
Necessità di nuove leggi sulla privacy
Stallman ha evidenziato che le attuali leggi sulla privacy sono insufficienti per proteggere realmente gli utenti dai continui abusi delle aziende tecnologiche. Ha spiegato che, una volta raccolti, i dati personali sono quasi inevitabilmente soggetti ad abusi, sia intenzionalmente che accidentalmente. Questa realtà richiede un cambiamento fondamentale nelle leggi, mirato a limitare la raccolta stessa dei dati piuttosto che semplicemente regolare il loro uso.
Ha denunciato la pratica delle aziende di identificare gli utenti tramite numeri di identificazione nazionale, evidenziando i rischi di repressione e sorveglianza di massa. Stallman ha spiegato che l'uso di numeri di identificazione nazionale per correlare dati da diverse fonti crea un sistema di sorveglianza onnipresente e pervasivo, facilitando la repressione politica e sociale. Ha sostenuto che ogni organizzazione dovrebbe assegnare il proprio identificatore piuttosto che usare un unico numero universale, riducendo così la facilità con cui i dati possono essere correlati e abusati.
Stallman ha inoltre criticato i sistemi di pagamento digitali per la loro raccolta invasiva di dati personali e ha promosso l'uso del contante per preservare la privacy. Ha argomentato che i pagamenti in contante sono uno dei pochi modi rimasti per effettuare transazioni anonime, libere dalla sorveglianza finanziaria. Ha esortato le persone a utilizzare il contante ogni volta che è possibile, come forma di resistenza contro la crescente invasione della privacy da parte dei sistemi di pagamento digitali.
Crescente complessità del software
Ha sottolineato che la crescente complessità del software è un problema significativo, in quanto molti programmi moderni richiedono investimenti e infrastrutture significative per essere sviluppati e mantenuti. Questa tendenza favorisce le grandi aziende con risorse sostanziali, limitando la capacità del software libero di competere. Stallman ha esortato a una maggiore valorizzazione della semplicità e dell'indipendenza nello sviluppo del software, suggerendo che programmi più semplici possono essere più facilmente mantenuti e distribuiti senza la necessità di strutture aziendali complesse.
Ha evidenziato come le università e le istituzioni di ricerca spesso richiedano software
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complesso, che solo le grandi aziende possono fornire. Questo crea una dipendenza dalle soluzioni proprietarie e limita l'adozione del software libero. Stallman ha suggerito che i governi dovrebbero sostenere lo sviluppo e la manutenzione del software libero nelle istituzioni pubbliche, garantendo così che queste organizzazioni non diventino dipendenti dalle soluzioni delle grandi aziende.
Stallman ha inoltre argomentato che il governo ha la responsabilità di garantire che la società rimanga libera, il che include la promozione del software libero. Ha sottolineato che lasciare un vuoto che può essere riempito da sviluppatori di software non libero equivale a permettere a queste entità di dominare parti significative della società. Pertanto, ha insistito sulla necessità di politiche pubbliche che promuovano attivamente il software libero.
Pericoli dell'Internet delle Cose (loT)
Stallman ha espresso profonde preoccupazioni riguardo all'Internet delle Cose (loT), descrivendolo come l'Internet delle spie" o l'""Internet delle cose malevole". Ha sottolineato che qualsiasi dispositivo connesso è potenzialmente pericoloso se non implementato con software libero, poiché il software proprietario non può essere controllato dagli utenti. Questo crea un ambiente in cui i dispositivi domestici possono essere utilizzati per spiare e controllare gli utenti, piuttosto che servire i loro interessi.
Ha spiegato che i dispositivi connessi, come le telecamere di sorveglianza e gli elettrodomestici "intelligenti", possono raccogliere dati sugli utenti e inviarli a terzi senza il loro consenso informato. Questo non solo compromette la privacy, ma può anche essere utilizzato per fini malevoli, come la sorveglianza di massa o il controllo sociale. Stallman ha esortato a una maggiore consapevolezza riguardo ai rischi associati all'IoT e alla necessità di preferire dispositivi che utilizzano software libero, che gli utenti possono controllare e modificare.
Stallman ha concluso sottolineando che la libertà del software è parte integrante della lotta per la libertà e la democrazia in generale. Ha esortato tutti a prendere parte attiva nel movimento per il software libero e a rifiutare i sistemi che minano la libertà e la privacy degli individui. Solo attraverso un'azione collettiva e organizzata si può sperare di creare un mondo digitale più libero e giusto.
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IDESTÀ Lita
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Ai tempi del coronavirus l'Italia sta diventando un regime totalitario?
Le ultime ordinanze degli organi istituzionali, senza ulteriori validi motivi sanitari, stanno restringendo, in barba ai dettami della costituzione italiana, ancora di più i diritti dei cittadini italiani, pronti ad accettare limitazioni alle proprie libertà personali, come l'Esercito nelle strade e divieti draconiani senza misura, non giustificate dall'urgenza sanitaria.
Le nuove ordinanze sono utili solo per coprire sia le inefficienze e le insufficienze sanitarie dovute ai tagli alla sanità (37 miliardi di euro tagliati nell'ultimo decennio), sia i ritardi della politica nell'organizzare il sistema sanitario rispetto alla grave urgenza provocata dalla pandemia del coronavirus.
In Italia la democrazia non è una opzione, ma un elemento fondante della nostra repubblica democratica.
La democrazia non può essere messa in pericolo anche quando c'è un grave pericolo sanitario.
Stiamo passando dallo stato di diritto ad uno stato d'animo della nazione che si predispone ad un regime totalitario, dove i cittadini presi dal panico sembrano accettare passivamente tutte le restrizioni senza battere ciglio.
La domanda d'obbligo è fino a che punto la democrazia può essere ristretta con tutte queste continue ordinanze se diventa sempre più breve il passaggio dallo stato di emergenza allo stato di polizia, da essere reclusi in casa agli arresti domiciliari?
(Giulio Ripa, 20 marzo 2020)
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Ai tempi dell'epidemia Ai tempi dell'epidemia
Governo tiranno, sciacallo di diritti, rassicurante per altri, aspro per me,
stai uccidendo
in nome d'una salvezza pari a quella d'uno schiavo né degno né libero.
Come son belle le bandierine, i loro arcobaleni, e gli inviti al coraggio,
peccato che mai l'ho viste per chi se stesso ha immolato per il bene di ognuno di noi.
(Francesco Galgani, 25 marzo 2020, www.galgani.it)
Da
CORAGGIO FINIRA
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Alchemical Wedding (Gnosis)
I choose to be well in good times and bad, to love, honor and respect myself throughout my life.
(April 3, 2022, go to my art gallery)
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Nuove Frontiere di Terapia Psicologica: alla scoperta della Psicoterapia Equestre (dott.ssa Alessandra Foti)
Alessandra Foti è dott.ssa magistrale in Psicologia Clinica e della Salute. Ha anche pubblicato l'articolo "Psicoterapia equestre", è possibile? sulla rivista CriticaMente.
«Nuove Frontiere di Terapia Psicologica: alla scoperta della Psicoterapia Equestre» è la sua tesi di laurea magistrale, scaricabile ai seguenti link:
+ E-book completo: Alessandra Foti - Psicoterapia Equestre.pdf * Slides: Alessandra Foti - Psicoterapia Equestre (slides).pdf
Il libro è disponibile anche su Google Libri, Google Play e su Archive.org. Ringrazio l'autrice per aver autorizzato la libera condivisione della sua opera.
Abstract
Le Terapie Equestri rappresentano uno scenario in continua espansione ma ancora troppo poco conosciuto. L'Ippoterapia risulta la forma di Terapia per Mezzo del Cavallo (TMC) più diffusa, ma questi straordinari animali possiedono un insieme di caratteristiche comportamentali e cognitive tali da costruire una fonte davvero preziosa di risorse per il benessere psicofisico umano. Le ricerche in tal senso sono ancora limitate, ma i risultati sono incoraggianti per ulteriori sviluppi.
In Italia le norme e la regolamentazione in materia contemplano la TMC all'interno delle Pet-Therapy, mentre nel panorama internazionale e in particolare in America, la visione è molto più ampia e particolareggiata.
I cavalli, grazie alle loro particolari attitudini e capacità comunicative possono divenire per l'uomo metafora delle relazioni di vita, permettendogli di sperimentare sia a livello comportamentale che emotivo, modalità adattive di rapportarsi con il mondo e con gli altri. Per questo motivo anche la quotidianità con il cavallo può divenire curativa, non soltanto per le patologie neurologiche e psichiatriche, ma anche per le più frequenti problematiche psicoaffettive.
| modelli Horse Activities, ispirati ai protocolli di intervento americani, puntano a sottolineare la valenza terapeutica di tutte le attività di scuderia che coinvolgono il cavallo, senza limitarsi al solo lavoro in sella.
La Psicoterapia Equestre potrebbe rivelarsi un effettivo strumento terapeutico per svariate problematiche, integrando alla Terapia tradizionale protocolli di Horse Activities accompagnati ed assistiti da figure professionali come lo Psicologo e lo Psicoterapeuta. Una breve indagine è stata fatta per osservare come una sessione completa di Equitazione e Attività di Scuderia possa apportare benefici nelle persone, abbassando i
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livelli di ansia e tensione emotiva. Molti aspetti vanno ancora approfonditi e la ricerca può fornire ancora tanti spunti di
indagine e di riflessione al riguardo. C'è da augurarsi che tutte le preziose scoperte non vengano trascurate ma che spingano sempre più l'interesse scientifico, sanitario e clinico in questa direzione.
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Alimentazione e mestruazioni
Avvertenza - L'articolo in calce offre un punto di vista particolare che lega lo stile alimentare con le mestruazioni. Ovviamente nulla di ciò che è scritto qui sostituisce il parere del proprio medico. Lo scopo con cui pubblico questo articolo di Manuela Piras, originariamente intitolato "Le mestruazioni sono comuni: ma sono necessarie?", non è quello di avallare le tesi dell'autrice, né in alcun modo di invitare a certi comportamenti piuttosto che altri: il mio intento è soltanto quello di stimolare una riflessione e un approfondimento personale utili per il proprio benessere. Il legame tra salute e alimentazione è ormai un fatto appurato da miriadi di ricerche, e in particolare l'alimentazione vegetariana e quella vegana si dimostrano protettive verso molte malattie: una nutrita serie di approfondimenti scientifici su questo tema si trova sia nell'articolo "Prevenzione malattie degenerative e tumori", sia più in generale disseminati nel mio blog. Non mi ero invece mai interrogato se potesse esserci un legame benefico tra le mestruazioni e un'alimentazione strettamente vegetale e "adeguata ai bisogni nutrizionali": l'articolo suggerirebbe di sì, fermo restando che le tesi espresse vanno ben oltre, offrendo considerazioni anche filosofiche su ciò che è da ritenersi "normale". Ho specificato "adeguata ai bisogni nutrizionali" perché non vorrei che, dalla lettura dell'articolo, passasse il messaggio che una dieta così restrittiva da indurre amenorrea sia da considerarsi sana: in generale non è così, ad es. tante ragazze anoressiche si sentono potenti e piene di vita, ma, oltre a non avere più le mestruazioni, muoiono precocemente, perché la dieta pro-ana uccide. Magari questo è un caso estremo, però rimane il fatto che l'amenorrea può essere causata dal sottopeso e dall'insufficienza calorica. Nella stragrande maggioranza dei casi, l'amenorrea rappresenta una condizione patologica (a meno che una donna non sia incinta o in menopausa). Fatta questa premessa, ciò non toglie che anche secondo più autori il ciclo mestruale non è una condizione sana, ma una condizione patologica normalizzata, a cui porre rimedio, sempre secondo questi autori, con un'alimentazione vegana-crudista. «Scomparendo le mestruazioni, se ne andrebbero pure tutti i dolori che normalmente le accompagnano, tipo emicrania, mal di denti, vomito, e tutti gli altri disturbi, mentre rimarrebbe inalterata la capacità di essere fecondata. In altre parole, l’intero problema del ciclo viene rovesciato» (fonte). Ovviamente siamo al confine tra la verità scientifica e quella che non lo è: su questo tema, io so di non sapere.
L'articolo di Manuela Piras riportato in calce manca, secondo me, di un'adeguata bibliografia scientifica, comunque ho trovato questo articolo scientifico al riguardo:
Consequences of a long-term raw food diet on body weight and menstruation: results of a questionnaire survey. https://\www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10436305
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Chi è interessato, può leggere la risposta della dott. Luciana Baroni (neurologa, geriatra e nutrizionista esperta in alimentazione vegetariana), presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, a proposito dell'alimentazione crudista:
http:/\www.scienzavegetariana.it/medici/domande/risposta1150.html
In tale risposta, la dott.ssa Baroni sottolinea che è importante nutrirsi di tutti i cinque gruppi vegetali, senza escluderne nessuno. Per un approfondimento scientifico a cura della dott.ssa Baroni, si veda: "Impariamo a mangiare sano con i cibi vegetali".
Buona lettura e buoni approfondimenti, Francesco Galgani, 11 febbraio 2017
Fonte dell'articolo seguente, a cura di Manuela Piras: http://www.disinformazione.it/mestruazioni.htm
La donna primitiva
Le ricerche della dottoressa ginecologa Pelotti espongono quanto segue:
“Quando una donna ha mastodinia, dolore al seno, pensa che é normale, specie se ciò avviene prima della mestruazione, non va a pensare che il dolore é legato ad una infiammazione intestinale, e non verifica che più cereali e amidi mangia più il seno si gonfia e fa male. La donna primitiva, che seguiva le leggi della natura, non aveva la sindrome premestruale, non aveva dolore mestruale, aveva una mestruazione scarsissima, una goccia di sangue, non portava il pannolone e non aveva male al seno, e qualora avesse avuto male al seno avrebbe collegato il dolore ad un cibo sbagliato che avrebbe provveduto a non ingerire più.”
Le mestruazioni e l'ovulazione sono processi differenti tra loro
L’ovulazione nella donna sana avviene senza mestruazioni. Queste, se avvengono in coincidenza dell’ovulazione non sono normali. L'astenia (debolezza) dei muscoli addominali contribuisce alla condizione emorragica delle mestruazioni che la donna sperimenta mensilmente. Dopo l’ovulazione, si verifica un ispessimento della mucosa che riveste l’utero (endometrio), dovuto alla preparazione al concepimento. Se questo non avviene, l’ispessimento si sfalda. Nella donna debole e tossiemica tale sfaldamento si accompagna ad un’emorragia dei sottili capillari che, attendevano l'eventuale concepimento. Nella donna sana il rivestimento mucoso si trasforma soltanto in una leggerissima perdita di muco, e la fitta rete di capillari si limita a diradare finchè, a seguito della successiva ovulazione, non si riproponga una nuova preparazione al concepimento. La normale funzione ovulatoria non cessa con il cessare delle mestruazioni.
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Gli animali mammiferi come l’uomo, hanno il ciclo?
Gli animali selvatici non hanno mestruazioni ma sono soggetti al periodo stagionale degli accoppiamenti, conosciuto come fregola, calore o estro, che di solito si verifica una o due volte all'anno, in primavera o in autunno (...). Sottoposti a condizioni di addomesticamento o di cattura, in allevamento o negli zoo, questi periodi sessuali diventano più frequenti e la congestione sanguigna nei genitali che accompagna questi periodi diventa più intensa, fino a manifestarsi come emorragia mestruale. La maggioranza degli osservatori oggi, conviene che la causa delle mestruazioni negli animali domestici è il cibo che ricevono dall'uomo.
Quando questi animali sono nutriti con naturali piante fresche che normalmente mangerebbero in natura, la mestruazione cessa.
Cosa accade nel nostro corpo
Cosa sono gli estrogeni
Sono gli ormoni sessuali predominanti nelle donne e sono responsabili delle caratteristiche femminili, compreso il seno, le varie curve e la distribuzione del grasso. Se ne conoscono di tre tipi: l’estradiolo, l’estrogeno e l’estrone. Più presenti o meno in base al periodo della vita preso in considerazione.
Come si formano gli ormoni estrogeni
Due terzi della produzione di estrogeni nel corpo della donna avvengono a livello del tessuto adiposo attraverso l’AROMATASI, un enzima, che converte gli ANDROGENI prodotti dalle ghiandole surrenali in estrogeni.
Questa conversione nelle ghiandole surrenali avviene grazie ai lipidi.
Cosa provoca l'aumento dell’ormone estrogeno
Ci possono essere diversi motivi, i principali sono:
1. La somministrazione di farmaci, soprattutto della pillola anticoncezionale.
2. L'ingestione, attraverso la dieta, di quantità di grassi estratti e concentrati, come ad esempio: burro, panna, olio extravergine di oliva, olio di semi, margarina, lardo, strutto, olio di lino, di girasole, ecc..
Anche se l’olio d'oliva o il burro d’arachidi sono migliori rispetto al grasso di pollo o di vitello per quanto riguarda i problemi di colesterolo, quello che qui ci interessa è l’effetto sugli ormoni, e tutti i grassi - animali e vegetali - devono essere evitati, perché tutti provocano un eccesso di produzione di estrogeni da parte dell'organismo.
3. Il consumo di prodotti di origine animale, compresi latte scremato e uova. Salse per insalate, patatine fritte, chips, burro, margarina, oli per cucinare ed il grasso presente in molti biscotti e pasticcini sono prodotti ricchi di grassi e in gran parte contenenti ingredienti di origine animale.
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Quanti ormoni estrogeni la donna oggi ha in circolo nel proprio corpo Se si alimenta come una perfetta occidentale ne avrà in quantità eccessive.
Come si può far ritornare a livello naturale l’ormone estrogeno
Almeno in alcuni soggetti, le diete che eliminano i prodotti animali e mantengono i grassi vegetali a valori minimi, provocano la marcata riduzione del dolore mestruale, presumibilmente a causa degli effetti della dieta stessa sui livelli ormonali.
Esistono diverse ragioni per le quali questo tipo di dieta influenza i livelli di ormoni. Prima di tutto, riducendo il contenuto di grassi nel cibo si abbassano i livelli ematici di estrogeni. Questo accade per tutti i tipi di grassi, animali e vegetali.
Le fibre tendono a trascinare via gli estrogeni
| cibi vegetali contengono fibre (crusca), che tendono a trascinare gli estrogeni fuori dall'organismo. Ecco il meccanismo: il fegato estrae gli estrogeni dal torrente ematico e li invia, attraverso l’albero biliare, nel tubo digerente. Lì, la fibra proveniente da cereali integrali, legumi, verdura e frutta assorbe gli estrogeni come fosse una spugna. Se i cibi vegetali, meglio se crudi, costituiscono la parte principale della dieta, essi apportano all’intestino una quantità abbondante di fibra.
Senza la fibra gli estrogeni ritornano in circolo...
Per contro, la quantità di fibra nella dieta è bassa quando la dieta stessa sia composta prevalentemente da yogurt, petto di pollo, uova, od altri prodotti animali, dal momento che la fibra proviene soltanto dai vegetali. Senza una quantità adeguata di fibra, gli estrogeni secreti nel tubo digerente vengono riassorbiti nuovamente nel circolo ematico.
E’ inoltre importante seguire questa dieta nell'arco dell'intero mese e non soltanto prima della nostra esperienza, tale dieta deve essere seguita in modo scrupoloso per poter funzionare.
Solo un completo cambiamento di vita riscatterà le donne. Ciò vorrà dire una dieta igienista, fatta di cibi vitali o crudi, il rispetto delle corrette combinazioni alimentari, esercizio fisico giornaliero, aria fresca, sole, riposo, sonno ed equilibrato ricorso all’attività sessuale e mentale.
La dieta mondiale oggi -2009-
La dieta nel mondo e cosa si può fare
Poichè i cibi animali (carne, pesce, uova, latticini) hanno una forte tendenza a sviluppare muco nel corpo ed a promuovere una condizione catarrale delle mucose, [...] il primo passo da compiere per curare i catarri vaginali e uterini è di interrompere l’assunzione di proteine e grassi animali, oltre che dell’acido formico in chicchi, come il grano. Il dott. Schroyer consiglia abbondante uso di verdure crude per “curare” la leucorrea[1].
Che effetto hanno le proteine
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Ludovici scrive che le mestruazioni derivano in larga misura dalle diete super—proteiche a base di carne, propagandate dalla civiltà moderna, che, come Charles Watson ha dimostrato, tendono a causare uno stato infiammatorio della mucosa uterina. Una dieta a basso contenuto proteico, che si ottiene consumando dagli 86 ai 114 grammi di noci, è l'ammontare necessario a sostenere il lavoro giornaliero d'un uomo di 64 chili che lavora di buona lena. Un uomo del tipo menzionato consuma dai 15 ai 19 gr. di proteine al giorno nelle sue attività lavorative e vitali. E non come raccomandano certi medici, 1 gr. di proteina per chilo di peso corporeo, in questo caso 64 gr. di proteine! Perciò una dieta strettamente vegetariana (vegana) riduce l’infiammazione mestruale ed anche la pressione sanguigna, favorendo così la diminuzione e l’eliminazione della risultante emorragia uterina.
News: le nuove generazioni
Articolo scritto da Maurizio Blondet il 15/01/2008
La mamma di Harley Tedds, un giorno, ha scoperto sgomenta sua figlia mentre in bagno si depilava le gambe. Le ascelle se l’era già depilate.
Harley ha cinque anni.
«Mi sono accorta che non era solo grassottella, le stava crescendo il seno», dice. Mamma Tedds è una delle migliaia di mamme americane che segnalano, giustamente allarmate, i segni di precocissima pubertà nelle loro figlie.
Bambine che hanno la prima mestruazione a cinque anni.
Bambine di tre con comportamenti sessuali da adolescenti, sbalzi d'umore e ribellioni da sedicenni.
«Sbatteva la porta, cercava di picchiarmi», ricorda Hayley Haldin di sua figlia Ellie, che aveva tre anni.
Ha finito per portarla dal medico.
Che ha comunicato alla mamma che la bambina necessitava di iniezioni di ormoni per ritardare la pubertà.
E’ un fenomeno che i medici americani conoscono bene, e che vedono aumentare dagli anni ‘90. Specie nel mondo anglosassone, le bambine tendono a raggiungere la pubertà prima degli 11 anni. Una ricerca sulla popolazione di Bristol ha appurato che una bambina su sei diventa pubere all’età di sei anni.
Naturalmente, la spiegazione scientifica collega il fenomeno con l’aumento della leptina, un ormone che è prodotto dai tessuti grassi: poiché i bambini diventano sempre più grassi ad ogni generazione, hanno anche alti livelli di leptina, che innesca il fenomeno della pubertà precoce.
Scritti
Cosa ha scritto Arnold Ehret
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“| grassi di ogni genere, compreso il burro ordinario, sono innaturali e quindi non dovrebbero essere consumati” (pag.99 Il sistema di guarigione della dieta senza muco). “Se il corpo femminile viene perfettamente pulito con questa dieta, il ciclo mestruale scompare. (....) Ognuna delle mie pazienti ha riportato che le sue mestruazioni diminuivano sempre di più con intervalli di due, tre e quattro mesi ed infine svanivano completamente, e quest’ultima condizione veniva sperimentata da chi aveva fatto un perfetto processo di eliminazione con questa dieta. Le emicranie, i mal di denti, il vomito e tutti gli altri cosiddetti “disturbi della gravidanza” svaniscono. | parti indolori, con latte abbondante e molto dolce, e bambini che non piangono mai, bambini che sono puliti in modo differente dagli altri, sono fatti meravigliosi che ho appreso da una donna che è diventata madre dopo aver vissuto con questa dieta.” (pag.149 Il sistema di guarigione della dieta senza muco).
Cosa ha scritto il dottor Herbert Shelton, igienista
“Non è difficile collegare l'emicrania alla funzione mestruale, alla congestione pelvica e ad altre condizioni anormali degli organi riproduttivi.” (pag. 206, Il digiuno può salvarti la vita) “La malattia esiste solo quando è necessaria e dura finchè ce n'è bisogno.” (Shelton) Molti credono di dover mangiare carne per avere ferro a sufficienza. [...] Contrariamente alle insinuazioni dell'industria bovina, però, i vegetariani non sono soggetti a carenza di ferro più di chi mangia carne.
La forma di ferro che si trova nei cibi vegetali è detta ferro non-eme. La forma di ferro che si trova nella carne (compreso pollame e pesce) è detto ferro eme. Il ferro eme viene assorbito molto più facilmente dal corpo rispetto al ferro ottenuto dai vegetali. L'industria della carne cerca di farlo apparire un punto a favore del ferro eme, ma di fatto si tratta di uno svantaggio con effetti negativi molto concreti. [...]
Il fatto che il ferro eme presente nella carne sia assorbito così rapidamente costituisce un rischio per le persone [...]. Il ferro in eccesso nel corpo causa la produzione di radicali liberi che possono danneggiare le cellule portando molte malattie[...].
Con il ferro non-eme la situazione è completamente diversa. L'organismo assorbe solo la quantità necessaria.
Quando il vostro fabbisogno di ferro è più alto, il vostro corpo ne assorbe di più; quando è più basso, ne assorbe meno. In questo caso la saggezza del corpo ha profonde implicazioni per la salute e la longevità.
Ecco perchè: è ampiamente riconosciuto che le donne vivono più a lungo quasi ovunque nel mondo. Molti dei massimi esperti in longevità nel mondo, tra cui il dottor Thomas T. Perls, ritengono che la ragione risieda nelle mestruazioni femminili. Grazie alla dispersione mensile del tessuto uterino, le donne, durante i loro anni fertili, presentano un livello di ferro notevolmente più basso rispetto a quello degli uomini. (pag.199 John Robbins Sani fino a 100 anni)
Questo scritto testimonia indirettamente la funzione del ciclo mestruale: eliminare
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sostanze dannose in eccesso nel corpo.
Cosa dichiara il dottor George Starr White, autore di “The emancipation of women” Le mestruazioni sono patologiche e innaturali. “Niente più della dieta influenza il flusso mensile di una donna. A volte, colei che ha un flusso molto abbondante può curarsi completamente riducendo la dieta e vivendo di cibi crudi. Spesso, quando passa dal cibo cotto a quello crudo, i cicli di tale donna saltano uno o due mesi, ma non deve per questo preoccuparsene.”
Dal libro di Wendy Harris e Nadine Forrest Mac Donald
“La deduzione dei medici e dei ginecologi che si sono onestamente chiesti quale fosse la causa originaria delle mestruazioni, anzichè accettare supinamente l’attuale punto di vista medico e di diffonderlo, conclude che le mestruazioni sono ereditarie. (questo è vero nel senso che intere generazioni di abitudini sbagliate hanno prodotto donne sempre più deboli, rendendo sempre più difficile risolvere questa condizione) Le mestruazioni nascono specialmente come una condizione tossica del sangue e della conseguente irritazione catarrale cronica della mucosa uterina, che diventa periodicamente emorragica a causa della debolezza cronica dei capillari. Questi ultimi sono incapaci di contenere la pressione sanguigna nell’utero, dopo che il concepimento non si è instaurato” (Man, an indictment Ludovici)
Il dottor Schroyer è del parere che...
Le mestruazioni, al pari della leucorrea, sono una condizione di malattia anziché di normalità, come comunemente si intende; e che pertanto vanno sottoposte a regime ed a rettifica dietetici. Asserisce che: “Quando si permette alle mestruazioni di continuare indisturbate, si favorisce dopo una certa età, lo sviluppo di proliferazioni patologiche nell’utero. Per questa ragione, giunte per lo più ai 35 anni di età, il 20% delle donne è affetto da miomi uterini (tumore del tessuto muscolare)[...]”.
Dopo la menopausa l’infiammazione passa dallo stato emorragico a quello atrofico (stato che comporta la diminuzione del volume dell’affezione tumorale per insufficienza di nutrimento); e questa è l’età in cui il cancro all’utero è molto diffuso. [...] Afferma: “Ho visto masse cancerose decrescere fino a metà in base solo ad una dieta fatta di frutta e verdura”.
Sessualità
È risaputo che gli eccessi sessuali intralciano l’attività intellettuale. Allo scopo di raggiungere il suo pieno sviluppo, l’intelligenza sembra richiedere sia un buon sviluppo delle ghiandole sessuali che la temporanea repressione dell’appetito sessuale. (Carrel, Man The Unknown)
Impulso sessuale
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Il prof. McLester, in Nutrion and diet in health and desease, conclude che “L’impulso sessuale è materialmente influenzato dalla dieta”. L'esperienza ha dimostrato che ad una netta diminuzione delle mestruazioni precede un calo del desiderio sessuale, dovuto ai cambiamenti di dieta: da quella a base di proteine carnee o animali, a quella di proteine tratte dalle noci o dai semi.
Casi specifici
1. Si conoscono numerosi casi di donne che hanno partorito parecchi figli senza per questo aver mai avuto mestruazioni
“Personalmente conosco una madre di cinque bambini che non ha mai avuto mestruazioni.
Mentre un altra, soggetta a mestruo da adolescente, sposò un uomo che aveva cambiato il suo regime di vita in un altro di autentico stile naturale. La donna condivise con lui il suo stile salutista, divenne anch'ella un perfetto esempio di salute vivente e cessò pertanto di mestruare.
In seguito ebbe tre figli, tutti partoriti in assetto naturale e senza dolori, e non ebbe più mestruazioni.
Nessuna funzione corporea dovrebbe essere accompagnata da emorragia. La perdita di sangue è sempre un fatto anormale.”
(Wendy Harris e Nadine Forrest Mac Donald)
2. Su un forum una ragazza chiede consiglio per un “problema” e le ragazze che non sanno questa verità sulle mestruazioni le danno consigli o parlano della loro esperienza: Sono stati corretti solo errori ortografici e abbreviazioni
Inviato da XXXXXXXX il 12 giu a 11:10
Salve ragazze, ho un ritardo di 10 giorni e considerando la mai puntualità nell’arrivo delle mestruazioni sono un po’ preoccupata.
Non sono incinta, ho fatto il test.. so che mangio sano da 3/4mesi. Molta frutta e verdura, pochissimi grassi e quasi mai saturi. Non mangio carne se non quella di pollo o tacchino. Sarà dovuto a questo? cosa ne pensate? qualcuna ha avuto disturbi del ciclo legati all’alimentazione? grazie mille
Risposta delle ragazze sul forum
A. Inviato da XXXXXXX il 13 giu a 21:29
C'è stato un periodo in cui ho abolito ogni tipo di grasso e soprattutto l'olio d'oliva. Questo ha causato perdita di peso e soprattutto del ciclo!!!
B. Inviato da XXXXX il 13 giu a 20:09 Anch' io non ho avuto più le mestruazioni per alcuni mesi, dopo che avevo eliminato tutti i
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condimenti e la carne rossa.. però io spesso digiunavo proprio.. poi a dir la verità anche adesso mangio tutto scondito, e solo carne bianca, però comunque non così poco come prima! Credo che dovresti aspettare un po’ prima di trarre conclusioni! In ogni caso, spesso i disturbi del ciclo sono legati all’alimentazione!
C. Inviato da XXXXXX Il 13 giu a 18:49
Non è x la mancanza di carne. È per la mancanza dell’OLIO e dei grassi, se davvero di amenorrea si tratta. Comunque 10 gg di ritardo sono pochissimi per parlare di amenorrea... dovrebbero mancare come minimo per 3 mesi. Aspetta un altro po’, poi fai ecografia pelvica e magari analisi dl sangue..
D. Inviato da XXXXXX il 12 giu a 12:40
lo ho perso il ciclo 4 anni... amenorrea durata 3 anni e mezzo ora ho ancora problemucci, mi è tornato dopo una cura di progesterone..ma non so ancora se sono tornate naturalmente..4 anni fa ho perso molto peso arrivando a pesare 46 k per 160. In piu facendo molto sport.
Avevo tolto olio pasta ecc..
Mi ingozzavo di verdura frutta, poca carne e pane..
L’unica cura... ho ripreso | alimentazione normale... sono 50 kg .. faccio molto sport e gli ho presi di muscolo.. ma mangio bene ora e tolgo niente..
Olio e pasta sinceramente poca... anche se so che fa bene... ma non mi piace molto, la mangio 1 o 2 volte alla sett.... ma proteine (piu pesce) 2 volte al di... frutta e verdura tanta...
Ma non togliere i grassi... come il buon olio...
Tu quanto pesi??
E. Inviato da XXXXXXX_ il 12 giu a 11:18
Proprio perchè la mia alimentazione è cambiata molto, e io credevo di mangiare sano. Dimmi la verità hai eliminato i carboidrati e l’olio di oliva? La loro carenza spesso e volentieri è causa di amenorrea.
F. Lei risponde... inviato da XXXXXXX il 13 giu a 11:37
Sono alta 175 e peso 58. Mi sento bene, non voglio dimagrire ancora... e comunque grazie alla mia alimentazione sana e tanto sport ho perso solo il giusto, cioè 6 kg ; non uso molto l’olio, non mangio carne, cuocio tutto al vapore o lesso..no carne rossa.
G. Inviato da XXXXXXX Il 13 giu a 12:33
Stai attenta ai condimenti. Non usare “pochissimo” olio! Usa il giusto (almeno 1 cucchiaio al giorno, extravergine a crudo, e già è poco) e tutti i giorni. tutti.
Ti parlo per esperienza diretta: anch'io l'avevo quasi eliminato e mi sono andate via le mestruazioni. Subito. L'ho reintegrato e sono tornate. E all’epoca non ero nemmeno
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sottopeso. Per dirti: sono anche stata sottopeso non ero in amenorrea.
Osservazione personale (di Manuela Piras)
Le testimonianze su questo forum mi hanno fatto accorgere che il punto in comune che hanno le ragazze a cui sparisce il ciclo è nelle loro abitudini alimentari: la riduzione o eliminazione di: carne, grassi e olii, cereali, magari associata ad attività sportiva.
L'olio non è sempre esistito. È esistito l’olivo e l’oliva.
L'olio è il prodotto della spremitura di un nocciolo, se no non commestibile, dell’oliva. Perché noi siamo obbligate ad usarlo? Come hanno fatto le donne prima del suo utilizzo, erano tutte “malate di amenorrea”? Come facevano se non potevano mangiare la pasta? La natura è stata davvero così poco accorta da averci progettato per mangiare cose così particolari da estrarre, da macinare, da cucinare, da ammazzare, per farci stare in ottima salute? Le verdure e la frutta cruda, così semplici e naturali da cogliere, sono davvero così pericolose se consumate da sole senza l’aggiunta di cibi modificati dall'uomo? È davvero possibile ammalarsi escludendo dalla propria dieta i cibi lavorati, macinati, lievitati, cotti, spremuti, dissanguati, triturati, fritti, addittivati, zuccherati, salati, e infine conditi dall'uomo?
Non è più probabile che qualcuno abbia interesse a mantenere ignoranti le donne su questo argomento, a far continuare loro la vita di ogni giorno fatta di assorbenti, moment, pillole, slim fast, riviste dietetiche, indisposizioni varie, cliniche per dimagrire, libri di cucina, problemi di donne di cui parlare, scuse per non fare, motivi per essere considerata più debole...
C'è un industria, e non solo una, dietro al business delle donne. Le donne sono fortissime, la natura le ha dato la possibilità di espellere le tossine attraverso un emorragia uterina non mortale, perchè la donna è importante, è generatrice di altri esseri, e deve essere in grado di generare, anche quando non è nelle condizioni migliori. La natura, se ha scelto la donna e non l’uomo per tenere dentro di sé, nove mesi, un bimbo, vuol dire che la ha creata più forte, non c'è dubbio, se decidi a chi affidare una cosa di valore, a chi la dai? Alla persona migliore per quel compito.
Gli uomini al potere lo sanno e fanno stare zitte le donne e altri uomini umili e generosi che lo hanno scoperto. Dicono che non è vero, che la normalità è questa solo perchè milioni di donne hanno il ciclo. Alla società fa comodo così.
Nel libro “Il cosiddetti sani, la patologia della normalità”, Erich Fromm scrive: “Molti conosceranno il racconto di Herbert George Wells “Il paese dei ciechi”: un giovane, smarritosi in Malesia [sic: in Wells, sulle Ande ecuadoriane. N.d.T.], incontra una tribù dove da molte generazioni tutti gli individui sono affetti da cecità congenita. Il giovane invece, per sua «sfortuna», ci vede: e così tutti diffidano di lui.
Tra gli altri, persino medici esperti diagnosticano la sua malattia come una strana e fino
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ad allora ignota affezione del volto, causa di ogni sorta di fenomeni bizzarri e patologici: “Queste strane cose chiamate occhi, che esistono per formare nel volto una lieve e piacevole depressione, in lui sono malate di modo che gli disturbano il cervello. Sono molto dilatate, hanno le ciglia con palpebre che si muovono; di conseguenza, il suo cervello è in uno stato costante d’irritazione e di distrazione”. (Wells, 1925, p. 671) II giovane si innamora di una ragazza e la vuole sposare. Ma il padre di lei si oppone alle nozze, a meno che egli non si sottoponga a un’operazione che lo renda cieco. Prima di dare il suo consenso, il giovane fugge via.
Il racconto di Wells mostra con estrema semplicità quello che tutti noi proviamo, più o meno distintamente, quando si parla di normalità e anormalità, salute e malattia, dal punto di vista dell'adattamento.
La teoria dell'adattamento si basa implicitamente su alcune premesse: 1) ogni società in quanto tale è normale; 2) chi non corrisponde al tipo di personalità gradito alla società deve considerarsi psichicamente malato; 3) il sistema sanitario, in ambito psichiatrico e psicoterapeutico, ha lo scopo di ricondurre il singolo individuo al livello dell'uomo medio, indipendentemente dal fatto che questi sia cieco o vedente. L’unica cosa che conta è che l'individuo sia adattato, e che non turbi il contesto sociale.
La teoria dell'adattamento è caratterizzata da alcuni elementi. Tipica è per esempio la convinzione che la nostra famiglia, la nostra nazione, la nostra razza siano da considerarsi normali, mentre il modo di vivere degli altri viene percepito come non normale. Mi spiegherò meglio con un aneddoto. Un uomo va dal medico e gli descrive i suoi sintomi. Comincia così:
«Dunque, dottore, ogni mattina, dopo che ho fatto la doccia e ho vomitato...».
Il medico lo interrompe subito: «Mi sta dicendo che lei vomita tutte le mattine?», e il paziente replica: «Perché, dottore, non lo fanno tutti?».
Questa storiella è divertente proprio perché coglie un atteggiamento che tutti noi, chi più chi meno, condividiamo. Magari sappiamo che alcune nostre idiosincrasie personali si riscontrano anche in altri individui, ma non sappiamo che vi sono molte idiosincrasie che esistono soltanto nelle nostre famiglie, negli Stati Uniti o nel mondo occidentale, e che noi invece riteniamo comuni a tutti gli esseri umani, mentre in realtà non sono affatto caratteristiche della natura umana.”
Le mestruazioni non sono la causa, bensì l’effetto dell’intossicazione dell'organismo.
“Non ci si può ammalare solo in una parte del corpo. In realtà è l’intero corpo ad ammalarsi.
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Ogni donna dovrebbe fare di tutto per eliminare le condizioni morbose chiamate mestruazioni”
[1] Leucorrea: termine col quale ci si riferisce alla eliminazione di perdite biancastre e viscose dalla vagina e dalla cavità uterina. Deriva dall’infiammazione e dall’irritazione delle mucose che rivestono l'interno degli organi genitali.
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Alimentazione per prevenire le malattie - video intervista a Colin Campbell, autore del China Study
Colin Campbell è uno scienziato statunitense, professore emerito di Nutrizione e Biochimica alla Cornell University e accreditato nutrizionista. Campbell deve la sua notorietà alla famosa ricerca “The China Study” in cui comparò scientificamente l'alimentazione occidentale con quella cinese scoprendo interessanti relazioni tra i due diversi stili di vita. In questa intervista (fonte) riprende temi che in questo blog erano già stati trattati nel documentario "Un equilibrio delicato".
CLICCA SULL'IMMAGINE PER VEDERE IL VIDEO
l'una dieta a base di alimenti integrali e vegetali ha l'incredibile capacità non solo di prevenire malattie gravi, ma anche di curarle”.
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Alimentazione umana ed evoluzione della specie: tra psicologia, cultura e biologia
A volte, quando parlo di alimentazione vegana, mi vengono mosse obiezioni particolari, a volte anche interessanti e non banali, che meriterebbero risposte argomentate, sebbene, purtroppo, nelle circostanze del quotidiano, non sempre abbia la possibilità di dialogare con calma su tali questioni. Stando così le cose, m'è venuta voglia di scrivere questo breve articolo, sperando di stimolare riflessioni nei miei lettori e lasciando sempre una porta aperta a chi abbia un pensiero diverso.
Un giorno, frettolosamente, m'è stato detto che una dieta onnivora non fa male perché l'uomo mangia carne da millenni e pertanto, se facesse male, se ne sarebbe accorto già millenni or sono. A parte il fatto che la nutrizione dei nostri avi, con tutte le sue differenze in base alle epoche e alle zone del mondo, era sostanzialmente diversa da quella contemporanea (non c'erano né supermercati, né frigoriferi, né cibo spazzatura, né cibo tutti i giorni, né le mille porcherie con cui contaminiamo l'ambiente e il cibo, ecc.), vorrei comunque far notare che questo ragionamento è fallace dal punto di vista logico, e pratico, per una serie di ragioni. La prima è che il perpetuarsi di una condotta (alimentare o di altro genere) non ne dimostra né la correttezza né la salubrità (si pensi ai fumatori, giusto per fare un esempio). La seconda è che l'umanità, nel suo complesso, ha già dimostrato di aver bisogno di millenni per correggere suoi comportamenti che precedentemente riteneva giusti (come la schiavitù) e ancora non è riuscita a correggerne molti altri (dalla pena di morte alle molte guerre cretine). La terza, che è anche la più importante, è che abbiamo abbondante letteratura scientifica che associa una dieta a base vegetale con la prevenzione (e cura) di molte malattie anche gravi e una dieta a base animale (carne, pesce, latte, uova) con l'insorgenza (e aggravarsi) di molte malattie, anche gravi.
Un altro giorno, invece, nel mezzo di una festa di paese in cui fumo, alcol e musica a tutto volume facevano da padroni (quindi in un contesto non molto adatto per uno scambio di riflessioni), un amico mi ha detto che la dieta vegana è sbagliata, perché l'uomo si è evoluto diventando cacciatore. Onestamente non ho ben chiaro quale strada del pensiero
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porti ad una tale conclusione, anche perché non ho mai osato mettere insieme l'alimentazione umana con l'evoluzione della specie, la qual cosa mi sembra molto "scivolosa" e rischiosa, in quanto potrebbe portare facilmente ad assumere posizioni di autocompiacimento ed arroganza. Cerco di spiegarmi meglio: secondo me c'è rischio, in questo modo, di ritenere che certi comportamenti siano più evoluti di altri, e con essi chi li pratica, con la conseguenza, più o meno implicita o inconscia, di sentirsi "superiori" alle altre persone. Tutto questo non ha nulla a che vedere con le motivazioni compassionevoli ed etiche alla base di un'alimentazione vegana, ragion per cui le varie posizioni sull'evoluzione, in un senso o nell'altro, come quella della dott.ssa Roberta Odierna (1), secondo cui i vegani sarebbero gli individui post-moderni più evoluti, o come quella del dott. Daniel Lieberman (2), secondo cui è la caccia ciò che avrebbe permesso all'uomo di evolversi, mi lasciano molto perplesso, perché il rischio è quello di addentrarsi in un mare di opinioni e pregiudizi nel quale è facile affogare.
Vorrei vedere un po' meglio la questione: cosa significa "evoluzione"? Biologica? Culturale? Spirituale? Tecnologica? Dal punto di vista strettamente biologico, se è pur vero che un certo stile alimentare tende ad attivare certi geni piuttosto che altri, è però altrettanto vero che l'homo sapiens è quello che è da sempre, senza sostanziali variazioni: l'anatomia comparata ci insegna che il nostro intestino è molto più vicino a quello degli erbivori piuttosto che a quello dei carnivori; c'è addirittura chi sostiene, come il dott. Alan Walker (3) in un interessante studio paleontologico sui denti fossili, che: «[...] un milione di anni di carne (che non era un alimento quotidiano) contro milioni di anni di frutta non ha cambiato la struttura anatomica e fisiologica del corpo. Egiziani e persiani vivevano esclusivamente di frutta e vegetali. Gli spartani erano mangiatori di frutta. Gli antichi greci basavano la loro alimentazione su frutta e verdura. Nonostante questo l’uomo moderno pensa alla frutta come un alimento privo di valore e di contenuto. [...]». La tesi che l'essere umano sia, da un punto di vista strettamente biologico, un "frugivoro adattivo" (4), cioè fatto per nutrirsi prevalentemente di frutta e altri prodotti della terra, pur potendosi adattare a cibi diversi in caso di necessità, è sostenuta da più parti... e da molte parti è anche sostenuto che tali tesi non sia avvalorata da sufficienti evidenze, innestando una discussione senza fine in cui non voglio entrare.
Per quanto riguarda invece l'evoluzione culturale e spirituale... beh, qui si entra nel regno della relatività, in cui ciascuno probabilmente ritiene la propria cultura e le proprie credenze migliori di quelle degli altri, come del resto hanno già dimostrato l'antropologia e la psicologia sociale. A proposito... è proprio l'antropologia a dirci che i cosiddetti "popoli primitivi" erano tutto fuorché primitivi e che l'evoluzione tecnologica non necessariamente implica una maggiore o minore evoluzione culturale.
Quindi, per favore, non mettiamo insieme alimentazione ed evoluzione per giustificare le nostre scelte, ma cerchiamo motivi più concreti, magari aderenti alla realtà del quotidiano, senza bisogno di tirare in ballo quel che (forse) succedeva in epoche preistoriche (su cui
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probabilmente nulla può essere affermato con certezza). Un po' di sensibilità per la sofferenza animale e per la distruzione del pianeta indotta dalle abitudini alimentari contemporanee non guasterebbe, anzi. Un po' di attenzione anche per le tante ricerche scientifiche che associano salute e alimentazione sarebbe altrettanto utile. In calce riporto il servizio "l veleni che mangiamo", trasmesso da TV2000 il 14 giugno 2016 e in replica il 4 luglio 2016, che è aderente alla realtà contemporanea: il professor Filippo Ongaro, medico nutrizionista, espone alcune questioni già affrontate in questo blog; rispetto a quanto da lui affermato, comunque, mi sento di aggiungere che gli OGM hanno già causato una contaminazione irreversibile (5), la loro storia è fatta di falsità e occultamento di prove scientifiche, come denunciato da più scienziati (6,7), hanno già causato 250mila suicidi tra gli agricoltori e portato poche multinazionali ad un inquietante strapotere: le sole Monsanto, Dupont e Syngenta controllano oggi il 70% del commercio globale di sementi
(8).
Francesco Galgani, 4 luglio 2016
Riferimenti:
(1) http://www.tecnologia-ambiente.it/vegan-e-questo-luomo-post-moderno
(2) http://www.liberoquotidiano.it/news/scienze---tech/11887531/nature-vegani-carne- uomo-evoluzione.html
(3) http://www.dionidream.com/luomo-si-nutriva-di-sola-frutta-lo-dimostra-uno-studio- paleontologico/
(4) http://\www.veganyoucan.com/il-frugivoro-uomo.html
(5) https://\www.informatica-libera.net/content/ogm-organismi-generatori-di-malattie (6) https://\www.informatica-libera.net/files/files/ogm.pdf (sintesi in italiano)
(7) https://www.informatica-libera.net/files/files/Ban_GMOs_Now.pdf (originale in inglese) (8) http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/05/ogm-250mila-suicidi-tra-gli-agricoltoriil- mercato-in-mano-alle-multinazionali/168751/
CLICCA SULL'IMMAGINE PER VEDERE IL VIDEO
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I VELENI CHE MANGIAMO
Al supermercato leggeretetichetta, e alristorante Niederegliingredienti neLnostro piatto
LVITA Te Orassi SUrogenati
RIGUITE QUZUCChETI e ILSale
SELEZIONATE Gli aumenti cOn tautela
IM Particolare Se grorigme animate
IG, L'allevamento Non dovrenDe essere mtensivo
IEEE TUDIOLOGICO QUando possibne
SceEguereiglechitometro zero «e solo INUtta E VPrOUTA I stagione
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Alimentazione vegana in età pediatrica: domande e risposte
Si veda anche:
* Bambini vegan in aumento, ma professionisti non aggiornati * Bambini vegan all'ospedale (poesia, con comunicato stampa in calce) * Tutti i comunicati stampa della FamigliaVeg relativi ad infanzia ed alimentazione vegana
Quanto segue è una mia domanda rivolta alla Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana:
Buon giorno, ho letto questa notizia: Il bimbo denutrito mangia le pappe. I genitori vegani: "Abbiamo sbagliato" http://\www.lanazione.it/firenze/vegani-polemica-bambini-1.1116789
Mi dispiace molto per questa vicenda.
Allargando il discorso oltre il caso specifico, vorrei sapere se la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana può esprimersi a riguardo, se ci sono testimonianze positive di alimentazione vegana in età pediatrica, se in Italia è considerato punibile per legge adottare un'alimentazione vegana per i propri figli piccoli (in età tale da non essere ancora in grado di fare libere scelte), e se posso pubblicare la vostra eventuale risposta nel mio blog. Gradirei, se possibile, anche una puntualizzazione sulla B12 citata nell'articolo sopra linkato e ogni altra informazione riteniate opportuna.
Ringrazio, Francesco Galgani
Risposta: Buongiorno, alleghiamo qui sotto il nostro comunicato in merito.
Certo che non è vietato dalla legge evitare di dare ai bambini cibi animali, ci mancherebbe altro!
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Riguardo alla vitamina B12, essa va integrata, certo, da tutti i vegetariani adulti e bambini e in particolare in gravidanza e allattamento, perché la vitamina B12 passa nel latte della madre. | grandi colpevoli sono, in questo caso, i medici non preparati sul tema, ginecologi e pediatri inclusi, che non sono stati capaci di consigliare ai genitori questa semplice regola che da sempre la nostra associazione e tutti le fonti scientifiche diffondono.
Sul tema B12 può leggere lo speciale sul nostro notiziario: http://\www.scienzavegetariana.it/download/notiziario-ssnv-2014-12.pdf
Su gravidanza e infanzia questi sono testi da cui partire: http://www.agireoraedizioni.org/libri\vegan/alimentazione-vegan-bambini/
http://www.agireoraedizioni.org/libri/\vegan/piatto-veg-mamy/
http:/\www.agireoraedizioni.org/opuscoli-volantini/vegan/alimentazione-vegan-gravidanza/
Cordiali saluti,
la Redazione di SSNV
[COMUNICATO STAMPA] ALIMENTAZIONE VEGAN PER | BAMBINI: PIU' SANA DI QUELLA ONNIVORA MEDIA, NELL'IMMEDIATO E PER IL LORO FUTURO. 4 luglio 2015
In merito agli articoli apparsi sulla stampa inerenti il ricovero per sospetta malnutrizione di un bambino vegano, mentre non esprime alcuna osservazione sul caso specifico dato che non sono noti i dettagli, Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV ritiene opportuno formulare alcune osservazioni di carattere generale.
Alimentazione vegana per i bambini: è adeguata e promotrice di salute
Dichiara il dott. Mario Berveglieri, pediatra e nutrizionista: "La medicina basata sull'evidenza documenta che le diete vegetariane e vegane sono salutari, danno benefici per la salute e sono adatte a tutte le età della vita compreso il momento dello
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svezzamento."
Infatti L'Academy of Nutrition and Dietetics [1-3] ribadisce da oltre 15 anni che "[...] le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete vegetariane totali o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute [...] e sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale inclusa prima e seconda infanzia". L'American Academy of Pediatrics, massima associazione scientifica pediatrica, ha una posizione del tutto sovrapponibile. (4)
Trattandosi di bambini, è chiaro che genitori inesperti debbano informarsi ed essere seguiti da un pediatra, qualsiasi sia la dieta del piccolo. Ad esempio, se al lattante viene dato latte vaccino, anziché latte materno o latte formulato, ciò è molto dannoso per la sua salute, e lo stesso accade se viene nutrito con latte di soia (o altro latte vegetale) non formulato. In questo tipo di errore, dunque, il bambino risulterà malnutrito in entrambi i casi, onnivoro o vegan.
Afferma la dottoressa Luciana Baroni, presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana e co-autrice del libro di recente uscita "Il Piatto Veg_ Mamy", proprio sul tema della gravidanza e dello svezzamento a base vegetale: "Il bambini, onnivori o vegan, vanno in ogni caso nutriti in modo consapevole con consigli di professionisti competenti, per evitare conseguenze sfavorevoli, si tratti di deficit di nutrienti o dell'ugualmente preoccupante (ma estremamente più diffusa) malnutrizione da eccesso che spesso scaturisce dalla dieta onnivora media (dall'obesità a tutte le malattie croniche come ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumori)."
| pregiudizi sull'allmentazione vegan e i danni di un'alimentazione basata sui cibi animali
E' quasi paradossale come, di fronte a un singolo sospetto episodio di malnutrizione in una dieta 100% vegetale e di cui peraltro mancano informazioni dettagliate, scatti, quasi di riflesso, un clamore accusatorio, e al contempo non si osservi nemmeno il minimo di stupore di fronte ai numerosissimi casi di sovrappeso, che certamente sono altrettanto indicatori di malnutrizione.
Ben gravi infatti sono le colpe della diffusa dieta occidentale a base carnea, che sta causando l'attuale epidemia di malattie da eccesso alimentare, ma le cui gravissime conseguenze non sono oggetto né di allarme mediatico né di severi e adeguati provvedimenti.
Vi è inoltre un ulteriore problema: l'alimentazione 100% vegetale sconta un ingiustificato pregiudizio da parte di alcuni professionisti della salute (in particolare dei pediatri) che, non infrequentemente, hanno anche conoscenze tecniche insufficienti a svolgere il ruolo di sostegno o consulenza per una famiglia vegana. Questo costringe a volte le famiglie a cercare informazioni da fonti non affidabili e non scientifiche. Si tratta quindi di una non trascurabile "colpa" di taluni professionisti della salute, contro i quali andrebbe puntato il dito, piuttosto che contro un'alimentazione del tutto adeguata e promotrice di salute.
La dieta onnivora media è più restrittiva di quella vegana e non risponde alle raccomandazioni degli Enti scientifici più
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autorevoli
La dieta vegana viene spesso considerata, a torto, una dieta "molto restrittiva". Afferma il dott. Berveglieri: "Se valutiamo tale scelta alla luce delle raccomandazioni degli Enti scientifici più autorevoli, fra cui anche l'American Academy of Pediatrics, si vede che la dieta vegana è quella che più si adegua a tali raccomandazioni." [5-9]
Per usare le parole del prestigioso World Caner Research Food (14), occorre "[...] basare l'alimentazione quotidiana prevalentemente su un'ampia varietà di cibi di provenienza vegetale: cereali non raffinati, legumi, verdure e frutta [...] mangiare cereali integrali e/o legumi ad ogni pasto [...] imitare consumo carni rosse ed evitare (sic!) le carni conservate [...] limitare i cibi ad alta densità calorica ed evitare bevande e cibi zuccherati [...]".
Una dieta vegan variata, in cui si consumino tutte le varietà di cibi vegetali, attua perfettamente tali raccomandazioni, con una scelta ampiamente (non restrittivamente!) orientata verso i prodotti vegetali.
Conclusioni
Conclude la dottoressa Baroni: "E' molto restrittiva e preoccupante proprio la diffusa dieta onnivora seguita dalla quasi totalità della popolazione occidentale: basata sull'uso di pochi cereali raffinati (limitati quasi solo al frumento), ricca di cibi contenenti zuccheri semplici e soprattutto caratterizzata da quantità enormi di cibi di origine animale, essa è il mezzo più semplice e sicuro per assicurarsi dapprima il sovrappeso e col tempo una o più malattie croniche" [15-19].
Bibliografia 1. ADA. Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets. J Am Diet Assoc. 1997, Vol. 97:1317-1321 .
2. ADA. Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets. J Am Diet Assoc. 2009, Vol. 109: 1266-1282.
3. ADA. Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets. . J Am Diet Assoc . 2003, Vol. 103:748-765.
4. Committee on Nutrition. Nutritional Aspects of Vegetarianism, Health Foods, and Fad Diets. Pediatrics. 1977, Vol. 59, 460-464.
5. WCRF. Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective. http://eprints.ucl.ac.uk/4841/1/4841 pdf. [Online] 2007, 401.
6. American Cancer Society.http://www.cancer.org/Healthy/EatHealthyGetActive/ACSGuidelinesonNutritionPh ysicalActivityforCancerPrevention/acs-guidelines-on-nutrition-and-physical-activity-for- cancer-prevention-guidelines. [Online]
7. American Heart Association.http://www.heart.org/HEARTORG/GettingHealthy/NutritionCenter/HealthyDiet Goals/Healthy-Diet-Goals_ UCM_310436_SubHomePage.jsp. [Online]
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8. Heart and Stroke Foundation.http://\www.heartandstroke.com/site/apps/nInet/content2.aspx? c=ikIQLCMWUtE&b=4869055&ct=11767301. [Online]
9. Unified Dietary Guidelines. http://circ.ahajournals.org/content/100/4/450.full.pdf. [Online]
10. Ornish, D. Dr. Dean Ornish's programme for reversing heart disease.
11. Esselstyn, CB. Prevent and reverse heart disease. s.l. : Edizioni Avery, 2007.
12. Barnard, N. Dr. Neal Barnard's Program for Reversing Diabetes. s.l. : Rodale, 2007. 13. Villarini A, Pasanisi P, Traina A, Mano MP, Bonanni B, Panico S, Scipioni C, Galasso R, Paduos A, Simeoni M, Bellotti E, Barbero M, Venturelli E, Raimondi M, Bruno E, Gargano G, Fornaciari G, Morelli D, Seregni E, Krogh V, Berrino F. Lifestyle and breast cancer recurrences: The DIANA-5 trial . Tumori. 2012, Vol. 98(1):1-18.
14. WCRF. Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective. http://eprints.ucl.ac.uk/4841/1/4841.pdf. [Online] 2007, pag. 401.
15. http://www. ruralpini.it'Commenti-01.04.13-Futuro_agricoltura.htm. [Online].http://\www.ruralpini.it. [Online]
16. INRAN. http://www.inran.it/files/download/NEWS/newsletter_150_2.pdf. /www.inran.it. [Online] Elaborazione INRAN 2011 su dati ISTAT e FAO .
17. Teresa Norat, Sheila Bingham , Pietro Ferrari , Nadia Slimani , Mazda Jenab , Mathieu. Meat, Fish, and Colorectal Cancer Risk: The European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition. Journal of the National Cancer Institute. June 15, 2005, Vol. June 15, 2005, Vol. Vol. 97, 12.
18. Armstrong B, Doll R. Environmental factors and cancer incidence and mortality in different countries, with special reference to dietary practices. Int J Cance. 1975 Apr 15, Vol. Vol. 15(4):617-31.
19. Willett WC, Stampfer MJ, Colditz GA. Relation of meat, fat, and fiber intake to the risk of colon cancer in a prospective study among women. N Engl J Med . 1990, Vol. Vol. 323:1664-72.
Comunicazione a cura di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana SSNV
http://\www.scienzavegetariana.it - info@scienzavegetariana.it Note:
Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV si prefigge di fornire ai professionisti della salute e alla popolazione generale informazioni corrette sulla nutrizione a base di
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cibi vegetali (c.d. plant-based nutrition) e sui suoi rapporti con la salute.
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Allarghiamo i cuori: non siamo mai soli in questo universo!
(November 6, 2022, go to my art gallery)
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Alla ricerca della felicità
«La felicità è già dentro di te, è tutta dentro di te, nulla ti manca.
Tu hai parlato di "Felicità" (con la F maiuscola) dopo aver letto alcuni miei messaggi. lo, al massimo, in questa fase della vita, pur con tutti i miei limiti, a volte posso avere comportamenti tali da aiutarti a tirar fuori la "tua" felicità, che è anche "mia", perché desiderio che tu sia felice... comunque quello che ti serve per essere felice e per realizzare i tuoi desideri è già dentro di te, ricordatelo sempre.
La felicità non è una condizione che dipende dall'appagamento dei propri desideri, ma aiuta a realizzarli.
La felicità non è mai un fatto egoistico, perché va sempre di pari passo con la compassione per tutte le forme di vita.
Anche oggi ho ringraziato il sole, il mare, le nuvole... chi è felice spesso ringrazia tutto e tutti, e percepisce bello e buono ciò che altri vedono brutto e cattivo.»
(Francesco Galgani, 10 dicembre 2014, tratto da corrispondenza privata)
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Alla ricerca della scienza...
Il mio precedente articolo "Alla ricerca della verità... oltre la politica, oltre la religione" si concludeva con alcune domande, tra cui: «Non assumiamo come vero ciò che ci fa comodo ritenere tale? Ciascuno di noi non “possiede”, consciamente o inconsciamente, alcune “verità ultime indimostrabili” che, similmente agli assiomi matematici, ci aiutano a comprendere il mondo e a prendere delle decisioni?».
Proseguendo su questa linea di ragionamento, sarebbe interessante notare come le mie riflessioni filosofiche - sicuramente opinabili - si declinino poi nella realtà scientifica medica, nella quale, evidentemente, assumere come veri o come falsi certe affermazioni e i risultati di talune ricerche può pesare significativamente sulla vita (e sulla morte) di un numero incalcolabile di persone.
Ho già precedentemente espresso e argomentato le ragioni per cui la scienza non possiede alcuna verità... ma da qui a mettere in discussione l'intero impianto scientifico della nostra società contemporanea ce ne corre. Ogni persona di buon senso, che conosce le basi del metodo scientifico introdotto da Galileo Galilei, potrebbe obiettare che, senza il prezioso contributo delle donne e degli uomini che dedicano la propria vita alla scienza, daremmo credito a ogni superstizione, inganno o fantasia, cancellando secoli di progressi e di miglioramento. In linea di principio, in effetti, è così, ma l'operato umano spesso è condizionato da interessi, bisogni e contesti ambientali che rendono molto difficile l'applicazione di certi principi... nel caso specifico, dei principi alla base della ricerca scientifica, che, senza usare mezzi termini, è in piena crisi e sta producendo ricerche sovente basate sull'aria fritta.
Prima che qualcuno mi accusi di arroganza, lascio che siano le stesse fonti scientifiche a descrivere in che direzione sta andando la scienza attuale.
Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, ha pubblicato nel 2016 un articolo nel quale si è dimostrato come più del 70% delle ricerche scientifiche prese in esame ha fallito i test di riproducibilità. Più precisamente, c'è scritto che: «More than 70% of researchers have tried and failed to reproduce another scientist's experiments, and more than half have failed to reproduce their own experiments. Those are some of the telling figures that emerged from Nature's survey of 1,576 researchers who took a brief online questionnaire on reproducibility in research.»
Fonte: http://www.nature.com/news/1-500-scientists-lift-the-lid-on-reproducibility-1.19970
Più avanti, nello stesso articolo, c'è scritto: «Data on how much of the scientific literature is reproducible are rare and generally bleak. The best-known analyses, from psychology and cancer biology, found rates of around 40% and 10%, respectively.»
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Detto in altri termini più espliciti, i risultati del 90% delle ricerche scientifiche sul cancro non sono riproducibili, ovvero andrebbero assolutamente scartati e ignorati nel momento in cui si dovesse prendere una qualunque decisione in ambito medico. Ma a queste condizioni è evidentemente difficile prendere una qualsiasi decisione che possa definirsi "scientifica" o quantomeno basata su evidenze di realtà.
Per fortuna questi dati sono stati forniti da Nature, perché se fossero stati soltanto una mia idea, allora qualcuno potrebbe prendermi per pazzo. Ma andiamo avanti...
In un articolo di Reuters del 2012, troviamo scritto che: «During a decade as head of global cancer research at Amgen, C. Glenn Begley identified 53 “landmark” publications -- papers in top journals, from reputable labs -- for his team to reproduce. Begley sought to double-check the findings before trying to build on them for drug development. Result: 47 of the 53 could not be replicated.»
Fonte: http://\www.reuters.com/article/us-science-cancer/in-cancer-science-many- discoveries-dont-hold-up-idUSBRE82R12P20120328
Tradotto: Glenn Begley, ai tempi direttore del dipartimento di oncologia medica della Amgen, una delle più grosse multinazionali di biotecnologie, aveva deciso, prima di procedere con nuovi e costosi esperimenti, di replicare i 53 lavori scientifici da lui considerati come fondamentali (pubblicati su importanti riviste e provenienti da laboratori con alta reputazione), su cui si sarebbero basate le future ricerche della Amgen in oncologia. Risultato? Non fu in grado di replicare 47 dei 53 lavori scientifici, ossia 189%.
Nello stesso articolo, viene citata anche la grande multinazionale Bayer, che a quanto pare ha incontrato gli stessi problemi: «Scientists at Bayer did not have much more success. In a 2011 paper titled, “Believe it or not,” they analyzed in-house projects that built on “exciting published data” from basic science studies. “Often, key data could not be reproduced,” wrote Khusru Asadullah, vice president and head of target discovery at Bayer HealthCare in Berlin, and colleagues. Of 47 cancer projects at Bayer during 2011, less than one-quarter could reproduce previously reported findings, despite the efforts of three or four scientists working full time for up to a year.»
Tutto chiaro? In un anno gli scienziati della Bayer non sono riusciuti a riprodurre i risultati delle ricerche scientifiche pubblicate.
Più avanti, nello stesso articolo, c'è un paragrafo semplicemente disarmante: «“We went through the paper line by line, figure by figure,” said Begley. “I explained that we re-did their experiment 50 times and never got their result. He said they’d done it six times
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and got this result once, but put it in the paper because it made the best story. It's very disillusioning.’»
In altre parole, uno scienziato ha ammesso chiaramente di aver pubblicato una ricerca falsa. C'è scritto: «[...] but put it in the paper because it made the best story.» Ovvero, ha pubblicato la ricerca potenzialmente più interessante (anche se fasulla)... insomma, una questione di gusti personali, non di scienza.
Ne segue spontanea la domanda di quanti scienziati falsifichino i dati e fabbrichino ad hoc le ricerche. lo, ovviamente, non ho la risposta... ma su PlosOne (nota rivista scientifica) una risposta c'è, precisamente in questo articolo riportato anche da PubMed: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19478950
Leggiamo: «A pooled weighted average of 1.97% (N = 7, 95%CI: 0.86-4.45) of scientists admitted to have fabricated, falsified or modified data or results at least once --a serious form of misconduct by any standard-- and up to 33.7% admitted other questionable research practices. In surveys asking about the behaviour of colleagues, admission rates were 14.12% (N = 12, 95% CI: 9.91-19.72) for falsification, and up to 72% for other questionable research practices.»
In pratica, il 34% degli scienziati ammette di non essersi comportato correttamente nelle ricerche, inoltre il 14% dei colleghi viene accusato di aver falsificato i risultati e il 72% dei colleghi viene accusato di aver fatto cose scorrette nelle ricerche. Abbiamo anche un 2% di scienziati che ammettono candidamente di aver falsificato, fabbricato o modificato dati o risultati (evviva l'onestà!).
Fonte: https:/www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19478950
Chi vuole, può approndire con altri dati, ma la situazione complessiva mi sembra abbastanza chiara.
A tutto ciò, ci sarebbe da aggiungere che: «il sistema accademico non premia per niente chi fa studi di riproducibilità, sono tempo e soldi buttati via dal punto di vista delle “performance produttive” del gruppo di ricerca. Le stesse riviste scientifiche non sono un granché interessate a pubblicare ricerche che dimostrano la non riproducibilità di un precedente lavoro pubblicato, preferiscono pubblicare ricerche innovative o risultati sorprendenti e così ecco com'è facile far sparire le notizie dei fallimenti delle repliche. [...] In alcuni casi c’è il grosso rischio che le riviste scientifiche pubblicano quasi alla cieca.»
Fonte: http://saluteuropa.org/scoprire-la-scienza/la-scienza-crisi-ricercatori-non-sanno- piu-riprodurre-confermare-molti-degli-esperimenti-moderni/
Orbene, dopo aver messo in discussione, nelle mie riflessioni, il concetto stesso di
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"verità", a questo punto ho motivi in più per dubitare di tutto ciò che viene millantato come scientifico, specialmente quando ho il sospetto che ci siano grossi interessi (economici) di parte.
Prendiamo il caso dell'obbligo vaccinale in Italia. Sono già entrato nel merito della questione in altri articoli, ora non intendo ripetermi. Mi interessa invece citare una frase di un noto politico italiano, che dall'alto della sua profonda conoscenza di che cosa siano le "verità scientifiche" (??!), ha affermato:
«Dobbiamo essere orgogliosi della battaglia di civiltà che la Regione Emilia-Romagna sta facendo sul tema dei vaccini. È una battaglia sacrosanta, sacrosanta. Noi siamo quelli che stanno dalla parte della scienza [...]».
Fonte: https://video.repubblica.it/politica/vaccini-renzi-battaglia-sacrosanta-stiamo-con-la- scienza-non-con-un-guru-di-genova/283703/284314
Ok, lui sta dalla parte della "scienza". lo pure. Ma di quale scienza stiamo parlando? Quella in cui ognuno afferma come "verità" ciò che più gli aggrada?
Buone riflessioni, Francesco Galgani, 17 ottobre 2017
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Alla ricerca della verità... oltre la politica, oltre la religione
Stamani stavo leggendo l'ennesima dimostrazione di come siano ritoccate o censurate le notizie sui media tradizionali, con lo scopo, evidentemente, di indirizzare i pensieri (e quindi il voto politico) delle persone in una certa direzione. Tra i vari commenti ad un articolo apparso oggi sul blog di Beppe Grillo, intitolato “Il patto sui media contro il MoVimento 5 Stelle”, mi ha colpito questa esternazione, probabilmente banale, ma efficace nella sua sinteticità: «Quando un direttore di giornale omette, declassa o storpia una notizia lo fa con un unico pensiero: i miei lettori sono una massa di idioti manipolabili. Fine.»
Ma andiamo oltre... in questo mio articolo non voglio parlare di quanto sia imbavagliata e ingiusta la stampa nostrana, ne ho già scritto abbastanza nel mio blog. Mi interessa invece soffermarmi su un altro aspetto della questione: “Che cos'è la verità?”.
Nel titolo del presente articolo ho scritto “oltre la politica, oltre la religione”, perché ho l'impressione che il fatto di schierarsi (ne/ senso di identificarsi) con un partito politico e il fatto di aderire (anche in questo caso nel senso di identificarsi) ad una religione spesso possano avere tratti in comune sul lato del fanatismo... specialmente quando i diretti interessati ritengono il proprio in-group depositario di qualcosa che il resto del mondo non ha. Il fanatismo politico, religioso o di altro genere ha sempre le proprie basi in qualcosa che riguarda la “verità”.
Qualcuno fa della ricerca della verità il proprio scopo di vita, ritenendo “la verità” (come se ne esistesse una) il massimo valore verso cui tendere. Altri, più semplicemente, accettano come vera la verità ricevuta da altri, risparmiandosi il calvario che la ricerca della verità potrebbe comportare.
Ritorno però alla domanda centrale: “Che cos'è la verità?”
Secondo la mia opinione, qualsiasi verità è autorefenziale (0 riconducibile ad altre verità autorefenziali), nel senso che, in ultima analisi, è vero ciò che riteniamo tale... né più, né meno. La verità non è una proprietà intrinseca di un pensiero, di un fatto o di una serie di eventi, è piuttosto un’attribuzione “esterna” operata dalla mente umana su ciò che essa è in grado di concepire, allo scopo di agevolare se stessa. La mente umana, infatti, “na bisogno” di “possedere” alcune verità per il proprio funzionamento, ma tale attribuzione di verità è e rimane arbitraria.
Il pensiero scientifico, da Galileo in poi, si basa sulla ricerca della verità, ma accetta di non poter mai giungere ad essa. La scienza non elargisce verità ed è sempre pronta a
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mettere in discussione ogni suo assunto... o almeno così dovrebbe essere, altrimenti, più che di scienza, dovremmo parlare di religione. Con questo intendo dire che i dogmi religiosi sono verità assiomatiche, ad es., come affermato da Ariel Di Porto, rabbino capo della Comunità Ebraica di Torino, l'esistenza di Dio non può essere dimostrata, ma deve essere considerata al pari di un assioma (fonte: "Incontro con i teologi, 6 marzo 2016, trascrizione ufficiale del convegno", pag. 15).
A proposito di assiomi, la matematica è serva e regina di tutte le scienze, ma la matematica non contiene in sé alcuna verità: essa si basa su pochi assiomi ritenuti arbitrariamente veritieri, ma nessun assioma è intrinsecamente vero o falso. La matematica è proprio la dimostrazione per eccellenza dei limiti della ragione umana. A tal proposito, mi viene a mente il primo teorema di incompletezza di Kurt Gòdel, il quale dimostra che qualsiasi sistema che permette di definire i numeri naturali è necessariamente incompleto: esso contiene affermazioni di cui non si può dimostrare né la verità né la falsità. In altre parole, non è mai possibile giungere a definire la lista completa degli assiomi che permetta di dimostrare tutte le verità.
In sintesi, tutte le scienze si basano in qualche modo sulla matematica, ma la matematica non contiene verità o falsità assolute, ma soltanto affermazioni ritenute vere o false in base a ciò che può essere dedotto dagli assiomi, i quali sono assunti come veri soltanto per “comodità”.
Tornando dalla matematica alla vita di tutti i giorni... non è forse la stessa cosa? Non assumiamo come vero ciò che ci fa comodo ritenere tale? Ciascuno di noi non “possiede”, consciamente o inconsciamente, alcune “verità ultime indimostrabili” che, similmente agli assiomi matematici, ci aiutano a comprendere il mondo e a prendere delle decisioni?
Non esiste "la verità". Esistono infinite parziali verità, tutte da relativizzare. Ogni affermazione del tipo “La verità è...”, in questa mia ottica sicuramente opinabile, è priva di senso.
—
Come scrissi nel mio precedente articolo “L'illusione di conoscere la realtà”, mi tornano a mente le parole che Bud Spencer, nel ruolo di Bulldozer (film del 1978), disse a un giovane: «Non dar credito a quello che gli altri dicono, ma impara a cercarti da solo la verità».
Buone riflessioni, Francesco Galgani, 15 ottobre 2017
P.S.: Sullo stesso tema, segnalo il mio articolo successivo "Alla ricerca della scienza..."
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Alla ricerca dell'intelligenza "naturale"... ben oltre quella "artificiale"
Dopo i miei precedenti articoli "Alla ricerca della verità... oltre la politica, oltre la religione" e "Alla ricerca della scienza...", stavolta sono alla ricerca dell'intelligenza nel suo posto "naturale", cioè nelle svariate forme di vita che rendono prezioso il nostro pianeta... e tra queste, magari, anche negli esseri umani.
Per l'appunto proprio oggi stavo leggendo che ormai l'intelligenza artificiale ha "superato" (?!) quella umana o, per dirla più correttamente, si sta sviluppando autonomamente facendo a meno degli esseri umani e delle loro conoscenze, percorrendo un proprio sentiero dalle conseguenze abbastanza inquietanti. Mi riferisco, nello specifico, a quanto è scritto nell'articolo "Google, la IA può fare a meno dell'uomo", in cui leggiamo che «non usando dati umani o esperienza umana sotto ogni profilo, iamo rim i limiti dell n nza umana».
Onestamente ho serissime perplessità sul fatto che l'essere umano possa creare un'intelligenza migliore della propria in un macchina, nel senso più esteso e complesso che il concetto di "intelligenza" può assumere... Ritengo anche fuorviante considerare i limiti umani essenzialmente come limiti legati alla "conoscenza": gli antichi saggi, come ad es. il Budda storico vissuto in India due millenni e mezzo fa circa, disponevano sicuramente di una "quantità" di conoscenze inferiori a quelle di una persona contemporanea mediamente istruita, eppure... ciò di certo non rappresentò un limite alla loro capacità di vivere pienamente la vita, di amarla, di lodarla, di ringraziarla e di dare un senso profondo alla propria esistenza.
Più che preoccuparsi di superare i limiti della propria intelligenza, secondo la mia modesta opinione, l'essere umano contemporaneo potrebbe invece concentrarsi sul provare a superare i limiti della propria stupidità autodistruttiva, vista la condotta suicida da parte della specie umana, che sta distruggendo senza sosta il proprio ecosistema (e quindi la propria possibilità di vita), generando al contempo guerre su guerre e creando tanta povertà e sofferenza ovunque.
In un alltro articolo, intitolato "Cassandra Crossing/ Il vero, il falso, la guerra e la cultura", sempre a proposito di intelligenza artificiale, leggiamo che:
«[...] L'Intelligence americana è preoccupata che nel prossimo futuro, grazie all'Intelligenza Artificiale, possa essere prodotto materiale informativo falsificato di qualità indistinguibile da quello vero, e in quantità talmente massiccia da poter essere usato per "corrompere" la conoscenza preesistente.
Ovviamente questo viene inquadrato in un contesto di supremazia presente, nonché di
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conquista e mantenimento della supremazia futura, in un nuovo settore strategico. [...] La cosa inquietante, anzi preoccupante per i normali essere umani, è considerare le conseguenze di una guerra informativa su larga scala, combattuta generando grosse quantità di informazioni false indistinguibili da quelle vere. [...]
Come distinguere il vero dal falso dopo una "catastrofe informativa"? Come ripristinare la cultura "vera" dopo una "guerra informativa globale"?
E ancora... Sarebbe possibile "ricostruire la cultura" o dobbiamo prendere in considerazione la possibile fine della cultura come oggi la conosciamo, una "estinzione della verità" equivalente ad un mondo spopolato da una guerra termonucleare globale? In tutta sincerità, "sic stantibus rebus", non è mai troppo presto per occuparcene. »
Orbene, qualcuno dei miei lettori ha visto il film "Sesso e Potere"? La problematica affrontata è la stessa, e senza bisogno di intelligenza artificiale.
Se continuiamo così, allora stiamo continuando a prenderci in giro. Ho l'impressione che tutta questa intelligenza artificiale serva a rendere ancora più deleteri i limiti esistenziali di alcuni esseri umani, andando ad amplificarne gli aspetti negativi legati all'avidità, alla malata ossesione per il potere e per i soldi, al disprezzo per la vita altrui.
Non abbiamo bisogno di intelligenza "artificiale" per migliorare le nostre esistenze e contribuire a migliorare le sorti dell'umanità. Abbiamo già tutto ciò che ci occorre e che ci è connaturato.
Francesco Galgani, 30 ottobre 2017
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Alla ricerca di Anima Alla ricerca di Anima
Occhi non vedono, ma cuor s'emoziona, nell'inganno coatto d'una strana follia,
che crede all'amore, ma amore non è,
è solo il lamento d'un'anima sola,
che altrove proietta, nel volto e nel corpo d'una pari solitudine,
quel che errando va cercando, ma che già ha.
(Francesco Galgani, 1 settembre 2021, www.galgani.it)
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Alla ricerca di maestri...
Dopo i miei precedenti articoli "Alla ricerca della felicità", "Alla ricerca della verità... oltre la politica, oltre la religione", "Alla ricerca della scienza...", "Alla ricerca dell'intelligenza "naturale"... ben oltre quella "artificiale", continuo le mie ricerche e riflessioni con questo nuovo articolo.
Vorrei partire da questa considerazione: io sono un essere umano come te.
Nessun testo può essere autoreferenziale, per questo ti invito ad approfondire e a cercare collegamenti con altri autori rispetto a ciò che non solo scrivo io, ma che in generale ti piace leggere, ovvero a trovare i tuoi veri maestri, e a ritrovarli ogni giorno.
Non smarrire mai la tua capacità di discernimento: troppo spesso la nostra capacità di rimanere in contatto con la realtà e con ciò che di autentico è in noi è contaminata da pensieri, parole e modi di agire che abbiamo interiorizzato dalla famiglia, dalla scuola, dalla società. | mass-media e i falsi poteri che attraverso di essi si esprimono ci avvelenano continuamente i sentimenti, l’intelletto e il corpo, per questo dovremmo imparare a discriminare ciò che è buono per noi e ciò che non lo è. Ovviamente non è tutto da buttare: così come la scuola, l'università e gli ambienti di lavoro spesso si traducono nell'accettare la propria posizione di “stare in basso” rispetto ad un’autorità che “sta in alto” (0 viceversa), allo stesso modo al tempo della scuola e dell'università ho avuto la grande fortuna di incontrare alcune persone veramente umane e veramente “insegnanti” con il loro esempio: grazie!
Non c'è conoscenza senza amore e non c'è amore senza conoscenza. Allo stesso modo, non esiste un problema che sia “mio” o “tuo”: tutti siamo in relazione. Se questo vale per i problemi piccoli e facilmente superabili, in cui se c'è un minimo di amore allora un problema tuo è anche un po’ mio e viceversa, a maggior ragione ciò è vero per i problemi globali. | grandi maestri dell'umanità si sono sempre occupati proprio di questo, indicandoci la via per uscire dalla “caverna di Platone” e per risolvere i nostri problemi comuni, a cominciare dalla nostra incapacità di relazionarci con la nostra pluralità interiore e con la comunità esterna.
| problemi degli esseri umani hanno tutti la medesima essenza, sono problemi comuni. Le filosofie e le religioni prima, e assai recentemente vari rami della psicologia, hanno provato a dare una risposta a questi problemi. Se non ci rendiamo conto però della nostra comune umanità, allora le religioni, le filosofie e le psicologie, anziché essere d’aiuto, rischiano di provocare ulteriore divisione, aggravando i problemi. Sentirsi nel “vero” e nel “giusto” può essere molto pericoloso, sentirsi “grati” e parte di qualcosa che è più grande di noi e che ci unisce tutti può cambiare l’esistenza in meglio, dando un sapore diverso alla vita quotidiana e alla sua imprevedibilità. Per questo spero che anche tu potrai trarre
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beneficio della Pratica della Gratitudine.
Vorrei farti un esempio del perché occorre essere molto cauti nell’identificarci in un certo tipo di credo piuttosto che in un altro. Al di là di casi eclatanti in cui la religione, in Italia, è usata come mezzo per giustificare crimini (ricordo i culti mariani di certi capi-mafia), vorrei invece portare l’attenzione su noi persone comuni. Milton Rokeach, uno psicologo ricercatore all’Università dello Stato del Michigan, in pubblicazioni come "Religious Values and Social Compassion" (1969), ha studiato quanto le persone che affermano di praticare seriamente la loro religione siano più o meno compassionevoli delle altre (nella ricerca che ho citato, prese un campione di 1400 adulti americani). In sintesi, e con la dovuta cautela nell’interpretazione dei suoi risultati, che hanno un valore statistico e sono riferiti al contesto storico delle sue ricerche, in generale trovò un atteggiamento più insensibile e meno compassionevole tra i religiosi che tra i non religiosi. Quindi facciamo attenzione, cerchiamo di mantenere il cuore e le orecchie aperte, senza pretendere di avere una verità più vera delle verità altrui.
Ovunque oggi prevale un pensiero giudicante (che è l’opposto dell’amore e della capacità di comprensione), associato a sensi di colpa, di vergogna, di sfiducia, di logiche di potere: questa è un forza distruttiva molto potente, è una danza demoniaca, ma per fortuna ci sono anche forze benefiche e guarenti ancora più grandi. L'umanità ha avuto e continua ad avere grandi anime, grandi maestri che ci hanno indicato e continuano ad indicarci come liberarci dalle nostri prigioni di sofferenza. Per questo ripeto che è importante provare ad ascoltarli. Ricordiamoci anche che le situazioni, le persone, la natura e il mondo in generale non ci appaiono in un certo modo perché sono in un certo modo, ma perché noi siamo fatti in un certo modo. Spesso proiettiamo sull’esterno ciò che noi siamo e i nostri stati d'animo.
Ciò che negli anni ho scritto nel mio blog e nelle mie poesie, per lo meno per quanto riguarda i temi psicologici, politici, economici, sociali, salutistici, pedagogici, del software libero e di educazione alla tecnologia, di rapporto con la tecnologia e di sua intermediazione, di filosofia, di religione e di dialogo interreligioso, ecc., che ho affrontato e talvolta scritto in modo approfondito, facendo anche ricerche protratte nel tempo, è quanto la mia anima mi ha comandato di scrivere: in questo senso, è come se non avessi avuto scelta, ho dovuto farlo (ovviamente ho pubblicato anche altro che esula da questo discorso). Il dovere a cui mi riferisco è un dovere dharmico, etico, è il senso del mio essere qui. Per meglio spiegarti cosa intendo, vorrei citarti un video di due minuti (riportato in calce), presentato dalla prof.ssa Wangari Maathai, premio nobel per la pace, che si apre con le immagini di un vasto incendio nella foresta. | grandi animali, i giaguari, le scimmie e altri scappano davanti al fronte del fuoco, ma a un certo punto si vede un minuscolo colibrì che va nella direzione opposta, con il suo beccuccio pieno d’acqua. | grandi animali gli dicono: "Dove corri, c'è l'incendio, scappa via", ma il colibrì risponde: "lo
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faccio il meglio che posso, faccio la mia parte". L'idea è proprio questa: fare la propria parte, che non è scritta in alcun posto, ma è la capacità di cogliere quello che la vita ci propone e rispondere con l’anima, cioè con le qualità dell'amore e della gratitudine, e non con l’ego, cioè con le qualità distruttive dei demoni. Non ci dobbiamo far paralizzare dal fatto che la realtà possa apparirci troppo grande per poter essere cambiata: questo tipo di paralisi è un inganno delle forze demoniache, mentre le forze angeliche, anch’esse dentro di noi, percepiscono le cose in un modo assai più ampio, unitario, gioioso e propositivo.
Infine, visto che ho scritto la Religione dell’Ultima Lotta, la cui lettura può essere fatta a vari livelli, e visto anche ciò che poco fa ho espresso sulle religioni, vorrei ricordare che grandi anime come il Mahatma Gandhi (suggerisco la biografia di Yogesh Chadha) e Paramahansa Yogananda, che tra di loro si conoscevano, hanno sempre avuto una visione il più possibile unitaria di tutte le religioni. Ciò che ci identifica come essere umani pienamente umani, infatti, non è la nostra religione, ma il nostro “ubuntu”, cioè la nostra capacità di sentirci parte di qualcosa di più grande che ci unisce tutti.
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Ti ringrazio, Francesco Galgani, 5 ottobre 2019
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All'interno dello scontro finale tra due forze
In questo video del 30 agosto 2021, l'arcivescovo Carlo Maria Viganò fornisce la sua chiave di lettura della situazione attuale a livello mondiale, in particolare della matrice luciferina del Nuovo Ordine Mondiale e della strumentalizzazione ed esasperazione dell'epidemia di covid per scopi opposti rispetto a quelli dichiarati dal potere, oltre alla denuncia della sostanziale controproducente inutilità delle misure prese, tra cui distanziamento, lockdown, vaccini e pass sanitario (green pass), quest'ultimo equiparato al "marchio della bestia" descritto nell'Apocalisse.
Tra gli altri temi trattati, il rapporto tra "Deep State" e "Deep Church" (lett.: stato profondo e chiesa profonda).
A ognuno le sue riflessioni. A me viene spontaneo aggiungere soltanto che qualsiasi chiave di lettura sarà sempre e comunque parziale e che nulla dovrebbe essere accolto in maniera acritica.
CLICCA SULL'IMMAGINE PER VEDERE IL VIDEO
ARCIVESCOVO CARLO MARIA
si VIGANO'
Riflessioni profonde 31 AGOSTO 2021
DOWNLOAD MP4
(7 settembre 2021)
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Bce Mbl, NHOgM, AMEeeM aTOT CBET BHyTpn ceda. JlyULue OGbiTb APYy3bAMN, YEM Bparamm.
All of us human beings have this light within us. It is better to be friends than enemies.
(March 24, 2022, go to my art gallery)
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All'ombra delle immagini (di Giulio Ripa)
tI
La nostra natura umana ha una percezione delle cose visibili mediante la vista. L'individuo ha una rappresentazione visiva della realtà.
Tra le tante cose che guardiamo ci sono anche le immagini, ognuna sul suo supporto fisico (fotografia, quadro, schermo, etc.).
Allora che cosa è un'immagine? E' una ricostruzione della rappresentazione visiva della
realtà.
La fatica di leggere la parola non può competere con la facilità di guardare una immagine che è immediatamente percepita e memorizzata, mentre leggere è vedere dei simboli scritti che vanno però decodificati ed interpretati.
Allora “Cogito ergo sum” è sostituito da “Video ergo sum”, io vedo dunque sono?
Per rispondere bisogna fare alcune distinzioni e considerazioni per scoprire cosa nasconde l'uomo dietro le immagini viste, ovvero bisogna cercare di capire l'invisibile all'ombra delle immagini. (Secondo Jung l'Ombra è la somma di quelle caratteristiche personali riprovevoli che l'individuo desidera rimuovere o nascondere agli altri e a se stesso.)
Guardare, volgere intenzionalmente lo sguardo su qualcosa o qualcuno non è la stessa cosa di vedere. Guardare è solo l'inizio di un processo, implica di essere uno spettatore che è nella condizione di vedere qualcosa o qualcuno. Si può guardare ma non sempre si vede.
Vedere significa percepire qualcosa o qualcuno mediante la vista cioè prendere cognizione di una realtà esterna attraverso il senso della vista.
Il primato delle immagini nella comunicazione globalizzata produce il prevalere del visibile sull'intelligibile, il prevalere del consumo delle immagini rispetto alla conoscenza razionale, che porta ad un guardare senza capire. L'uomo diventa così spettatore e
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consumatore di immagini.
Come ci insegna Debord, lo spettacolo, come tendenza a far vedere attraverso differenti mediazioni specializzate il mondo che non è più direttamente percepibile, trova normalmente nella vista il senso umano privilegiato, che in altre epoche fu il tatto; il senso più astratto, più mistificabile, corrisponde all'astrazione generalizzata della società attuale.
Il prevalere del vedere, come già accennato, a discapito delle altre forme sensoriali, delega la propria soggettività alla forma-spettacolo in maniera irreversibile, abdica se stessa a vantaggio della proiezione dei propri sogni nello spettacolo.
Restare semplici spettatori senza una elaborazione delle cose viste, rende l'inganno visivo più efficace e quindi più pericoloso, poiché l'apparire prevale sull'essere.
Lo spettacolo è l'affermazione dell'apparenza e l'affermazione di ogni vita umana, cioè sociale, come semplice apparenza.
Là dove il mondo reale si trasforma in semplici immagini, le semplici immagini diventano degli esseri reali, e le motivazioni efficienti di un comportamento ipnotico.
Nell'insieme delle sue forme particolari, informazione o propaganda, pubblicità o consumo diretto dei divertimenti, lo spettacolo costituisce il modello presente della vita socialmente dominante.
Sempre secondo Debord, più la necessità viene ad essere socialmente sognata, più il sogno diviene necessario. Lo spettacolo è il cattivo sogno della moderna società incatenata, che non esprime in definitiva se non il proprio desiderio di dormire. Lo spettacolo è il guardiano di questo sonno.
Il perché l'uomo si è ritrovato in questa situazione sociale, possiamo tentare di spiegarlo facendo riferimento alla mitologia greca. La società dell'immagine si impone quando si incrociano i miti di Prometeo, Narciso e Morfeo, forme primitive alla base degli archetipi dell'uomo.
(L'Archetipo è una rappresentazione mentale primaria contenuta nell'inconscio collettivo che si manifesta in simboli universali presenti in tutte le culture ed in ogni epoca storica, è il pensiero primordiale, è l’esperienza universale di comportamento le cui tracce si possono ritrovare nei miti, nei sogni, nelle favole.)
Il mito di Narciso che si innamora della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d'acqua, è un sentimento esagerato della idealizzazione dell'immagine di sé, una evidente concentrazione su se stesso negli scambi interpersonali.
Il mito di Prometeo, il Titano che rubò agli déi il fuoco, simbolo della conoscenza e del
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progresso, per darlo agli uomini, cancella ogni limite naturale ai desideri dell'uomo.
Morfeo, figlio di Ipno e di Notte, dalla sua etimologia risulta colui che fa prendere forma al sogno di chi è addormentato, per donargli nel buio della notte le illusioni realistiche delle immagini che caratterizzano i sogni.
L'uomo postmoderno quando si innamora della sua immagine riflessa (Narciso), e la potenza creatrice della sua conoscenza (Prometeo) usa la tecnologia per dare forma visiva ai sogni (Morfeo), altera la realtà vissuta, vivendo in una spettacolarità dove l'apparire prevale sull'essere.
Tuttavia questa esaltazione dell'apparenza camuffa sempre di più l’identità personale fino a far perdere all’individuo la sua dimensione vera.
È l'apparenza che guida e trascina il desiderio. Il desiderio è fondamentalmente desiderio di essere riconosciuto dagli altri, ma il riconoscimento nella tecnomediazione riguarda l'identità apparente, in particolare quella digitale. La medialità spettacolare si nutre così della colonizzazione del desiderio dell'uomo e l'identità apparente diventa altro rispetto all'autenticità dell'essere.
Nel sistema mediale visivo la capacità di fare esperienza si è separata dall’incontro reale dell'altro.
Il sistema mediale spettacolare sostituisce interamente il mondo sensoriale con una selezione delle immagini, una virtualizzazione generale del mondo della vita.
Il sequestro dell'esperienza dai contesti spazio-temporali della nostra vita quotidiana va di pari passo con la diffusione di esperienze mediate dalla tecnologia, dove "l'illusione dell'incontro virtuale” si confonde con le esperienze che la maggior parte di noi vive di rado in prima persona.
La vita sociale viene percepita da parte di molti soggetti come una continua rappresentazione visiva, grazie ad una iperconnessione continua, ormai costitutiva della quotidianità.
Baudrillard vede le società postmoderne come società dominate dalla simulazione e dall’iperrealtà mediale in cui l'immagine è vincente negli spazi di realtà fantasmatiche.
Internet amplifica le relazioni mediate dalle immagini virtuali. La socialità virtuale è una dimensione simulativa, un surrogato della vita, contrassegnato da un'alterazione, diminuzione o aumento della realtà.
Internet può essere considerato come un grande mare aperto dove è interessante
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navigare, ma che comporta dei rischi di perdersi e naufragare in questo immenso mare di informazione.
Alcuni preferiscono il piccolo cabotaggio, navigazione da porto a porto, navigazione generalmente sottocosta meno rischiosa quindi rispetto ad esempio alla traversata in mare aperto.
Molti, utenti dei social network corroborati da continui selfie, preferiscono non uscire dal porto, si agitano compiaciuti sulle loro barche a rimirare le proprie immagini riflesse nell'acqua del mare.
La società dello spettacolo diviene quindi società dell'audience in cui “si guarda e si è guardati”, in cui tutti si sentono spettatori ed attori ed in cui la preoccupazione prevalente è quella del come mostrarsi nei social-network, nascondendo la propria identità personale all'ombra di quella virtuale, vivendo il mondo come uno spettacolo reale.
L'agire dell'individuo che guarda in modo frenetico soprattutto immagini inerenti alla sua vita in rete, si riduce ad essere spettatore di se stesso, sembra ricordare un famoso monologo di Shakespeare:
“Spegniti, spegniti, breve candela! / La vita è un'ombra che cammina,/ un povero attore/ che si agita e si pavoneggia per la sua ora sulla scena/ e poi non si è più sentito. /
E' una racconto/ detto da un idiota, pieno di rumore e furore/ che non significa nulla»”.
L'unica traccia che resta è la sua impronta digitale utile alla personalizzazione dei prodotti
come “riconoscimento di identità” e non come fornitura di merci e/o di servizi.
Non avendo più il desiderio della coscienza (di sé) e nemmeno la coscienza del desiderio, l'individuo lasciato solo diviene incapace di riconoscere la propria vita reale, di fare i conti con la sua ombra, invece di liberarsi dalla falsa coscienza guardando con spirito critico dentro se stesso, riesce solo a nascondersi dietro la sua immagine virtuale ed il suo apparente profilo utente.
Parafrasando Shakespeare possiamo dire:
Spegniti, spegniti, breve candela! / La vita è un'ombra che cammina, / accanto al profilo apparente in rete, / abbagliato dalla luce delle sue immagini virtuali, / un povero attore / si agita e si pavoneggia per la sua ora sulla scena digitale / e poi non si è più visto. /
E'un racconto / detto da un idiota, pieno di rumore e furore/ che non significa nulla.
(Giulio Ripa, 16 novembre 2015)
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AI Nero
Iniziai, dunque, a provar una gioia di sapor nostalgico per ciò che perdevo ogni giorno e ritenevo importante e vero...
La notte era nera come non mai, permetteva però di ri-veder le stelle!
II
Alessandro Pacenti , dal “Diario di un Iniziato”.
11/11/2021
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Alternative election program - Programma elettorale alternativo
«Today, | give so much time to improving myself that | have no time to criticize others.»
At least let's try. If you like this program consisting of one point, vote for yourself.
«Oggi decido di consacrare talmente tanto tempo a migliorarmi che non me ne resterà più per criticare gli altri».
Almeno proviamoci. Se ti piace questo programma costituito da un unico punto, vota te stesso, o te stessa.
(August 8, 2022, go to my art gallery)
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Alternative a Youtube o alternative al modello politico-economico-sociale di Youtube?
In Rete, soprattutto a causa dei recenti casi di censura FEAR C H IVE operati da Youtube, ovvero di chiusura di canali di na informazione alternativa (tipo RadioRadio) e/o di Va eliminazione di singoli video (come accaduto a Byoblu), a cui MX si sommano le vicende politiche dell'amministrazione Trump DO che litiga con la censura di Twitter operata verso lo stesso P- Trump, passando poi per le vicende giudiziarie italiane in cui 2 alcuni partiti di minoranza (CasaPound e Forza Nuova) hanno portato in tribunale Facebook per aver soppresso le loro pagine (censura anch'essa a sfondo politico, peraltro con esiti giudiziari contrapposti), aleune persone iniziano a guardarsi intorno e a valutare se esistono alternative a Youtube.
I
Non solo le alternative esistono, ma sono sempre esistite ben prima che Youtube stesso esistesse. Ne dico una, peraltro completamente gratuita, senza pubblicità e sostenuta economicamente da donazioni: https://archive.org/ (che esiste dal 1996, come documentato su Wikipedia).
Ma andiamo oltre... io ho già scritto un articolo al riguardo, intitolato "Le trappole della tecnologia: alcune proposte e riflessioni", in cui ragiono su ciò che concretamente possiamo fare in alternativa ai modelli politici-economici-sociali dominanti nel web. Adesso vorrei aggiungere alcune considerazioni specifiche sulle alternative a Youtube. Al di là delle varie proposte tecniche (PeerTube, DTube, e altri), senz'altro interessanti, io avrei una controproposta per ritornare alle "origini" del web, cioè a prima che tutte queste piattaforme di condivisione video fossero anche solo pensate:
1. Mettersi le mani nel portafoglio e pagarsi un proprio server.
2. Mettere i video su quel server senza contatori e senza impedimenti al download: chi è interessato a un video, se lo può scaricare e può ripubblicarlo dove vuole. La condivisione, nel senso di download e ripubblicazione altrove - ovvero caricamento su un altro server in mano di altre persone -, andrebbe esplicitamente incoraggiata e consentita con licenze che la autorizzano (tipo Creative Commons, pubblico dominio o analoghe).
3. Rinunciare in partenza a voler controllare i video pubblicati, controllare / conteggiare gli utenti, pretendere guadagni economici, inserire qualsiasi forma di
pubblicità.
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Tutto ciò è già possibile adesso ed è sempre stato possibile. Questo è quello che succede con i libri che si trovano in biblioteca: nessuno saprà mai quante volte viene letto un libro e da chi, né saprà mai quante copie ne esistono e dove, né per quanti secoli o millenni un libro continuerà a esistere e in quali versioni/traduzioni. Con questo spirito di autentica condivisione, mi viene in mente un progetto tipo LiberLiber, che esiste (e resiste) dal 1993, come riporta Wikipedia.
La controproposta nei tre punti sopra riportati corrisponde al modo con cui pubblico i video nel mio blog (sotto i quali c'è sempre il link per il download). lo non conteggio neanche le visualizzazioni dei miei articoli, perché se nei miei articoli c'è un valore, esso non dipende da quante volte verranno aperti. Non solo: il fatto che una pagina del mio blog venga aperta, non mi dice nulla sull'effetto che essa avrà su chi eventualmente la leggerà, ne se realmente sarà letta. Conteggiare le visualizzazioni è solo un modo per rinforzare il proprio ego, meglio evitare: preferisco concentrarmi sulla qualità di ciò che scrivo, se poi ciò che scrivo avrà effetti nella società... mai lo saprò, come del resto nessun filosofo lo sa in anticipo. | pensieri sono come semi sparsi al vento: forse germoglieranno prima o poi, forse no, forse arriveranno molto lontano nel tempo e nello spazio, forse rimarranno vicini. Da idea nasce idea, e non conviene essere troppo attaccati alle proprie idee.
Se però il problema è guadagnare soldi e fare marketing con i video (cosa che fanno anche le piattaforme di informazione alternativa o cosiddetta "libera", tipo Byoblu), e quindi conteggiare le visualizzazioni per guadagnare soldi o altro (dove questo “altro” potrebbe anche essere consenso politico), allora teniamoci Youtube, Facebook, Twitter e tutti gli altri senza lamentarci e anzi "gioiendo" della loro gratuità... gratuità che però è a caro prezzo... A tal proposito, come ha scritto Giulio Ripa: «/n effetti i mezzi di comunicazione "alternativi", oltre ad utilizzare gratuitamente spazi su server di piattaforme private senza "pagare nulla", vogliono anche fare marketing, mediante le condivisioni e le visualizzazioni nei social media. Alla fine chi troppo vuole nulla stringe. La vera alternativa è lasciare il mondo digitale e ritornare nei limiti del possibile al mondo reale, fatto di relazioni interpersonali, comunità e contatto fisico. Altrimenti chi possiede le piattaforme digitali porterà a termine lo scopo principale su cui avevano scommesso: identificazione digitale degli individui per il controllo e la sorveglianza totale della società».
Lascio a ognuno le sue considerazioni, Francesco Galgani, 16 giugno 2020
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Ama il prossimo tuo come te stesso, immigrato compreso
Quando ho fame, penso agli affamati.
Quando ho dolore, penso a chi soffre.
Quando ho tanto, penso a chi ha poco.
Quando ho salute, penso a chi la vorrebbe...
Nell'opulenza del troppo cerco la sobrietà,
tra tanti discorsi sciocchi e parole inutili, cerco la nostra comune umanità.
(Francesco Galgani, 2 aprile 2017, www.galgani.it)
«[...] Shin'ichi concentrò le sue forze soprattutto negli incontri con personalità africane, perché mosso dalla profonda convinzione che il ventunesimo secolo sarebbe stato il secolo dell’Africa.
Percepiva inoltre chiaramente che, se non si fossero garantite pace e prosperità al continente africano, dominato per lunghi anni come colonia dalle grandi potenze e
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dilaniato da fame e povertà, non ci sarebbe stato un futuro per l'umanità. [...]» tratto da: "La nuova rivoluzione umana", cap. 30, vol. 2, puntata 4
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«[...] Le persone ci dicono spesso di non aver avuto alcuna alternativa ad intraprendere il viaggio in mare per raggiungere l'Europa. Ci dicono che fuggono da violenza, conflitti, persecuzioni e povertà nei loro paesi di origine. A prescindere dalla provenienza o dalle ragioni che li hanno spinti a viaggiare, praticamente tutti coloro che soccorriamo in mare sono passati dalla Libia, dove molti sono stati esposti a preoccupanti livelli di violenza e sfruttamento.
Molti di coloro che abbiamo salvato hanno riferito di aver subito brutalità in Libia, mentre praticamente tutti sono stati testimoni di atti di estrema violenza (pestaggi, stupri e omicidi) nei confronti di rifugiati e migranti. Dopo le traumatiche esperienze vissute nei paesi di origine, l’attraversamento del deserto e le difficili condizioni di vita in Libia, non esiste spesso alcuna possibilità di tornare indietro e attraversare il Mediterraneo a bordo di un barcone rimane l’unica possibilità di fuggire. [...]
Il numero di persone che ogni anno perde la vita nel tentativo di raggiungere l'Europa è comparabile a quello che MSF osserva in contesti di guerra. [...]
Il numero di persone morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo ha raggiunto picchi che non hanno precedenti, senza contare che i dati disponibili descrivono solo una parte del fenomeno. Non abbiamo nessuna idea del numero complessivo di barconi che partono dalla Libia verso l’Italia e di quanti siano naufragati senza aver potuto raggiungere le rotte commerciali più trafficate o aver lanciato una chiamata di soccorso.
Gli sforzi dell’Unione Europea di prevenire la perdita di vite in mare attraverso il rafforzamento dei controlli alle frontiere, la progressiva militarizzazione del mare e l’irrobustimento delle azioni contro i trafficanti non hanno portato alcun risultato concreto, se non un ulteriore incremento delle persone annegate. Le organizzazioni di trafficanti senza scrupoli hanno rapidamente adattato la loro condotta criminale e i viaggi in mare
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sono diventati ancora più pericolosi.
Sulla base della nostra esperienza a terra e in mare, siamo fermamente convinti che fino a quanto le istituzioni e i governi europei non offriranno alternative più sicure per cercare protezione in Europa, le persone continueranno a intraprendere questi viaggi e mettere a rischio le loro vite. [...]»
tratto da: "Medici Senza Frontiere, Le 10 domande più frequenti sulle nostre operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo"
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Ammalati di velocità e prestazione: una cura rinsavente per il cuore e per l'anima
Oggi ho creato l'immagine seguente, con in calce alcune mie riflessioni:
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Ama chi e' con te!
Ama quel che sei!
Ama duel che Fai!
Chi ormai conosce il mio blog e i miei scritti, potrebbe aver riconosciuto nelle frasi «Ama chi è con te. Ama quel che sei. Ama quel che fai» i punti conclusivi del mio "Libero Decalogo" dell'ormai lontano giugno 2008, a cui rimando. Ma procediamo con ordine, partendo dal titolo di questo articolo, che inizia con: "Ammalati di velocità e prestazione"...
E' mia opinione che le società moderne, dalla rivoluzione industriale in poi, hanno rincorso sempre di più il mito della “velocità” e della “prestazione”, caratteristiche intrinseche del sistema produttivo scriteriato alla base dei sistemi economici capitalistici (ovvero produrre sempre di più, indipendentemente dai bisogni e dalla risorse): tale mito è entrato sempre di più nella cultura dei popoli industrializzati, sino a diventare un pilastro del modo di pensare e di vivere di ogni persona, non soltanto negli aspetti lavorativi, ma anche in
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quelli relazionali, privati e persino intimi.
Tempo addietro pubblicai il “decalogo Slow-Internet” di Giulio Ripa, che è mosso da una severa e ragionata critica alle reti di comunicazioni sempre più veloci e pervasive, di cui può essere emblematico il nuovo totem contemporaneo che incarna “velocità” e “prestazione”, intimamente connesso alla vita delle persone, ovvero Facebook, a cui ho dedicato alcune riflessioni.
La velocità, però, ha il suo prezzo da pagare, che spesso è quello di non lasciare nemmeno il tempo di ragionare e di valutare, concedendo poco spazio a un giudizio autonomo e consapevole della qualità dei prodotti e delle possibili conseguenze dei comportamenti (le società consumistiche funzionano tanto meglio quanto più le persone riducono se stesse a consumatori acritici). Si pensi ad esempio al movimento culturale internazionale “Slow food”, nel quale la parola “slow” (lento) assume un valore positivo e contrapposto a “fast” (veloce): il “fast-food” è cibo-spazzatura e dannoso, lo “slow-food” è cibo di qualità e salutare.
Scrive Daisaku Ikeda, nel libro “Campanello d'allarme per il XXI secolo”: «Ogni passo in più lungo la strada sbagliata ci distoglie ulteriormente dalla giusta meta. Porci sulla rotta suggerita dalla saggezza riveste un peso ormai determinante. Non giova correre, ma al contrario procedere secondo una direzione corretta e ragionata. Shakyamuni e i suoi discepoli, Confucio, Socrate, Platone e innumerevoli altri grandi del passato fruivano di un bagaglio di nozioni decisamente più limitato del nostro, nonché di un complesso di beni materiali assai meno copioso di quello a disposizione della società moderna. Essi però sapevano, molto meglio di noi, quale fosse il modo più armonioso e realistico di condurre l'esistenza. Abbiamo il dovere di ammirarli e di emularli sul piano spirituale in tutte le nostre azioni, giacché si avvalevano di qualcosa di assai più profondo, di superiore a ciò che possiede l'uomo oggi.
Del resto, anche oggi le persone più serene ed equilibrate sono quelle che lavorano e lottano per il benessere dei familiari e degli amici, incuranti del denaro e della fama, opponendosi al turbamento e al disagio spirituali che caratterizzano tutte le società tecnologico-scientifiche, d'impronta spiccatamente materialistica. | loro volti esprimono la felicità interiore, e sebbene a livello individuale gli uomini non abbiano il potere di assicurare progressi rapidi e dalla prospettiva ampia, solo loro sono realmente in grado di mutare il corso delle cose. Dal momento che il numero delle persone si incammina sulla giusta strada tende costantemente ad aumentare, a poco a poco le società adotteranno una linea di condotta incentrata sull'uomo e sulla dignità umana. »
Mi sono posto una domanda: a chi giova correre e rincorrere la vita, come un automobilista che sfreccia a tutta velocità rischiando di farsi molto male al primo imprevisto, se non peggio? Secondo me, non è poi così importante quante cose facciamo
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e quali risultati raggiungiamo nel breve periodo... ma quanto Amore ci mettiamo: con pazienza, calma interiore e Amore... la vita diviene uno splendore!
Scoprire l'Amore e imparare ad Amare è una cura rinsavente per tanti mali... è una terapia benefica per noi stessi e per tutto il Mondo.
Buona vita pacifica e buon cambiamento interiore, Francesco Galgani, 28 marzo 2015
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Amnesty International: Google e Facebook violano pesantemente | diritti umani
C'è chi tiene in mano un'arma da fuoco, chi una croce, chi un mouse (e, per estensione, tutto ciò che rappresenta un accesso ai contesti virtuali, tra cui soprattutto gli smartphone). ll suggestivo disegno qui a destra, in cui si possono ricercare significati, è di Matt Chase. | nostri dispositivi digitali sono sia un'arma sia una fede? Probabilmente sì. Non faccio ulteriori commenti su questo disegno, su cui invito a riflettere, e passo oltre...
Nel quadro generale della futura "Internet delle cose", o "Internet del tutto", che purtroppo pare attenderci e che ho già trattato nella pagina "Crimine 5G, Internet delle Cose: un quadro ampio, con articoli, video, bibliografia scientifica, appelli di scienziati", in cui ho riportato anche un servizio di Report e un documentario di James Corbett, la notizia che Amnesty International abbia pubblicato un documento di 60 pagine per dimostrare la sistematica violazione dei diritti umani compiuta da Facebook e Google mi sembra l'ennesima conferma della direzione autodistruttiva del mondo in cui siamo inseriti.
L'unica azione rivoluzionaria che intravedo è non usare né Facebook né i servizi di cui questa azienda è proprietaria (Instagram e Whatsapp, giusto per fare due nomi), né Google e i suoi servizi, ammesso che questo sia possibile. Ad ogni modo, sono ben consapevole che le pressioni e i condizionamenti sociali spingono e forzano in tutt'altra direzione.
Esistono altre strade? Sì, ricordo il decalogo slow-Internet di Giulio Ripa, decalogo che continua ad essere una proposta molto sensata di fronte alla denuncie di Amnesty (la quale, peraltro, non manca di essere presente su Facebook).
Questa è la sintesi del report di Amnesty International, pubblicata da Amnesty stessa: "Facebook and Google’s pervasive surveillance poses an unprecedented danger to human rights".
Questo è il documento completo in PDF: POL3014042019ENGLISH.PDF
Questa invece è una lista di tutti gli articoli pubblicati da Amnesty International sul
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tema del rapporto tra tecnologia e diritti umani: https://www.amnesty.org/en/search/? issue=54748
Francesco Galgani, 25 novembre 2019
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Amo l’Italia Amo l’Italia
Amo la mia terra, amo la sua gente, ringrazio i fratelli, e le nostre sorelle,
accolgo chi viene, saluto chi va, sorrido gioioso perché siamo qua!
Amo il divino d’ogni vivente, ringrazio ognuno d'esser presente
nella buona patria che ci vuol solidali, gentili e sinceri, nel cuor leali.
Abbiamo un’Anima, è la Costituzione, unica salvezza
da ogni aberrazione.
Grazie!
(Francesco Galgani, 27 agosto 2019, www.galgani.it)
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Amore di coppia?
L'amore di coppia è forse l’incontro tra due follie che, per ragioni misteriose e fuori da qualsiasi schema, scelgono di provare, in qualche modo, a stare insieme?
Tale incontro di follie è forse dominato da un vortice di energie creatrici e distruttrici che, a seconda della prevalenza delle une o delle altre, ne determinano l’esito?
Non lo so, forse tra tutti gli aspetti della vita questo è quello in cui regole e leggi meno si adattano.
O forse è tutto diverso da ciò che ho scritto. Gli antropologi ne sanno qualcosa, forse.
(Francesco Galgani, 28 gennaio 2021)
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Amore o odio per la natura?
Ci sono due tipi di disegni: quelli fatti dalla natura, e quelli fatti da noi. Di solito i primi sono migliori dei secondi, per cui prendiamo l’arte della natura come modello. Questo vale non solo nella pittura, ma in tutti i campi dell’esistenza: la natura è maestra.
Quando però, mossi dalla volontà di dominio e di potenza, che di per sé è estranea all’ecosistema - o meglio esistente in forme limitatissime e funzionali all'equilibrio delicato e precario della vita - creiamo forme aliene alla natura, ovvero brutte forme: lì iniziano i problemi. Più la cultura si allontana dalla natura, maggiore è il disagio e la non voglia di vivere.
Storicamente, l'odio per la natura è stato considerato come odio per il limite: questo è un tipo di ideologia che, portata alle estreme conseguenze, vede l'essere umano come dio di se stesso, che può fare su stesso e sugli altri tutto ciò che vuole, compresa la propria e l'altrui distruzione. Questa ideologia liberale vuole lo smantellamento dello stato, della famiglia, delle varie comunità, delle religioni, di qualsiasi limite alla sessualità e all'uso del proprio e altrui corpo, allo scopo di liberare l'uomo. Ma quale libertà è quella che si basa sull'odio per la natura? Parafrasando la "Leggenda del re infelice" di Fabrizio De André: «Quanto giusta pensate che sia una libertà che decreta morte?».
Più siamo separati dalla natura, più siamo separati da noi stessi e quindi dalla nostra anima... e più siamo separati dalla nostra anima, e maggiore è il nostro stato di morti viventi. Questo vale anche per le persone che hanno successo nel nostro mondo alienato, che premia la demenza e castiga il talento.
La paura del covid, portata ai livelli disastrosi attuali, è la messa in scena della paura di vivere nel teatrino della società. Le politiche di sanità pubblica di questo periodo aiutano a non vivere, quindi rafforzano la nostra condizione di zombie.
| fiori prendono nutrimento dalla terra e dalla pioggia, dall'aria e dal sole, e sono meravigliosamente belli così come sono. Anche gli esseri umani sono meravigliosamente belli nel corpo e nello spirito quando sono lasciati liberi di amarsi e di fare comunità, in un clima interiore ed esteriore di armonia con l’anima, che è l’unica condizione risolutiva di ogni conflitto. Ma tutto ciò non c'entra niente con il liberismo sopra accennato: senza l'esist